ROC ‘n Roll: imbavagliamo i blogger

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Ovviamente questa nuova follia varata dal Governo non mi ha lasciato indifferente, e già sta scatenando infinite polemiche su blog e giornali (chissà come mai vedo già i giornalisti tronfi che si sfregano le mani; Aldo Grasso, da parte sua, ha già aperto la bottiglia del '57 che teneva in cantina).

Eravamo quattro amici al bar a festeggiare lo sdoganamento dei blog ad opera di Beppe Grillo, uno che il blog, in realtà, non sa nemmeno cosa sia; per lui è solo un mezzo per pontificare, lo strumento più veloce per entrare in contatto con la massa, la distorsione di uno strumento che usa verticalmente ma che produce effetti orizzontali (lo stesso movimento popolare pro Grillo sarebbe nato anche con modalità differenti: un forum, un sito, una chat, un portale, un canale su Youtube, una gallery su Flickr con il suo facciozzo accompagnato da nuvolette stile fumetto; ma il blog è più semplice da gestire, e la sfiga – per tutti noi – è stata proprio questa).

Non c'è stato neanche il tempo di festaggiare la conquista grilliana, con quei titoloni su Internet come "sesto potere", che già la mannaia è calata sulla blogosfera. Solo in un Paese tecnologicamente arretrato come il nostro poteva accadere. Già, si sono accorti che i blog danno fastidio: bisogna fermarli. Il V-Day ha dato una mano alle menti geniali che, già da quest'estate, studiavano il disegno di legge che è stato approvato il 12 ottobre scorso.

Ogni pubblicazione su internet, quindi i blog sono compresi, dovra’ essere registrata al ROC, il Registro degli Operatori della Comunicazione.

Per farla breve: chi vorrà aprire un blog dovrà registrarsi, spendere, avere un direttore responsabile (un giornalista iscritto all'albo) e rischiare una querela per ogni minima cagata (perchè il testo comprende anche uno stralcio sulle responsabilità penali, che dovranno aumentare).

Insomma, stanno preparando la moria di blog. Hanno gettato dal peschereccio governativo una bomba, di quelle che si usano illegalmente per pescare, mascherando l'ordigno sotto il nome di "legge".

Siccome i campi minati utilizzati fino ad oggi avevano straziato poche gambe, e nemmeno quelle più muscolose e toniche, questa è sembrata la soluzione migliore.

Grillo ci ha dato fastidio con la sua antipolitica? Bene, invece di riflettere sul malcontento, pensiamo a come distruggere quel malefico luogo nel quale la libertà d'informazione è ancora viva e vegeta.

Può non avere regole la Rete? No, certo che no. Ma questa legge non si pone questa domanda, piuttosto fornisce una risposta ad altri problemi che molti, sulla scia della moda di questo periodo, potrebbero chiamare "problemi della casta".

Gli stessi che hanno portato alla condanna de Le Iene per il servizio sui politici drogati.

Lasciamo da parte Grillo, obiettivo primario della legge. I blog danno fastidio in genere. Fanno paura in tutti gli ambiti, non solo in quello politico. Le aziende sono terrorizzate, vanno a leggere i commenti ai post che trattano dei loro prodotti, e anche il mondo dello spettacolo, e della televisione, visto che riguarda direttamente questo blog, legge post e commenti per avere un reale riscontro.

In questi due anni di Tele dico io, con tutte le critiche che ho fatto, ho avuto esperienze in questo senso. Alcuni personaggi televisivi mi hanno risposto nei commenti, da bravi conoscitori della Rete, altri mi hanno mandato mail che ho pubblicato, altri mail che non ho pubblicato, altri invece mi hanno bacchettato a voce appena si è presentata l'occasione. Leggono, si incazzano, mettono da parte l'incazzatura. Oppure leggono, si incazzano, e appena ne hanno l'occasione te lo fanno notare.

Però non possono farci nulla, al massimo possono minacciare una querela. Invece lì, nel Palazzo, possono intervenire eccome. Non si sfugge al controllo.

Ne riparleremo, per ora sono solo schifato. Merce rara la libertà.