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17 Luglio 2026

Ylenia Carrisi scomparsa a New Orleans: biografia, piste e ipotesi

Il profilo di Ylenia Carrisi ricostruito tra viaggi, famiglia e indagini: dai telefoni registrati alle versioni contrastanti di Al Bano e Romina Power

Ylenia Carrisi scomparsa a New Orleans: biografia, piste e ipotesi

Ylenia Maria Sole Carrisi è rimasta nell’immaginario collettivo come una giovane dall’inclinazione nomade e dalla fama legata ai genitori, Al Bano e Romina Power. Nata a Roma il 29 novembre 1970, aveva scelto uno stile di vita votato al viaggio e all’incontro con culture diverse: Londra, Ecuador, Belize e infine New Orleans furono tappe del suo percorso. La sua scomparsa all’inizio degli anni ’90 ha trasformato una vicenda personale in un enigma mediatico che ancora oggi genera interrogativi.

La vicenda è fatta di date, testimonianze contraddittorie e ipotesi divergenti. Di lei restano immagini pubbliche — l’esperienza come valletta nel programma di Mike Bongiorno nel 1989 e la vita trascorsa tra studi e viaggi — ma anche il vuoto prodotto dall’ultima telefonata e dalle notizie frammentarie provenienti da oltreoceano. Per comprendere il caso è utile ripercorrere i passaggi chiave senza perdere di vista le certezze documentate.

Chi era Ylenia e perché partì

Figlia primogenita di una coppia celebre, Ylenia Carrisi portava con sé una doppia eredità: la notorietà dei genitori e le radici hollywoodiane dei nonni materni, Tyrone Power e Linda Christian. Diplomata e con esperienze televisive e artistiche, aveva studiato a King’s College a Londra e coltivava l’idea di scrivere, fotografare e raccontare gli artisti di strada e i senzatetto. Il progetto personale la spinse a viaggiare con uno zaino, autofinanziandosi con la vendita di alcuni oggetti: una scelta che la portò dal Belize verso il Nord America, con tappe nei luoghi dove si sentiva più libera.

La scomparsa a New Orleans e i fatti documentati

Il nodo centrale della vicenda riguarda la sua ultima presenza nota a New Orleans. Le cronache riportano contatti telefonici registrati tra il 31 dicembre 1993 e il 1 gennaio 1994, in cui la giovane parlò con la famiglia dal LeDale Hotel. Poche giornate dopo, il 6 gennaio 1994 è indicato come l’ultimo avvistamento confermato: in quella data Ylenia lasciò la stanza d’albergo abbandonando passaporto, zaino e altri effetti personali, circostanza che alimentò subito dubbi e preoccupazioni.

Il ruolo di Alexander Masakela

Tra i nomi emersi nelle indagini figura Alexander Masakela, trombettista di strada che aveva conosciuto Ylenia a New Orleans. Testimonianze e ritrovamenti di effetti personali della ragazza nello zaino di Masakela, insieme al tentativo da parte sua di usare assegni turistici o carte, posero il musicista al centro delle attenzioni investigative. Arrestato per questioni legate alla vicenda, fu poi rilasciato per insufficienza di prove: il suo profilo rimase controverso e rappresentò per la famiglia un sospetto difficile da risolvere.

Ipotesi, confessioni e sviluppi successivi

Le piste che si sono intrecciate nel corso degli anni spaziano dall’ipotesi di suicidio, evocata da segnalazioni locali secondo cui una donna bionda si sarebbe gettata nel Mississippi pronunciando la frase «appartengo alle acque», a teorie molto diverse sostenute da chi ritiene possibile un rapimento o una fuga volontaria. La famiglia rimase divisa: Al Bano ha spesso indicato l’annegamento come spiegazione compatibile con alcune testimonianze, mentre Romina Power ha sempre sostenuto la possibilità che Ylenia sia ancora viva e ha espresso critiche verso la gestione delle indagini.

Rivelazioni e presunte piste riaperte

Negli anni si sono susseguite affermazioni di vario tono: nel 1996 il serial killer Keith Hunter Jesperson (noto come ‘Happy Face Killer’) rivendicò un omicidio che in parte ricordava la scomparsa di una giovane con zaino, ma gli accertamenti tecnici non confermarono la corrispondenza; più tardi, nel 2018, fu riportata la dichiarazione di un investigatore della squadra omicidi di New Orleans che disse «Ylenia è viva» senza aggiungere dettagli. Altre voci, incluse dichiarazioni di conoscenti di Masakela, hanno continuato a insinuare la possibilità che la vicenda non si sia chiusa definitivamente.

L’eredità del caso e lo status legale

La vicenda ha lasciato un segno profondo nella famiglia e nell’opinione pubblica italiana. Sul piano legale, la questione della morte presunta è stata trattata in momenti diversi: alcuni provvedimenti e richieste formali sono stati avanzati nel corso del tempo, con decisioni giudiziarie che hanno tentato di chiudere l’aspetto civile pur senza dissipare i dubbi investigativi. La determinazione di Romina Power nel sostenere che la figlia sia viva e la ricerca continua della verità testimoniano quanto il caso rimanga aperto nei cuori e nella memoria collettiva.

Oggi il nome di Ylenia Carrisi continua a evocare domande senza risposta: un percorso umano e mediatico che unisce viaggi, identità familiare, piste investigative e versioni contrastanti. Il mistero resta, così come la speranza di chi non si rassegna a una fine senza certezze.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.