Regime forfettario: come passare alla fatturazione elettronica grazie alla promo di Myfoglio

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Nel primo trimestre 2022 sono state aperte 56.260 partite IVA da parte delle donne, in aumento del 6,41% rispetto allo stesso periodo del 2021 secondo i dati del Dipartimento delle Finanze del MEF.

Si tratta di un trend positivo per le l’imprenditorialità femminile in corso da alcuni anni, infatti anche nel 2021 le nuove aperture di partita IVA delle donne sono state 139.494, con un incremento dell’11,47% in confronto al 2020.

In base alle rilevazioni dell’Osservatorio sulle partite IVA del Ministero dell’Economia e delle Finanza, nel 2021 sul totale di nuova aperture il 47,8% sono state realizzate da parte di donne, le quali hanno rappresentato circa il 27% di tutte le partita IVA esistenti e attive in Italia. Ovviamente c’è ancora molto da fare per incentivare la presenza delle donne nel libero professionismo e nell’imprenditorialità, tuttavia non mancano anche dei segnali positivi.

L’obiettivo del Ministero dello Sviluppo Economico è creare almeno 2.400 imprese a guida femminile, attraverso una serie di agevolazioni e incentivi come i 400 milioni di euro previsti dal PNRR, oppure i 200 milioni di euro stanziati per rifinanziare iniziative come Smart & Start (startup e PMI innovative) e Imprese On (auto imprenditoria e PMI). Anche tra le partite IVA femminili rimane molto alta l’adesione al regime forfettario, con la scelta di questo sistema fiscale arrivata al 43,5% delle nuove aperture totali registrate nel 2021.

Obbligo di fatturazione elettronica per le forfettarie: la soluzione di myfoglio

Le donne che aderiscono al regime forfettario quest’anno dovranno adeguarsi alla fatturazione elettronica, come stabilito dalla misura prevista D.lgs. 36/2022 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2022.

In particolare, autonome, freelance, titolari di ditte individuali e di imprese che rientrano nel regime forfettario, dal 1° luglio 2022 dovranno emettere la fattura elettronica e inviarla al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, ad eccezione di chi ha ottenuto compensi e ricavi fino a 25.00 euro nell’anno precedente (in questo caso si parte dal 1° gennaio 2024).

Per adeguarsi a questo nuovo obbligo è possibile gestire con facilità la fatturazione elettronica con Myfoglio, un moderno gestionale cloud con il quale eseguire ogni operazione, dall’emissione all’archiviazione, nel pieno rispetto della normativa vigente.

Nel dettaglio, l’azienda propone in via promozionale la possibilità di usare il pacchetto Premium del software gratuitamente per tutto il 2022, basta registrarsi prima del 31 dicembre di quest’anno sul sito ufficiale e utilizzare il codice promo FORFETTARI2022.

Attraverso quest’offerta speciale è possibile utilizzare il gestionale myfoglio senza spendere nulla, in modo completamente gratuito, con la possibilità di rinnovare a un prezzo scontato al termine della promozione.

Si tratta di una tecnologia intuitiva e semplice da utilizzare, progettata appositamente da professionisti per altri professionisti, microimprenditori e titolari di PMI, con l’obiettivo di semplificare la gestione degli adempimenti e di una serie di incombenze legate alla propria attività.

Oltre alla fatturazione elettronica, infatti, con questo software cloud si possono creare bolle, preventivi, proforma, documenti di trasporto e registrare le spese in maniera facile e rapida, senza la necessità di installare alcun programma grazie al supporto della tecnologia cloud.

Inoltre, è possibile accedere alla piattaforma via web o app mobile, con un’applicazione per smartphone che consente di monitorare i documenti fiscali, mentre un’app per tablet permette di creare una fattura elettronica in meno di 1 minuto, usufruendo della massima multicanalità e accessibilità.

Come creare fatture elettroniche con myfoglio in modo semplice e veloce

Grazie a myfoglio è possibile mettersi in regola con l’obbligo di fatturazione elettronica senza pagare nulla per tutto il 2022, beneficiando della versione premium del software cloud gratuitamente. Il gestionale consente di creare un documento fiscale in pochi istanti, basta accedere al software con la propria password e il nome utente, compilando la fattura rapidamente attraverso le funzionalità esclusive smart assistant e compilazione automatica.

Con myfoglio si possono anche inviare i documenti fiscali allo SdI dell’Agenzia delle Entrate, infatti le fatture elettroniche sono create in formato XML e compatibili con il Sistema di Interscambio. Inoltre, si possono anche ricevere documenti fiscali dallo SdI, oppure archiviare le fatture elettroniche per 10 anni a norma.

Tra le numerose funzionalità extra del gestionale c’è il controllo dei pagamenti dei clienti, i promemoria automatici per le fatture ricorrenti, il richiamo automatico dei documenti scaduti e la firma digitale, tutto in un’unica piattaforma cloud.

Fondo Imprese Femminile: gli incentivi del MISE per le imprese guidate da donne

Il regime forfettario è un sistema fiscale molto utilizzato e diffuso tra le contribuenti, in particolare tra le donne che aprono una nuova impresa o avviano la propria attività professionale.

Si tratta di un regime fiscale agevolato per chi ottiene ricavi e compensi fino a 65.000 euro l’anno, con una tassazione di appena il 5% per i primi 5 anni e successivamente del 15%. Oltre alla tassazione agevolata, il regime forfettario esonera dalla dichiarazione IVA e il reddito viene determinato attraverso il coefficiente di redditività.

È senz’altro un regime fiscale utile per le donne che vogliono intraprendere un nuovo progetto professionale o imprenditoriale, sfruttando i fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Tra questi c’è il Fondo Impresa Femminile finanziato con 200 milioni di euro, rivolto alle imprese femminili come società di persone o cooperative con almeno il 60% di donne socie, alle società di capitali composte per almeno i due terzi da donne, alle lavoratrici autonome con partita IVA e alle imprese individuali con titolare una donna.

Questo programma finanzia innanzitutto nuove imprese femminili o realtà già costituite da non più di 12 mesi, supportando progetti fino a 250.000 euro con un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% delle spese (max 125.000 euro), oppure investimenti fino a 100.000 euro con un contributo a fondo perduto fino all’80% e una soglia massima di 50.000 euro (si arriva al 90% con tetto massimo di 50.000 euro per le donne disoccupate).

Anche le imprese e attività operative da più di 12 mesi possono ricevere gli incentivi, ma con requisii diversi. In questo caso si possono presentare progetti fino a 400.000 euro, con una copertura fino all’80% dell’investimento e una soglia massima di 320.000 euro, agevolazione composta da un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso zero da rimborsare in 8 anni.

Le domande possono essere presentate telematicamente tramite il portale di Invitalia, per ricevere un sostegno fondamentale per l’avvio della propria attività professionale o la realizzazione di un nuovo progetto imprenditoriale.