Salta al contenuto
7 Giugno 2026

Bomba a Brindisi: non vogliamo vedere le foto di Melissa e Ilaria

La mafia colpisce a Brindisi e uccide due ragazze di 16 anni facendo esplodere degli ordigni di fronte a una scuola. On line già pubblicano ... Leggi tutto

La mafia colpisce a Brindisi e uccide due ragazze di 16 anni facendo esplodere degli ordigni di fronte a una scuola. On line già pubblicano le foto della prima vittima, ma noi non vogliamo vederle. Perché non possiamo accettare la morte di Melissa

Tre esplosioni di fronte alla scuola intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Sette studenti feriti, due ragazze che sono rimaste uccise: Melissa Bassi, di cui si ha subito notizia, e poi l’amica Ilaria Capodieci, entrambe di 16 anni. Una strage di mafia, un avvertimento della Sacra Corona Unita, dicono gli inquirenti, e pare davvero l’unica pista possibile, per un’azione così vile e tremenda, così imperdonabile e devastante.

Vedo già on line, nei siti dei grandi giornali e nei blog, le foto di Melissa Bassi, la prima vittima del terrore di mafia. Qualcuno scrive che era bellissima. Può darsi, ma non ci frega nulla che fosse bella e non vogliamo vedere le sue foto private, magari rubate al suo profilo Facebook di adolescente. Volevamo conoscerla in un altro modo, Melissa. Non attraverso i racconti dei giornalisti, le storie della sua privata che di colpo diviene pubblica, le testimonianze forzate di chi la conosceva, i soliti titoli reotirici sull’angelo che è volato in cielo.

Soprattutto non vogliamo piangerla per poi dimenticarcene, incasellare la sua immagine nel lungo elenco di vittime della criminalità organizzata e poi dire: vabbè, così va la vita in questo sfortunato Paese. Di più, non vogliamo e non possiamo accettare la sua morte. E dobbiamo pretendere che lo Stato finalmente alzi la testa: basta con la vigliaccheria, basta con la moderazione, basta con la litania che non servono leggi speciali; basta in una parola con la logica che con la mafia si possa convivere senza darsi l’obiettivo irrinunciabile di eliminarla. Con tutti gli strumenti, anche i più estremi, che la democrazia ci consente.

UPDATE – E’ stata smentita la morte della seconda studentessa.

(L’immagine in alto è presa da Cronaca e Attualità di Blogosfere).