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Sanremo 2020, Catena Fiorello contro Diletta Leotta: le sue parole

catena fiorello

Catena Fiorello ha detto la sua in merito al Festival di Sanremo, soffermandosi sui monologhi di Diletta Leotta e Rula Jebreal.

Catena Fiorello, sorella di Rosario e Beppe, ha detto la sua in merito al settantesimo Festival di Sanremo. La donna, anche se meno popolare rispetto ai fratelli, ha alle spalle un curriculum degno di nota, dove figurano esperienze in campo televisivo. Nello specifico, la scrittrice ha detto la sua su Diletta Leotta e Rula Jebreal.

Sanremo: Catena Fiorello contro Diletta

Catena Fiorello, sorella meno famosa di Rosario e Beppe, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. La scrittrice, conduttrice e autrice televisiva, che da tempo gestisce un negozio di ceramiche siciliane a Roma, ha parlato un po’ di sé e non ha potuto evitare di rispondere alle domande sui familiari, soprattutto quelle sul ‘co-conduttore’ del settantesimo Festival di Sanremo. Cosa ne pensa della partecipazione del fratello Rosario alla kermesse musicale più importante del nostro Paese? Catena, nome ereditato dalla nonna, ha dichiarato: “Sanremo? Rosario ha partecipato a una festa per celebrare il suo amico Amadeus”.

La Fiorello ha poi parlato delle donne che sono salite sul palco dell’Ariston e ha lanciato loro una chiara frecciatina. Ha ammesso: “La vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi. Se Rula Jebreal deve raccontare quella bella storia drammatica per attirare l’attenzione, tutta questa parità non c’è. E se Diletta Leotta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne”. Catena ritiene che le donne debbano essere considerate a prescindere dai monologhi che portano in scena. Inoltre, dalle sue parole si coglie il dissenso nei confronti di quanto detto dalla Leotta in merito alla bellezza. Insomma, come tante altre colleghe, anche la sorella di Beppe e Rosario non ha apprezzato quanto dichiarato da Diletta a Sanremo 2020.

Un cognome importante

Inevitabilmente, il discorso è finito sul cognome Fiorello e su quanto le sia stato d’aiuto nel mondo del lavoro.

Catena ha dichiarato: “Ho condotto dignitosamente programmi, ma non ho fatto niente per fare tv, consapevole che era pericoloso perché domani avrebbero detto che sono raccomandata dai due fratelli famosi. Rosario mi consigliò di usare lo pseudonimo, gli risposi: il nostro cognome ce l’ha dato papà. I libri mica me li scrive Fiorello, né lo porto alle presentazioni. In Italia si vive sulle raccomandazioni, non si può credere che uno possa andare per la sua strada. Ci ho messo otto anni a fare questo film (‘Picciridda’, ndr), perché è cinema d’autore e non una commedia ridanciana. Oliver Stone al Festival di Taormina mi disse: mi porterò dietro l’intensità dello sguardo della ‘Picciridda’”. Il film, che non è una storia vera ma una somma di tante storie ascoltate e vissute negli anni, è tratto dall’omonimo libro uscito nel 2017.

Catena, a prescindere dal suo cognome, è riuscita a costruirsi una carriera che l’ha vista anche autrice di programmi di successo come ‘Buona Domenica’ e ‘Blog – reazione a catena’.

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Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi nata ad Ascoli Piceno nel 1985. Laureata in "Scienze Storiche" e in "Scienze Religiose", sono da sempre appassionata di lettura e di scrittura. Divoro libri e li recensisco sul mio Blog Libri: medicina per il cuore e per la mente. Lasciatemi in una libreria, possibilmente piccolina e vintage, e sono la donna più contenta del mondo.
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