Le scrittrici e le giornaliste che stanno cambiando il mondo con le loro parole

Tag: libri
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Scrittrici, giornaliste, attiviste: sono tante e con ruoli diversi, ma tutte donne. Le lotte per la parità dei sessi e per i diritti civili non sono ancora terminate. Oggi che le comunicazioni sono più immediate grazie al web, sono tantissime le donne che hanno deciso di sfruttare questi mezzi per portare l’attenzione sui problemi che ancora affliggono la nostra società. E sono proprio queste figure che con il loro impegno da scrittrici e giornaliste cambiano il mondo, creando una rivoluzione pacifica fatta di cultura e conoscenza. Si tratta di attiviste molto diverse da loro, ma unite dalla ricerca di giustizia ed equità.

Le scrittrici e le giornaliste che cambiano il mondo: le femministe

Per approfondire tematiche così importanti il punto migliore da cui partire è la realtà più vicina a noi. Prima di scoprire le scrittrici e le giornaliste internazionali che stanno cambiando il mondo, è bene conoscere le nostre connazionali. Da diversi anni ormai Michela Murgia si è distinta proprio in questo ambito. Dopo romanzi e saggi incentrati sul femminismo e sulla figura della donna, nel 2018 ha creato Morgana, un podcast poi trasposto anche sotto forma di libro che in ogni puntata racconta le vite di alcune protagoniste femminili della storia mondiale. Le protagoniste di questi approfondimenti sono donne strane e fuori dagli schemi, che si sono distinte in un mondo che le voleva buone e remissive.

In ambito femminista risalta anche la voce di Chimamanda Ngozi Adichie, autrice e attivista nigeriana. Oggi è una scrittrice conosciuta e ampiamente apprezzata, a partire dal suo saggio bestseller Dovremmo essere tutti femministi, trasposizione di un suo discorso. Il fulcro del suo pensiero si concentra sulla libertà e indipendenza femminile. Istantaneo è il collegamento fra la tematica femminista e l’importanza dei diritti umani. Fra le battaglie che impegnano l’autrice va ricordata anche la lotta al razzismo.

Il corpo femminile nella società

Per il movimento body positive si battono invece Mara Mibelli e Chiara Meloni, le creatrici del progetto Belle di faccia. Partite nel 2018 con una pagina instagram, l’anno dopo sono diventate una vera e propria associazione. Il loro attivismo si svolge per la maggior parte online, insieme alla pubblicazione di libri. Tramite il loro progetto cercano di diffondere un nuovo concetto di body positive che non si riduca a qualche post con foto di ragazze leggermente formose. Lo scopo del loro attivismo è quello di sensibilizzare sulla tematica della fat acceptance, vale a dire l’accettazione del grasso sui nostri corpi. I loro contenuti si impegnano a combattere gli stereotipi e una narrazione che vede l’essere robusta come un male incommensurabile, eliminando così lo stigma di un corpo non conforme alle pretese della società.

Fra le scrittrici più giovani e impegnate in Italia bisogna assolutamente citare Jennifer Guerra. Autrice de Il corpo elettrico e curatrice del podcast AntiCorpi, si muove nell’ambito del femminismo e dei diritti LGBTQ+. Nel suo saggio Jennifer Guerra affronta la tematica del corpo e della coscienza di sé femminile, analizzando le lotte femministe del XX secolo e facendo delle previsioni su quello che sarà il nostro futuro. Gli stessi temi vengono approfonditi nel podcast che conduce per la testata online The Vision: all’interno di AntiCorpi torna la riflessione sul copro femminile e sulla presenza delle donne nella nostra società.

Le scrittrici e giornaliste più giovani

Impossibile non citare qui Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice di un premio Nobel. Nata nel 1997 in Pakistan, si è battuta fin da subito per il diritto allo studio per le ragazze, fino a subire un attentato da parte dei Talebani. Sopravvissuta a una ferita d’arma da fuoco, è diventata una delle attiviste più importanti del nostro secolo: fatto consolidatosi dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2014 a soli 17 anni. La sua lotta si concentra principalmente sul diritto allo studio per le ragazze e tutti i bambini del mondo. Più volte Malala Yousafzai ha tenuto discorsi e pubblicato libri sui diritti delle donne, e fin da quando aveva 13 anni gestisce un blog curato dalla BBC in cui documenta l’influenza del regime talebano in Pakistan, condannandone gli abusi e la crudeltà.

Un’altra attivista che vale la pena conoscere è Amanda Gorman, una poetessa americana che il mondo ha conosciuto durante la cerimonia d’insediamento del presidente Joe Biden. Nata nel 1998, a soli 16 anni è diventata una delegata giovanile delle Nazioni Unite. Le sue poesie vogliono essere una spinta ad approfondire tematiche quali il femminismo, il razzismo, la discriminazione degli afroamericani e la diaspora africana. La poesia letta durante la cerimonia del presidente Biden, The hill we climb, ha subito riscosso un enorme successo rientrando nella classifica dei bestsellers americani.