Strategie Efficaci per Rivitalizzare il Settore Moda in Italia

Sarah Finance

Ha passato anni davanti a schermi con grafici che si muovevano mentre il resto del mondo dormiva. Conosce l'adrenalina di un trade giusto e il gelo di uno sbagliato. Oggi analizza i mercati senza i conflitti di interesse di chi deve vendere prodotti finanziari. Quando parla di investimenti, parla da chi ha messo soldi veri in gioco, non solo teorie.

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Il 15 dicembre, la Federazione Moda Italia ha presentato un piano strategico al Tavolo della Moda del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Questo intervento si rende necessario in un contesto economico che, seppur in ripresa, non riesce a sostenere il settore moda, il quale continua a registrare una diminuzione dei consumi e la chiusura di negozi storici.

Giulio Felloni, presidente della Federazione, ha sottolineato il paradosso della situazione attuale: nonostante un miglioramento generale dei dati economici, il mercato della moda registra un calo significativo delle vendite e una perdita di fiducia tra i consumatori.

Le sfide del settore moda

Nei primi dieci mesi del 2025, le vendite nel settore moda sono diminuite di oltre il 5%, con un impatto economico di circa 4 miliardi di euro rispetto al 2019. La situazione è allarmante, considerando che nel 2025 il bilancio tra nuove aperture e chiusure di negozi ha visto la perdita di 6.459 punti vendita, compromettendo non solo l’economia ma anche il tessuto sociale e culturale delle città italiane.

Il valore del Made in Italy

Il Made in Italy non è solo un marchio di qualità, ma anche un simbolo di relazione e fiducia. I negozi rappresentano il volto dei brand e sono luoghi dove la moda si intreccia con le comunità locali. Questo legame è testimoniato anche dall’aumento dello shopping tourism, che evidenzia l’importanza del retail italiano come attrattore di stile a livello mondiale.

Il piano strategico proposto

Il piano presentato dalla Federazione si basa su cinque principi fondamentali: equità competitiva, sostenibilità, prossimità, innovazione e coesione di filiera. Le proposte includono misure fiscali che incentivino gli acquisti sostenibili e un abbattimento dell’IVA su beni di moda, oltre a sostegni diretti per i costi di locazione dei negozi.

Felloni ha espresso la speranza che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy possa costituire al più presto un Tavolo del Commercio per discutere interventi rapidi e coerenti, necessari per ripristinare condizioni di concorrenza leale.

Richiesta di intervento governativo

È cruciale che il governo agisca tempestivamente per sostenere un settore che è parte integrante dell’identità culturale del paese.

Verso un mercato più equo

Recentemente, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato l’importanza di affrontare la concorrenza sleale generata da un mercato dominato dall’ultra fast fashion. Urso ha sottolineato che è in atto un’invasione di prodotti asiatici, che richiede misure immediate e incisive.

La Federazione Moda Italia condivide pienamente questa urgenza e ha chiesto che vengano adottate politiche che ristabiliscano regole di mercato eque, specialmente per quanto riguarda i pacchi provenienti da paesi extra UE, i quali attualmente beneficiano di vantaggi competitivi.

Il settore della moda, dalla produzione al commercio, costituisce uno dei pilastri dell’economia italiana e della sua cultura. È fondamentale che le istituzioni e i corpi intermedi collaborino per creare un ambiente favorevole alla crescita e alla sostenibilità.