X Factor, nona puntata: il pagellone politicamente scorretto

Siamo arrivati alla nona puntata di X Factor. Lo so, ci sono volute nove puntate per veder uscire i Farias, ma finalmente ci siamo riusciti. Pagellone, eccomi qua.

Gemelli Diversi. Mi fa sorridere lo spunto di Morgan, secondo il quale il ruolo di "cane da guardia" nel panorama musicale italiano sarebbe da ricercarsi nell'hip hop e non più nel rock.

Certo, ma se poi affidiamo temi sociali a dei tamarri come i Gemelli Diversi non possiamo lamentarci dei risultati. Lo avevo già scritto in occasione di Sanremo, e in un paio di settimane le cose non cambiano: i gemellini per me possono cantare solo i fasti di una Punto truccata o della gloriosa Lancia Delta Integrale. Sporchi di grasso e olio, in canotta e con la chiave inglese in mano.

Liberi di intonare nella pausa pranzo dell'officina quella bbestia non è a mio papàààà.

Farias. L'uomo che vive a tre quarti, Puma, tenta l'ultima paraculata per evitare la sconfitta, ma cade nel baratro di una Samarcanda che in bocca a dei sudamericani ha lo stesso effetto di Boca di rossa. Puma ha anche rubato la giacca ai Gemelli Diversi, ma si è dimenticato di indossare la camicia. Gli altri si sono adeguati con un pizzico di eleganza in più.

Addio ragazzi, la Patagonia – sferzata da una crisi economica per i troppi televoti – vi aspetta a braccia aperte.

Noemi. Tommassini mi ha ascoltato e ha rinunciato alle tette di Noemi. A pensarci bene l'effetto delle scollature di Noemi equivaleva all'effetto della giacca senza camicia di Puma; forse Tommassini ha trasferito le sua voglie di là. Ribadisco: Noemi è l'unica che nel corso di X Factor è migliorata visibilmente. Ieri è riuscita addirittura a ingraziosire una canzone di Morgan, e questo vuol dire molto. Diciamoci la verità, Morgan nel ruolo di giudice di X Factor è perfetto. Nel ruolo di storico della musica altrettanto. Nel ruolo di critico musicale idem. Nel ruolo di artista invece non ha mai combinato un cazzo. Oh, diciamolo.

Daniele. Il momento più bello della serata. Schizzetto della testa in contemporanea allo spostamento della manina, questo ormai il suo nick, entra in scena da vero figo e getta gli occhiali per terra. Il gesto è chiaro, non ha bisogno di spiegazioni. Si chiude con il passato. Canta, ed effettivamente siamo di fronte ad un nuovo Daniele senza arzigogolii. Finisce di cantare, tutti apprezzano il cambio di rotta, ma alle fine risulta ancora meno convincente di prima. Applausi a Simona Ventura, che ha capito il suo vero problema: il ragazzo è cresciuto nella bambagia, adorato da tutti e messo su un piedistallo per la sua eccellente vocalità. Ad X Factor si è scontrato con quella strana roba chiamata critica ed è andato nel pallone. Nella seconda esibizione Daniele tenta di rimanere in versione "prima esibizione senza gorgheggi" ma ad intervalli costanti i buoni propositi gli sfuggono di mano.

Fiorello. Ironico e divertente, nonostante abbia già frantumato i maroni per questo benedetto sbarco su Sky. Per credere, come scrivevo ieri, provate a schiacciare il tasto Menù del vostro telecomando di Sky. Il collegamento è rovinato da Valerio Staffelli, inutile personaggio televisivo proveniente dalla famiglia Ricci. Tra lui e Paolini, per me, non c'è differenza.

Matteo. E' vocalmente dotato, e questo lo abbiamo capito. Però anche Daniele lo è. Allora qualcuno mi spiega perchè mai Schizzetto della testa in contemporanea allo spostamento della manina viene definito "qualcosa di già visto e sentito" mentre Matteo, che è la copia di mille riassunti, no?

Bastardi. Vabbè, ma se devono farsi una gara a parte all'interno di X Factor allora diciamolo subito. Ok, sono forti, carini, simpatici, pazzerelli, fru fru, sa sa e co co; e questo lo abbiamo capito. Vogliamo però farli crescere? Se vanno bene così come sono solo perchè piacciono al pubblico allora evitiamo di farli esibire. I Bastardi della nona puntata sono identici ai Bastardi della prima. A lungo andare stanno stancando (se poi pensate che a me non sono mai piaciuti).

Jury. L'unica popstar all'interno di X Factor. Peccato sia stato costretto a tradurre la Aguilera, il testo faceva veramente schifo, scolastico e fanciullesco. Seconda esibizione nella norma, non ha brillato. Però, finalmente, abbiamo scoperto quali erano i benedetti neon promessi da Tommassini a Matteo la settimana scorsa. Wow. Eh. Ah.

Enrico. Sarà pure il suo genere quello dei Subsonica, ma lui lo canta veramente da schifo. E' riuscito a sbavare almeno tre volte, ma i giudici se ne sbattono. Ormai le imprecisioni non sono più al centro dell'attenzione, visto che quel gigione di Andrea è uscito e non può più essere usato come termine di paragone.
Che dire? Addio Farias, già mi mancate.

Scritto da Style24.it Unit
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