William e Kate sposi, perché odio il loro matrimonio (e un po’ anche quello di tutti gli altri)

“Il matrimonio è la tomba dell’amore” è forse il più famoso degli aforismi contro le nozze, ma se ne contano a decine, come il forse meno celebre ma più simpatico “Bisognerebbe essere sempre innamorati, ecco perché non ci si dovrebbe sposare mai” o il caustico “Bigamia: una donna di troppo.

Monogamia: lo stesso”, entrambi di quel geniale provocatore che fu Oscar Wilde.

Avverto subito i lettori che sono di parte, ideologicamente schierato contro il matrimonio, che concordo nel ritenere una probabile “tomba dell’amore”. Il motivo è semplice: il matrimonio rende burocratico, ufficiale e in un certo senso obbligatorio ciò che invece vive per eccellenza di spontaneità: ovvero il libero sentimento che unisce due persone. Prima delle nozze due si vedono, si frequentano, fanno sesso perché ne hanno voglia, dopo stanno insieme e (forse) fanno sesso perché devono, perché hanno assunto un solenne impegno di fronte a Dio (per chi ci crede) e agli altri a stare per sempre uniti.

In più viene completamente a mancare quel clima semiclandestino e da irregolari che caratterizza il rapporto prima del matrimonio, e che risulta così divertente proprio perché ancora oggi oggetto – seppur in modo infinitamente inferiore rispetto al passato – di critiche, biasimo e spinte a compiere il gran passo riparatore e “normalizzatore” in chiesa o, al limite, in comune.

Eppure gli altri, la società, la gran parte dei conoscenti e dei parenti, in questa spinta più o meno consapevole verso la regolarizzazione matrimoniale, sembrano poco o nulla interessati alla felicità degli sposi, quanto invece preoccupati della preservazione della tradizione e della routine sociale.

E infatti durante tutti i matrimoni di cosa parla il 99 per cento degli ospiti, quali sono gli elementi che più colpiscono e interessano? La lista degli invitati, chi c’è e chi non c’è, la lista di nozze, il ricevimento e il menù (soprattutto), l’abito della sposa, le lacrimucce della nonna, i riti scemi tra lancio di riso e di bouquet, i clacson del corteo, i coretti dementi, i balli, i festeggiamenti, in una parola il rito. Gli sposi, la loro storia e i loro sentimenti, stanno all’ultimo posto, e del resto non potrebbe essere diversamente, visto che la maggior parte degli invitati ha con loro un rapporto superficiale o inesistente.

E allora odio il matrimonio di William Windsor e Kate Middleton (oggi sposi in mondovisione) perché è tutto questo all’ennesima potenza, è il matrimonio per antonomasia, è il trionfo della tradizione, delle convenzioni sociali, del pettegolezzo, dei formalismi e dell’amore che diventa affare di famiglia, in questo caso persino e addirittura affare di Stato. Oltre che, ovviamente, evento mediatico e televisivo. Semplicemente, deprimente.

(Nella foto: William e Kate, oggi sposi. Fonte: pourfemme.it).

Scritto da Style24.it Unit
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