La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest si terrà nella Wiener Stadthalle di Vienna con le tre serate programmate per il 12, 14 e 16 maggio 2026. Con la pubblicazione del running order da parte di EBU e della radiotelevisione austriaca ORF, prende forma la fase più calda della competizione: trentacinque Paesi saranno presenti in totale, con trenta nazioni che si sfideranno nelle due semifinali per contendere i venti posti disponibili in finale.
L’attesa è alimentata anche dalle esibizioni nei tradizionali pre-party europei: gli artisti stanno già conquistando il pubblico di città come Amsterdam e Oslo, con l’ultimo appuntamento in calendario per domenica 19 aprile al London Eurovision Party. Tra gli highlight dell’edizione c’è la partecipazione italiana di Sal Da Vinci, che porterà il brano vincitore di Sanremo e si esibirà nella prima semifinale anche se, in quanto parte dei Big 4, è già qualificato alla finale.
Il running order e il suo peso sui risultati
Dietro la semplice lista di uscita si nasconde un elemento strategico: le statistiche degli ultimi quindici anni mostrano che chi chiude una serata ha una probabilità molto elevata di qualificazione. In termini numerici, la posizione finale in scaletta ha portato a qualificazioni nell’ordine dell’86,67% degli eventi recenti, mentre la posizione nella seconda metà della serata tende a favorire il passaggio del turno rispetto alla prima. Questa dinamica influenza le aspettative e le tattiche di promozione degli artisti, perché la collocazione nella scaletta può incidere sulla percezione del voto del pubblico e delle giurie.
Impatto pratico per gli artisti
La posizione di esibizione non modifica il valore artistico di un brano, ma determina visibilità e memoria: un numero più tardo in scaletta beneficia spesso di maggiore ritenzione emotiva negli spettatori. Per questo motivo molti team lavorano su staging, suono e promozione nei giorni precedenti per massimizzare l’effetto della performance. Inoltre, la pubblicazione del running order consente ai fan e agli addetti ai lavori di pianificare l’attenzione mediatica e gli spazi promozionali, rendendo ogni serata più prevedibile dal punto di vista dell’andamento dello show.
Le due semifinali: nomi, aperture e chiusure
La prima semifinale, in programma martedì 12 maggio, sarà aperta dalla Moldavia e vedrà tra gli altri la partecipazione di Svezia, Croazia, Israele, Belgio e la Germania. In questa serata si esibirà anche Sal Da Vinci con “Per sempre sì”; la Finlandia, rappresentata da Linda Lampenius e Pete Parkkonen, è indicata tra le favorite e occuperà una posizione centrale nella scaletta. A chiudere la serata saranno i serbi Lavin, mentre durante la seconda semifinale di giovedì 14 maggio ad aprire sarà la Bulgaria e a chiudere sarà l’esibizione dell’Australia.
Turni, favoriti e curiosità
Oltre alle nazioni già menzionate, la seconda semifinale presenterà nomi come Ucraina, Svizzera e Norvegia, insieme ai rappresentanti di Francia, Regno Unito e dei padroni di casa, Austria. È importante ricordare che dal 2026 i rappresentanti dei Big 4 (Italia, Francia, Germania e Regno Unito) e il paese ospitante possono esibirsi durante le semifinali pur essendo qualificati di diritto alla finale, scelta che modifica la dinamica di visibilità e permette loro di testare la performance davanti al pubblico delle serate preliminari.
Copertura italiana e impegno per l’accessibilità
Per il pubblico italiano la trasmissione avrà una copertura estesa: le due semifinali andranno in onda in prima serata su Rai2 e su RaiPlay, con radiocronaca su Rai Radio 2, mentre la finale di sabato 16 maggio sarà trasmessa in prima serata su Rai1. La coppia di commentatori per l’edizione italiana è formata da Elettra Lamborghini ed Gabriele Corsi, con la novità della cronaca radiofonica affidata a voci consolidate di Radio2 e inviati direttamente da Vienna.
LIS, sottotitoli e audio descrizioni
Un elemento distintivo di questa edizione è l’enfasi sull’inclusività. Grazie a Rai Pubblica Utilità, tutte le serate saranno fornite di sottotitoli e di audio descrizioni per non udenti e non vedenti, mentre la finale sarà disponibile con una versione completa nella Lingua Italiana dei Segni (LIS) su RaiPlay, con interpreti dedicati che tradurranno canzoni, commenti dei conduttori e momenti emozionali dello show. Queste misure sottolineano l’impegno per rendere l’evento accessibile a un pubblico il più ampio possibile.
Fuori dall’Europa, il 2026 segna anche l’espansione del format: l’Eurovision Song Contest Asia è programmato per il 14 novembre 2026 a Bangkok, coinvolgendo dieci Paesi asiatici in una nuova declinazione del concorso. Infine, tensioni politiche hanno caratterizzato la vigilia con il rifiuto di partecipazione di alcuni Paesi in protesta per la presenza di Israele, elemento che aggiunge un ulteriore livello di complessità a quella che resta una delle manifestazioni musicali più seguite a livello internazionale.
