Una tranquilla serata ad Arcore: amoretesoro, il puttanaio, le venezuelane disperate e i cd di Apicella ripieni di generosit…

Come saprete (o forse no), quelli di Dagospia hanno reso pubbliche le intercettazioni riguardanti lo scandalo Ruby (o Rubygate che dir si voglia). Presi dall’emozione, si sono dimenticati di omettere i dati sensibili degli intercettati: vabbŠ, dai, quisquilie, cosa sar… mai la privacy di fronte allo scoop dell’anno? E’ la stampa, bellezza.

La conseguenza Š stata che, ad esempio, alcune decine di migliaia di persone si son ritrovate fra le manine sudaticce i numeri di telefono privati di Emilio Fede, Lele Mora, Nicole Minetti e via discorrendo – numeri che avranno ormai provveduto a cambiare, quindi no, le telefonate anonime alle tre del mattino non potete farle.

A me, per•, non interessa parlare di Dagospia e del cellulare di Emilio Fede. A me interessa rendervi edotti (trovatemi un altro blogger che usa il termine “edotti” vicino a “Emilio Fede”) su quel che pare accadesse durante queste tranquille ed eleganti festicciole ad Arcore, perchŠ il quadro che ne esce Š d’un pesante squallore.

Tra le intercettazioni che ho avuto l’occasione (ed il coraggio) di leggere, di sicuro spicca quella tra T.M. e B.V., che ho trovato illuminante. T.M., a quanto pare, Š un’amica di Nicole Minetti, e partecipa – senza grande entusiasmo – ad una delle serate a casa di Berlusconi, quella del 19 settembre 2010, con ospiti Fede (“il suo fedelissimo amico” che “lo venera proprio“) e Carlo Rossella (“il produttore“); il giorno dopo, una disgustata T.M.

racconta a B.V. (una sua amica) ci• di cui Š stata testimone la sera prima.

La telefonata Š molto lunga, perci• mi sono permesso di selezionare i passaggi a mio avviso pi— interessanti. Eccoli:

E’ IL PADRONE DI CASA CHE DA’ LO STILE ALLA SERATA

T.M: Ieri sera, e tu non lo sai, perchŠ in realt… va come in tutte le cose, Š un po’ il padrone di casa che da lo stile alla serata no?
B. V. : (annuisce)
T.M: e fa gli inviti quindi. Ieri sera c’erano molte ragazze, tipo una ventina, e c’era lui e il suo fedelissimo amico che ha un ruolo importante, bassino, mmm, adesso va bŠ, comunque, molto abbronzato, che parla benissimo di lui, lo venera proprio, (…) ti pu• venire in mente chi Š, comunque… e poi c’era un’altra persona ancora eemm questi, loro tre e basta, e tutte ragazze. E noi siamo entrate proprio senza nessun tipo di controllo, nel senso che tu arrivi fuori di casa, dici il tuo nome e passi con la macchina tranquillamente. Io avevo la mia borsa, il mio cellulare, nessuno me l’ha guardata, nessuno mi ha chiesto niente. Quindi, varchi la soglia ed entri. E l’ingresso Š stato proprio, cioŠ, ma non informale, di pi—. PerchŠ queste persone lo chiamano: “amore, tesorino”… cioŠ, ma proprio dei livelli di bassezza totale. Tu non immaginarti niente di quello che puoi immaginarti. (…) praticamente nei giornali dicono molto meno della verit…. CioŠ, anche quando, diciamo, lo massacrano, no, cioŠ, Š molto peggio! Molto pi— triste e molto pi—… Ti dico, non c’Š nulla di pericoloso, fa tutt, a me proprio mi ha lasciato l’amaro in bocca. Ma non perch‚ ho avuto paura, no no no, per la desolazione, cioŠ, sai quando vedi quelle cose…

UN SUSSEGUIRSI DI COSE VOLGARI, MA COME SE FOSSE NATURALE

T.M: a me Š scaduto tantissimo. Mi ha… mi sembrava di avere di fronte non lui, ma le caricature del ‘Bagaglino’.
B. V. : (annuisce)
T.M: ecco, io ho vissuto la serata come se fossi al ‘Bagaglino’. Hai presente quella volgarit… spiccia che non Š neanche tanto costruita o fantasiosa? Non Š “Eyes wide shut”…
B. V. : no no
T.M: …il film con Tom Cruise, cioŠ no!
B. V. : no no no
T.M: una roba banale, ecco. Io mi sentivo l dentro. In questa cosa in cui a un certo punto durante la serata con l’Agostino di turno, tipo Maria De Filippi, quello con la pianola che canta, a un certo punto, non si sa bene come o perchŠ, qualcuno ha iniziato a far vedere il culo e da li la serata Š decollata.
B.V.: ah!
T.M: in un susseguirsi di cose pi— o meno volgari, ma come se fosse naturale, e ti dico, tutti davanti a tutti, quindi questo “buttas—” (macello, N.d.P.)
B. V. : ma questo a tavola? Dopo cena?
T.M: no no, a tavola mentre si mangiava. Dopo di che ci si Š alzati e la cosa Š peggiorata nella lato diciamo, no, nel lato, in una sala-discoteca…e l il degenero pi— totale, cioŠ proprio siamo, ripeto, in un puttanaio

C’ERANO DEI SOGGETTI SPAVENTOSI, UNA COSA MOLTO BRUTTA E MOLTO TRISTE

T.M: vorrei sottolineare che il livello di bellezza, piuttosto che simpatia o intelligenza non era da dieci e lode. CioŠ, non tutte sono… c’Š la disperata venezuelana che non parla una parola e che c’ha dei vestiti allucinanti, c’Š neanche da dire che sono (…) belle ragazze e anche fini (…) C’erano dei soggetti spaventosi.
B. V.: un livello basso insomma? Da, da…
T.M: un livello molto basso.
B.V.:… cose che vedi in televisione, insomma?
T.M: no, ma c’erano soggetti di quell’ambiente, ti posso citare la Cipriani.
B.V: ooooooh
T.M: s s s s s. Assolutamente. (…) io appunto, me ne sono stata in disparte e a fine serata [Berlusconi] mi ha anche chiesto: “ma ti sei divertita?” e io gli ho risposto: “bŠ, insomma, non Š questo il mio modo”, ma ti dico che anche fisicamente io lo vedevo diverso, nel senso che, quando tu puoi vedere certi discorsi che fa, ha un tipo di piglio… lascia stare che vedi che s’Š rifatto, che s’Š tirato, per• ha un piglio di una persona molto decisa, cioŠ, anche come parla Š un comunicatore, no? Almeno in quello Š uno che si vende bene….
B.V.: per quello ti dicevo carismatico, nel senso che…
T.M: …e invece no. Sembrava un… guarda, ti dico, mi viene bene la figura del ‘Bagaglino’, cioŠ una caricatura….
B. V. : una caricatura di se stesso.
T.M: s… guarda, una cosa molto brutta e molto triste.
B. V. : perch‚ tanto voglio dirti, cioŠ, si esula completamente da quella che Š la propria, diciamo cos, la propria figura professionale, voglio dire.
T.M: assolutamente s. Forse io pensavo che lui mantenesse un contegno e poi facesse i fatti suoi. Invece no. Assolutamente no. CioŠ, lui si presenta in un certo modo, ma molto basso e mi dispiace perch‚, boh? Non c’Š bisogno…

CHE SENSO HA ‘STO PUTTANAIO?

T.M: E ti rendi conto, io quello che mi rendo, mi son, cioŠ, quello diciamo, che ho cos, considerato nuovamente, ma che non potevo pensare, Š che proprio nella vita quello che conta molto, molto, molto, forse ho cambiato idea, ancora pi— della salute, che purtroppo va bŠ, a volte pu• non esserci, per• sono i rapporti umani veri e sinceri. Perch‚ tu quando vedi appunto, una persona che ha anche cos tanto potere, cos tanti soldi, cioŠ che veramente potrebbe fare qualunque cosa, perch‚ pi— di tutti noi messi insieme (…) si riduce a fare questo, in fondo vuol dire che, cioŠ, io piuttosto sto con il nipote, il figlio, la moglie, non so (…) Qualunque altra cosa, o piuttosto mi faccio una fd… tanto ti dico, ho visto che anche molte belle ragazze non gli dicono di no, no? Quindi piuttosto mi faccio la fidanzata fghissima trent’anni in meno e mi diverto cos.
B. V. : per• dai un senso….
T.M: do un senso. Io ti dico…
B. V.: tu dici, non vedi il senso?
T.M: no. No, non ce l’ha. (…) che senso ha sto ‘puttanaio‘? e li Š la mancanza,
l’impossibilit… di costruire… tu hai paura di costruire un rapporto perch‚ pensi che sia comunque interessato e allora fai un po’ di festa cos, perch‚ non ti leghi a nessuno. Perch‚ non ti scopri con nessuno finch‚ c’Š tutto quel ‘bulirone’. Quindi io ti ripeto, mi son sentita… ma anche le ragazze che erano li con cui poi ho parlato, e loro fra di loro comunque c’Š un sacco di rivalit… e competizione…
B. V. : (ine.) sicuro questo.
T.M: una roba allucinate. Io infatti…
B. V. : tanto son tutti li con lo stesso scopo.

BUONASERA, GLI DO DEL VOI, FACCIO L’INCHINO… UN PAR DE COIONI! RISCHIAVO D’ESSER FUORI LUOGO

T.M: te lo posso dire tranquillamente per farti capire, ripeto, io sono arrivata e
si Š entrati direttamente in questa stanza e appunto ci si rivolge con appellativi ‘AMORE, TESORO’ e lui risponde ‘CIAO Sara, Francesca, Antonella ah, ci sei anche tu? La ragazza dalle due lauree (cioŠ T.M., N.d.P.), piacere, siccome so che ti piace il francese ‘enchant‚’ di qua e di l…, quindi, questo Š stato l’approccio, cioŠ, amici miei, no, io mi ero studiata tutto, buonasera, di qua e di l…, come mi rivolgo? gli do del voi, faccio l’inchino… ‘sto par di coioni! Capito?
B. V. : ma perch‚ quindi le persone, ovviamente, gli dan tutte del tu?
T.M: si, ma perch‚ non saprebbero coniugare i verbi a una diversa persona, molte (ride)… va be, e poi perch‚ loro stesse si pongono cos, cioŠ proprio da, cioŠ, no ma, sono persone anche molto limitate ti dico io, comunque, se vedo un personaggio di rilievo, il produttore…
B. V. : (ine.) rispetto dai.
T.M: …del cinema, sono andata a presentarmi e gli ho detto <piacere, molto lieta>, cioŠ, lui m’ha guardato come quasi… e l per• rischiavo quasi di essere fuori luogo, perch‚ se loro vogliono essere liberi di fare i cretini e vedono una che si presenta in un certo modo….
B.V.: il paradosso, proprio
T.M: s
B. V. : paradosso
T.M: si sentono imbarazzati.
B.V.: (ine.)
T.M: io ero imbarazzante.
B. V. : pensa te!
T.M: io ero imbarazzante.

AH, MA NON MI RINGRAZI?

T.M: no ma, mmm dico, io per esempio non pensavo che ci fosse un sistema, a fine serata, chiamiamolo “di ringraziamenti e congedi”, in cui tu ricevi qualcosa.
B. V.: …a tutte le persone e tutte le volte?
T.M: no, brava! Non a tutte.
B. V. : (annuisce)
T.M: a sua discrezione, come del resto… un padrone di casa, no? su tutto, diciamo, pu• avere preferenze e gusti… ad un certo punto, dico, quello Š stato l’approccio, all’inizio in cui m’ha detto quelle due cose ha cantato sta canzone in francese poi basta perchŠ io non ho pi— rivolto la parola, dopo di che son stata chiamata mmm con la Nicole, eh, per• in disparte, nel suo ufficio, <ah, come sei stata, come non sei stata> e appunto come ti ho detto no, non Š il mio stile, lui m’ha detto <guarda, vorrei darti un contributo per i tuoi studi, questo Š quanto>. Io l, siccome non ho fatto niente di male e siccome mi viene detto <avrei piacere di aiutarti negli studi, perchŠ la Nicole mi dice che studi, sei una brava ragazza, tieni> io l ho detto “grazie”, ho preso (i due CD di Apicella “ripieni di generosit…”, N.d.P.) e sono andata, e quando mi Š stato detto <ahhh, maaa non mi ringrazi?> tipo una battuta, che per• ho capito benissimo a cosa si riferisse, ho detto <no!> della serie, il mio ringraziamento Š dire grazie! Anche perchŠ altrimenti, no, questa cosa te la puoi tenere!

ASCOLTA, NON PUOI FAR QUALCOSA DI MEGLIO PER TE STESSO?

B.V.. che ora avete fatto?
T.M: l le due e mezza
B. V. : iiooool
T.M: s s
B. V.: ma Š tardissimo!
T.M: eh, ma ti dico….
B.V.: cacchio!
T.M: s s
B.V. : ma nooo
T.M: fai conto che si arriva fra le nove e mezza e le dieci (21.30/22.00), eh?
B.V: ah
T.M: …non alle otto. (20.00)
B.V.: eeh, ora che fanno tutto… e quindi di parenti non c’era nessuno, immagino?
T.M: ma va la! ma per carit…!
B.V.: n‚ i figli n‚…
T.M: mmm no! Ma io spero non sappiano, emmm…
B. V.: ma no, evidentemente sanno (ine.) fai finta di non vedere…
T.M: mmmh
B.V.: …o di non sapere?
T.M: no, per• un p• dispiace, perch‚, ti dico, io gli avrei voluto dire “ascolta, non puoi fare qualcosa di meglio? Per te stesso”… boh?
B. V. : ma vuoi che non ci sia ness… ma boh? (ine.) Š perch‚ se non lo sa, cioŠ… boh, non lo so, Š troppo complessa la psicologia in questo caso. Perch‚ cioŠ, se lo sai perch‚ non lo fai, se non lo sai vuol dire che sei proprio fuori di testa e allora mi preoccupo veramente per tutti noi. CioŠ, voglio dirti, non ci sar… una persona che ti abbia a cuore, che ti voglia bene davvero, che ti… oppure sei cos veramente presuntuoso che non te ne frega niente di tutto quello che ti possono dire le persone, te ne sbatti.
T.M: oppure, quando hai cos tanto potere, la gente pi— che pu• se ne approfitta. E alla fine boh, cerca di prendere pi— che pu•. Io quello che ho visto Š questo.

Scritto da Style24.it Unit
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