Alla toilette dell’aeroporto mi sono guardata allo specchio e mi sono fatta una domanda semplice: e se per una settimana non riuscissi a legare con nessuno? Non era la prima volta che partivo da sola, ma era la prima volta che lo facevo con un viaggio di gruppo organizzato.
Sconosciuti da conoscere, tavoli da dividere, giornate intere fianco a fianco con persone mai viste prima. Avevo sempre viaggiato con famiglia o amici, e inserirmi in una comitiva già “formata” da altri mi metteva leggermente a disagio.
Ho scelto Boscolo Viaggi per questa prima prova, con un itinerario culturale accompagnato, soprattutto per capire come ci si inserisce davvero in un gruppo quando non si conosce nessuno. Ed ecco qui la mia esperienza.
Viaggi di gruppo: partire senza conoscere nessuno
Le domande sono arrivate già nei giorni precedenti alla partenza. Gli altri si conosceranno già? A cena finirò sempre nel posto rimasto libero? Dovrò partecipare a ogni conversazione per non sembrare scostante?
A cinquant’anni non avevo paura di viaggiare da sola. Mi preoccupava piuttosto ricominciare da zero sul piano delle relazioni, dopo essere stata abituata a partire con persone delle quali conoscevo ritmi, abitudini e silenzi.
La formula dei viaggi guidati, però, mi rassicurava. Sapevo che ci sarebbe stato un programma comune, un accompagnatore e occasioni per incontrarsi senza dover inventare pretesti. Non dovevo entrare in una compagnia già esistente: quasi tutti avremmo costruito i primi rapporti durante il tour.
Il primo incontro con il gruppo e l’imbarazzo iniziale
Il primo incontro è stato semplice e informale. Nessuna confidenza immediata, ma saluti, presentazioni e qualche domanda di circostanza. C’erano coppie, due amiche, un piccolo nucleo familiare e diverse persone partite da sole.
A sciogliere l’atmosfera è stata una pausa in aeroporto, davanti alla macchina del caffè: nessuno capiva quale pulsante producesse un espresso e quale una bevanda lunghissima. Dopo due tentativi poco riusciti, abbiamo iniziato a scherzarci sopra e la conversazione è proseguita spontaneamente.
Anche la presenza dell’accompagnatore ha facilitato l’inserimento. Nei viaggi di gruppo organizzati con guida italiana di Boscolo, avere una figura che presenta il programma, chiarisce gli appuntamenti e coinvolge i partecipanti evita che i primi momenti diventino dispersivi.
Come si creano le prime conoscenze durante i viaggi guidati
Le conoscenze non sono nate durante una presentazione ufficiale, ma nei passaggi più semplici. Ho scoperto che altre persone condividevano i miei stessi dubbi.
Una donna della mia età era partita da sola per la prima volta dopo anni di vacanze in coppia. Un’altra aveva scelto il tour perché le amiche non potevano prendere ferie nello stesso periodo. Parlare con loro è stato naturale proprio perché nessuno sentiva il bisogno di dimostrare qualcosa.
Nei viaggi in gruppo si crea una piccola quotidianità. Ci si ritrova, si scambiano fotografie, si confrontano impressioni e si dividono i tavoli durante i pasti. Non occorre essere particolarmente estroversi: il programma offre già occasioni sufficienti per avvicinarsi agli altri.
Viaggi in compagnia senza rinunciare ai propri spazi
Nei viaggi in compagnia, momenti condivisi e spazi personali possono convivere nella stessa giornata. Nel tour scelto con Boscolo erano previste visite comuni, ma anche momenti liberi. Potevo unirmi agli altri oppure dedicarmi a una passeggiata senza dover giustificare la scelta.
Un pomeriggio ho preferito fermarmi più a lungo in una libreria, mentre alcuni partecipanti sono andati a bere qualcosa. Ci siamo ritrovati più tardi e abbiamo semplicemente raccontato cosa avevamo fatto.
Rifarei un viaggio di gruppo partendo da sola?
Sì, con meno timori e senza aspettarmi che tutto diventi subito familiare. Partire da sola non garantisce di trovare persone affini, e qualche momento di imbarazzo iniziale è inevitabile. Offre però un contesto nel quale tutti condividono già una destinazione, un programma e numerose ore della giornata.
La mia esperienza con i viaggi di gruppo Boscolo mi ha insegnato che inserirsi non richiede grandi strategie. Servono disponibilità, rispetto dei tempi altrui e la libertà di non dover legare con chiunque. Non sono tornata con una nuova comitiva inseparabile, ma con diversi contatti, molti ricordi e la certezza che partire senza conoscere nessuno non significa assolutamente viaggiare soli.



