Quante chance per le italiane in Champions?

La nuova stagione per le quattro squadre italiane impegnate in Champions League è cominciata all’insegna di poche certezze e tante difficoltà

La nuova stagione per le quattro squadre italiane impegnate in Champions League è cominciata all’insegna di poche certezze e tante difficoltà. Inter, che ha conquistato l’ultimo campionato (ritornando a vincere lo Scudetto dopo oltre dieci anni di digiuno), Milan, Atalanta e Juventus formano quest’anno la rappresentanza tricolore nel torneo continentale più prestigioso.

Il sorteggio della fase iniziale a gironi ha restituito uno scenario agrodolce per i nostri club in Champions League, con il Milan unica squadra italiana che nelle prime tre uscite non ha portato a casa nemmeno un punto. Giova, però, ricordare che l’urna di Istanbul (sede del sorteggio di questa edizione della coppa) aveva inserito i rossoneri nel cosiddetto girone della morte, in compagnia con gli inglesi del Liverpool, i portoghesi del Porto e gli spagnoli dell’Atlético Madrid, ovvero tre squadre che a vario titolo negli ultimi venti anni hanno raggiunto più volte la finale della competizione. A differenza di quanto sta accadendo in Italia, con il Milan protagonista assoluto in campionato (capolista dopo dieci giornate con nove vittorie e un pareggio), in Europa la banda del tecnico Stefano Pioli sta trovando più difficoltà del previsto e solo un miracolo sportivo potrà permettere a Zlatan Ibrahimovic e compagni di proseguire nell’avventura della coppa dalle grandi orecchie.

Chi invece sorride è la Juventus che nelle prime tre partite della competizione continentale ha trovato subito nove punti (con zero gol subiti). Anche senza il suo miglior uomo degli ultimi tre anni, Cristiano Ronaldo, la Vecchia Signora sembra avere tutte le carte in regola per fare bene in Europa. Così come dimostrano i risultati dei primi match dei bianconeri, la Juve oggi è tra i club favoriti alla vittoria finale per le quote di Champions dei migliori analisti del settore. Quella bianconera – complice anche al ritorno in panchina di Massimiliano Allegri – è una formazione abituata a certi scenari e palcoscenici. Lo conferma anche l’1-0 rifilato al Chelsea campione d’Europa allo Stadium, alla seconda giornata della fase a gironi.

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Anche l’Atalanta di Gian Piero Gasperini può dirsi soddisfatta di questa prima parte di Champions League. Lo score al termine del girone d’andata della prima fase vede la Dea con una vittoria, un pareggio e una sconfitta (contro il Manchester United all’Old Trafford) in classifica. Senza dubbio, anche in questo caso siamo di fronte ad un girone non proprio facilissimo sulla carta (oltre ai Red Devils gli orobici dovranno vedersela anche con gli svizzeri dello Young Boys e gli spagnoli del Villarreal), ma gli orobici – ormai non più una semplice regina delle provinciali e lieta sorpresa in ambito Champions League – hanno già dimostrato in passato di essere inclini alle imprese e alle grandi gesta nel torneo più importante.

Insomma, i nerazzurri di Bergamo hanno buone possibilità di andare avanti nella fase a eliminazione diretta, meta già raggiunta due volte di fila nelle ultime due edizioni della coppa.

Dal nerazzurro orobico a quello dell’Inter. I campioni d’Italia in carica sono stati sorteggiati (di nuovo) insieme agli spagnoli del Real Madrid (quest’anno allenato da Carlo Ancelotti), agli ucraini dello Shakhtar Donetsk e ai sorprendenti moldavi dello Sheriff Tiraspol (al debutto assoluto in questo torneo e già a quota due vittorie nelle prime tre partite). In pratica si è trattato della riedizione della fase a gironi dello scorso anno in Champions (con l’unica differenza dei tedeschi del Borussia Mönchengladbach al posto dello Sheriff). E tutti, soprattutto i tifosi interisti, ricordano bene come era andata a finire dodici mesi fa.

L’undici allenato da Simone Inzaghi ha trovato molte difficoltà nelle prime uscite di coppa. Tuttavia, con quattro punti nelle prime tre giornate, i nerazzurri possono ancora dirsi pienamente in corsa per tagliare il traguardo della qualificazione alla prossima fase. Ma Nicolò Barella e compagni dovranno cercare di fare sicuramente di meglio rispetto a quanto visto sinora, anche perché quella che doveva essere la squadra cuscinetto del girone – lo Sheriff – si è presa il lusso di andare ad espugnare il Santiago Bernabéu.

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