Tatuaggi storia e significato: perchè ci tatuiamo

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I tatuaggi sono un argomento che fa scatenare diverse reazioni: c’è chi li vorrebbe ma ha timore di avere rimpianti futuri, chi ritiene che quando si inizia non si finisca più di farne e altri che li hanno sempre detestati.

Ma da dove nascono i tatuaggi? E qual è il loro significato? Scopriamoli assieme.

Storia tatuaggi

I tatuaggi sono definiti come una tecnica di decorazione di pittura del corpo dell’uomo, ma anche la decorazione stessa ottenuta. Solitamente i tatuaggi vengono fatti perché si vogliono raccontare diverse storie, come fossero una scena di un film. Alcuni permettono di richiamare argomenti come il mare, altri invece il teatro oppure i viaggi svolti nella vita, ad esempio.

Tatuaggi dispari: la leggenda dei marinai

I marinai in passato si facevano tatuare ad ogni porto: alla partenza, all’arrivo in un nuovo paese e al ritorno di un viaggio. Il numero pari stava a indicare che non si era ancora tornati a casa e il terzo tatuaggio simboleggiava di essere tornati sani e salvi. Anche se queste potrebbero essere superstizioni, il fascino dei tatuaggi è comunque rimasto.

I tatuaggi nella società

Il tempo ha avuto un grande impatto sul tatuaggio, dato che cambia in base alle società, ai simboli e a ciò che le persone ritenevano fosse importante in quell’istante. Soldati, ribelli ma anche frati e donne cercavano con il proprio corpo di raccontare una storia già migliaia di anni fa. Partiamo infatti dalla tribù dei Chinchorro e dalla zona tra il Cile ed il Perù, dove sono state rilevate delle mummie con un disegno simile ad un baffo tatuato.

In Italia è stata scoperta una mummia di circa 3300 anni fa di un uomo dai diversi tatuaggi sulla schiena, sul ginocchio e sulla caviglia. Non erano disegni dettagliati ma legati probabilmente alla credenza nell’agopuntura per eliminare dolori reumatici. In Egitto invece sono state ritrovate mummie di donne per enfatizzare l’importanza della loro energia sessuale e fertilità. Nell’epoca romana i tatuaggi servivano per marcare gli schiavi e il loro credo spirituale.

La macchinetta arriverà però nel 1891 brevettata da Samuel O’Reilly, un tatuatore newyorkese, diffondendo così diversi tattoos shop nei porti. Successivamente, questa tecnica ottenne una connotazione culturale più negativa, legandolo al mondo criminale e sfoggiando così cuori, date, nomi o simboli religiosi. Solo nella seconda metà del Novecento i tatuaggi cominceranno a ripopolare, diventando simbolo della body art e dell’espressione personale in modo positivo.

Significato tatuaggi

La parola tatuaggio nasce da una storia particolare.

Grazie ai viaggi di esplorazione si scoprirono che diverse civiltà possedevano diversi riti del tatuaggio: alcuni come segno di riconoscimento, altri di cura o di punizione. Nel Settecento, poi, il capitano Cook portò nella corte inglese un indigeno sovrano ricoperto di tatuaggi per simboleggiare il suo potere. Proprio dal nome di quest’ultimo, tau-tau, nacque la parola tattoo.

Tatuaggi più popolari

  1. Bluebirds, è l’uccellino blu famosissimo grazie al film “La maledizione della prima luna”, legato al personaggio del Capitan Jack Sparrow;
  2. Croce, è uno dei tatuaggi più antichi nati dalla tradizione dei pirati.

    Solitamente venivano disegnati per coprire la schiena, in modo tale da coprire le ferite causate dalla frusta per punizione. E’ legato anche alla fede religiosa;

  3. Tatuaggio tribale, dall’origine maori, solitamente è nero e facile da espandere;
  4. Scritta con font particolare, sono solitamente frequenti nelle donne dato che richiamano una frase di una canzone oppure un’affermazione famosa;
  5. Piccoli simboli, molto frequenti quelli dell’infinito, della freccia o del cuore.

Dato che un tatuaggio è per sempre, sceglietene uno che possa raccontare la vostra storia personale.