Tumore al seno: quali sono i sintomi a cui devi prestare attenzione

Evelyn Novello

Nata a Milano nel 1995 e laureata in Comunicazione pubblica e d'impresa. Nel 2016 mi sono avvicinata al mondo del giornalismo e da quel momento non più smesso di scrivere.

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Raro nel maschio e molto più comune nelle donne, tanto che si stima che circa una donna su 10 ne sia stata colpita: parliamo del tumore al seno.

Grazie alla prevenzione e alle conquiste della medicina moderna, il tasso di mortalità è radicalmente diminuito nel corso dei decenni ma rimane ancora preoccupante, tanto da essere la causa di tumore più frequente nelle donne. Riconoscerlo nelle sue fasi iniziali è essenziale per sconfiggerlo.

Tumore al seno: sintomi

Di norma, le forme iniziali di tumore non provocano dolore: uno studio condotto su circa 1000 donne con dolore al seno ha dimostrato come solo lo 0,4% di esse avesse una lesione maligna, il 12,3% una lesione benigna, come le cisti, mentre nelle donne restanti non c’era alcuna lesione.

Nella maggior parte dei casi, infatti, il dolore alla mammella è provocato solo da naturali variazioni degli ormoni e, di solito, non sta a simboleggiare nulla di grave.

Se non lo è il dolore, un aspetto da tenere in considerazione è invece la presenza di noduli, palpabili o addirittura visibili. La metà dei casi di tumore al seno è presente nel quadrante superiore esterno della mammella e il nodulo è segno di una forma di tumore già avanzata.

Indispensabile diventa quindi tenersi monitorate le mammelle e, in caso di rilevamenti sospetti, informare quanto prima possibile il medico.

Tra i sintomi più comuni del cancro al seno c’è quindi la presenza di un nodulo di consistenza piuttosto dura e fibrosa. Sono poi state riscontrate anche perdite da un solo capezzolo (quando è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale) e una sua ritrazione o alterazione (in fuori o in dentro).

Anche l’aspetto della pelle circostante può variare in presenza di cancro: desquamazione, arrossamenti e alterazioni nella cute simili alla buccia d’arancia.

Parola d’ordine: prevenzione

Notare questi sintomi è fondamentale ma spesso, il tumore non dà segno visibile di sé e lo si nota solo effettuando controlli periodici come la mammografia e l’ecografia mammaria nel caso di donne più giovani, tra i 30 e i 45 anni. L’eventuale identificazione di noduli porterà poi il medico a consigliare la biopsia, eseguita in sala operatoria o in ambulatorio grazie a un prelievo di materiale nel nodulo stesso.

La diagnosi sarà effettuata tramite esame citologico, in cui si esaminano le cellule, o microistologico in cui si esamina il tessuto. Grazie a questi esami si stabilirà la natura della formazione.

La prevenzione è la cura più importante. L’ottobre rosa 2020 ha avuto proprio questo scopo: sensibilizzare sul tema ricordando a tutte le donne di sottoporsi a controlli periodici. La Fondazione AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) si sono uniti e, per l’occasione, durante il mese di ottobre molti comuni italiani, tra cui Roma, Torino e Milano, hanno illuminato di rosa i loro monumenti simbolo.

Inoltre, mostre di arte visiva e grafica hanno visto la partecipazione di artiste che hanno esposto le loro opere e raccontato le loro esperienze vissute in prima persona.