X Factor, il pagellone politicamente scorretto della finale. E vabbŠ, vada per Matteo Becucci

UPDATE: Svelato l'arcano della foto qui.

Sì, sono in ritardo con il pagellone di X Factor (ho avuto degli imprevisti). Sì, quello a destra è Matteo Failla (con una lunga zazzera scomparsa settimana scorsa, visto che si è rapato). Sì, quello a sinistra è Francesco Facchinetti.

Sì, stiamo parlando di X Factor. No, non vi spiego cosa ci fanno questi due zuzzurelloni assieme.

Ho pubblicato la foto solo per incuriosirvi, comunque non vi lascerò a bocca asciutta (magari al galà di X Factor di domani sera si svelerà tutto, ma chissà). Ora, però, non vi spiego nulla. Passiamo al pagellone politicamente scorretto della finale di X Factor, visto che già sono in spaventoso ritardo. 

Jury. Ieri sera ha lasciato da parte l'inquietudine della semifinale e ha provato a dare il meglio di se stesso, e in parte c'è riuscito; poco dinamico nel duetto con Grignani, ma convincente nel secondo pezzo.

Ribadisco, l'inedito è orecchiabile, radiofonico, ma non aggiunge nulla al panorama del cantautorato italiano. E' vero, abbiamo bisogno di artisti che scrivano e si cantino la propria musica, ma non è che la sola capacità di esibirsi in codesta arte può giustificare la presunta bontà di un progetto. Gli inediti di quest'anno sono abbastanza penosi. Quello di Noemi è una palla indicibile, quello di Daniele un jingle da trasformare subito in un remix da suonare al Celebrità.

E così quello di Jury era un terzo posto annunciato. Il ragazzo avrà comunque un successo garantito per i prossimi due anni. Poi chissà.

Matteo. Ieri sera sembrava quasi una popstar, soprattutto nel ruolo del Freddie dei poveri. Lassù, su quel palchetto in mezzo al pubblico, con quel venticello che gli scompigliava i ricciolini, con quella stupenda canzone tra le corde vocali, poteva quasi diventare un ragazzo dotato di X Factor completo. Peccato che al vecchietto della seconda edizione rimanga solo uno dei "due X Factor" possibili: verrà gettato nel panorama della discografia italiana monco e acciaccato: una voce sublime con una presenza scenica da piano bar. Il suo limite è questo, lo è sempre stato. Se tutto andrà come deve andare lo vedremo a Sanremo il prossimo anno; poi Matteo farà la fine di tanti suoi colleghi svaniti nel nulla. Vittoria o non vittoria. Del resto abbiamo visto gli Aram come ne sono usciti.

Bastard. Che dire, i veri vincitori di X Factor; ovviamente se li vediamo dal punto di vista della futura carriera. Hanno già riempito un palazzetto con migliaia di persone a metà percorso, figuriamoci cosa potranno combinare ora. Il loro inedito è l'unico che mi ha convinto, uno spiffero d'aria fresca in "un condominio a forma di stivale" che da anni respira aria stantia. Riusciranno i nostri eroi a far rinascere la voglia di punkrock made in Italy? No, ovviamente no; ma almeno ci hanno provato e ci proveranno. Idoli delle ragazzette, andranno avanti a forza di urletti adolescenziali per un po' di anni, ma poi dovranno rinnovarsi per sopravvivere: solo in quel momento verrà fuori ciò che hanno appreso nel corso di X Factor

E questo è tutto. Le pagelle sono brevi, ma la ragione è semplice. In primo luogo per mancanza di tempo, in secondo luogo perchè tutti voi che avete seguito i pagelloni politicamente scorretti per tutte queste puntate sapete bene come la penso. Non volevo essere inutilmente ripetitivo. Diciamo che già nel pagellone della semifinale avevo chiuso il cerchio intorno a questa seconda edizione.

Tocca a voi. Sbizzarritevi.

Scritto da Style24.it Unit
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