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21 Luglio 2026

Zahara Jolie sceglie il cognome della madre al momento della laurea

Zahara ha ricevuto il diploma allo Spelman College usando il solo cognome della madre: un gesto che rinnova tensioni familiari e richiama le scelte dei fratelli

Zahara Jolie sceglie il cognome della madre al momento della laurea

La recente cerimonia di laurea allo Spelman College è diventata un momento simbolico non solo per il raggiungimento accademico, ma anche per una scelta personale di forte impatto pubblico. Durante la consegna del diploma, la neolaureata è stata annunciata come Zahara Marley Jolie, omettendo il cognome paterno e riaccendendo l’attenzione sui rapporti dentro la famiglia composta da Angelina Jolie e Brad Pitt. Questa mossa viene letta alla luce di decisioni simili di altri figli della coppia e riporta al centro il tema dell’identità anagrafica in contesti famigliari controversi.

La scelta al momento della laurea

Alla cerimonia, Zahara ha ricevuto il diploma in psicologia indossando l’abito tradizionale della consegna dei titoli, ma è stato il nome con cui è stata chiamata a catturare i riflettori. L’uso esclusivo del cognome Jolie è stato percepito come una dichiarazione di distanza dal padre, un atto che ha significati pratici e simbolici. Per molti osservatori si tratta di una forma di espressione identitaria, in cui la scelta del nome assume valore pubblico e personale, indicando una preferenza chiara per l’affiliazione materna e per il percorso di vita costruito fino a quel momento.

La cerimonia allo Spelman College

La giornata allo Spelman College è stata vissuta come un traguardo importante: la famiglia si è presentata per festeggiare il successo accademico di Zahara, con la madre al fianco nei momenti salienti. Tra i presenti, oltre a Angelina Jolie, sono stati segnalati alcuni fratelli, mentre altri membri della famiglia non hanno partecipato. L’atmosfera della cerimonia è stata caratterizzata da applausi e da emozione, ma il dettaglio anagrafico riportato nel programma ha dato alla festa una risonanza politica e familiare che ha rapidamente occupato le cronache dei media.

Il quadro familiare: adozioni, nascite e le scelte dei figli

La famiglia formata da Angelina Jolie e Brad Pitt comprende sei figli: Maddox, Pax, Zahara, Shiloh, Knox e Vivienne. Alcuni di loro sono stati adottati: Maddox è arrivato dalla Cambogia nel 2002, Zahara è stata adottata tre anni dopo e in seguito, nel dicembre 2005, Brad Pitt ha completato le procedure di adozione legale per quei bambini. Pax è stato adottato dal Vietnam nel 2007, mentre Shiloh è nata nel 2006 e i gemelli Knox e Vivienne nel 2008. Questo intreccio di adozioni e nascite compone un nucleo complesso in cui le scelte anagrafiche possono avere valenze legali e personali.

I precedenti: rinunce al cognome paterno

La decisione di Zahara non è isolata: negli ultimi anni diversi figli della coppia hanno evitato l’uso pubblico del cognome Pitt. Maddox, ad esempio, aveva adottato il solo cognome della madre in ambiti non legali già nel 2026 e, secondo fonti, stava valutando un cambiamento anche a livello formale. Shiloh ha rimosso il cognome paterno al raggiungimento della maggiore età, avvalendosi di un avvocato proprio per la procedura. Anche la più piccola, Vivienne, è stata indicata in contesti professionali come Vivienne Jolie. Si tratta di azioni che segnalano una tendenza familiare verso l’affermazione dell’identità materna.

Motivi, reazioni e lo sfondo della separazione

Dietro a queste scelte si legge il complesso retroscena della separazione tra i genitori, avvenuta nel 2016. Nei documenti e nelle dichiarazioni pubbliche emerse all’epoca si parla di accuse rivolte a Brad Pitt relative a comportamenti giudicati inaccettabili, con conseguenze profonde nei rapporti familiari. Numerosi media internazionali hanno riportato come la rottura abbia prodotto un allontanamento tra il padre e i figli; molti di loro, secondo le cronache, hanno intrapreso percorsi personali che li hanno portati a prendere le distanze anche sul piano anagrafico. Le reazioni del pubblico e degli addetti ai lavori oscillano tra comprensione per una scelta privata e critiche per la spettacolarizzazione della vicenda.

Prospettive future

Per ora, la decisione di Zahara appare come una tappa in un percorso personale e familiare ancora in evoluzione. L’evento accademico segna un nuovo inizio professionale per la neolaureata in psicologia e, al tempo stesso, un segnale chiaro nelle dinamiche interne al gruppo familiare. Resta da vedere se questo atto influenzerà eventuali futuri avvicinamenti o ricomposizioni dei rapporti. In ogni caso, la storia mette in evidenza come il nome di una persona possa assumere valore simbolico e pratico, diventando strumento di affermazione e di scelta individuale.

In conclusione, la laurea di Zahara allo Spelman College è stata celebrata come un successo accademico e, contemporaneamente, è diventata momento di ribadita autonomia identitaria. L’omissione del cognome paterno al momento della proclamazione non cancella la complessità dei legami famigliari, ma evidenzia come scelte apparentemente formali possano raccontare vicende umane delicate e significative. Il gesto resta un capitolo di una storia familiare ancora sotto gli occhi del pubblico.

Autore

Bianca Marchesi

Bianca Marchesi ha pubblicato un’inchiesta dopo aver convinto l'ufficio comunale di Genova a rilasciare verbali, sostenendo una posizione editoriale provocatoria sulle politiche urbane. Editorialista urbana, conserva un archivio fotografico delle piazze genovesi come quaderno personale.