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13 Giugno 2026

Sciopero nazionale cultura 12 giugno 2026: lavoratori in piazza per diritti e tutele

Il 12 giugno 2026 i lavoratori del settore culturale scendono in piazza per chiedere migliori condizioni di lavoro e tutele. Scopri le rivendicazioni e le città coinvolte.

Sciopero nazionale cultura 12 giugno 2026: lavoratori in piazza per diritti e tutele

Il 12 giugno 2026, il settore culturale italiano si fermerà per il primo sciopero nazionale. L’iniziativa, promossa da FP CGIL e NIdiL CGIL, vedrà la partecipazione di lavoratori con ogni tipologia di rapporto di lavoro, uniti per chiedere migliori condizioni e tutele.

Questa mobilitazione non è frutto di un’improvvisazione, ma il risultato di un percorso iniziato oltre un anno fa, durante il quale associazioni e sindacati hanno lavorato insieme per affrontare le criticità del settore culturale, rese ancora più evidenti dalla pandemia.

Le principali rivendicazioni dei lavoratori culturali

Al centro delle richieste ci sono il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale, la stabilizzazione del personale precario e la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati. Tra le altre richieste, l’istituzione di un reddito di discontinuità per le professioni caratterizzate da intermittenza strutturale e la piena applicazione delle norme di salute e sicurezza anche per chi lavora con contratti atipici o discontinui.

Le lavoratrici e i lavoratori denunciano anche i tagli ai finanziamenti destinati alla cultura, criticando la scelta del governo di ridurre le risorse per il settore a favore della corsa al riarmo. “Noi scegliamo la cultura, il lavoro e la pace”, affermano le organizzazioni promotrici.

Le piazze della mobilitazione nazionale

Le proteste si svolgeranno in diverse città italiane, con presidi e conferenze stampa. Ecco alcune delle località coinvolte:

  • Napolipresidio a Piazza Plebiscito ore 10,00
  • Firenzepresidio Uffizi ore 9,30
  • Pisapresidio Piazza XX Settembre ore 10,00
  • Milanopresidio Pinacoteca di Brera ore 10,00
  • Bresciapresidio territoriale Capitolium, piazza del Foro, ore 10,30
  • Genovapresidio Prefettura ore 10,00
  • Baripresidio Cittadella della Cultura ore 10,00
  • Veneziapresidio Gallerie dell’Accademia ore 16,00
  • Torinopresidio Piazza Garignano ore 10,00
  • Padovaconferenza stampa Biblioteca Universitaria ore 10,00
  • Ravennapresidio Piazza del Popolo ore 10,00
  • Romapresidio Piazza del Planetario di Roma (Museo Nazionale Romano) ore 10,00 e presidio Largo Argentina ore 17,00
  • Cagliarisede e orario da definire
  • L’Aquilapresidio davanti alla prefettura in orario mattutino
  • Mantovavolantinaggio piazza Sordello ore 10

Le dichiarazioni delle sindacaliste

“Il settore della cultura in Italia è da troppo tempo sottofinanziato e non riconosciuto nella sua specificità professionale”, dichiarano Giordana Pallone, Segretaria nazionale FP CGIL, e Roberta Turi, Segretaria nazionale NIdiL CGIL. “Questa mobilitazione serve a rompere quel silenzio. Serve a dire che un Paese che non rispetta chi produce cultura non merita di chiamarsi civile.”

Le sindacaliste concludono sottolineando l’importanza di investire risorse nei settori culturali per riconoscere il valore di chi la cultura la promuove, la custodisce e la crea.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.