Prodi: “Sfidare Berlusconi al Quirinale? Neanche per sogno, un attentato alla provvidenza”

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L’ex premier Romano Prodi si è espresso sull’eventualità di sfidare Silvio Berlusconi nella corsa al Quirinale in programma per la prossima primavera escludendo di voler concorrere a ricoprire il ruolo di Presidente della Repubblica.

Ha inoltre commentato ciò che è recentemente accaduto in Senato sul Ddl Zan, affossato con il favore di 154 parlamentari.

Prodi sulla corsa al Quirinale

Intervenuto durante la trasmissione Che tempo che fa in onda su Rai Tre, Prodi ha risposto così a Fazio che gli ha chiesto se vuole sfidare nuovamente il leader di Forza Italia: “Per quanto riguarda l’elezione del presidente della Repubblica, neanche per sogno“.

Da una parte, ha affermato, “so benissimo che non avrei i voti neanche per pensarci“.

Dall’altra ha ricordato di avere 83 anni e che, nell’ipotesi di venire nominato Capo dello Stato, dopo sette anni ne avrebbe 90. “Un attentato alla provvidenza. Lui ne ha molti di più (ndr 85), ma si vede che ha una provvidenza diversa“, ha aggiunto. Con queste parole ha dunque escluso la sua corsa per diventare il futuro inquilino del Quirinale.

Prodi sulla corsa al Quirinale e sul Ddl Zan

Quanto al decreto legge contro l’omotransfobia, Prodi ha affermato che una parte della responsabilità dell’affossamento va attribuita al Partito Democratico, reo di aver “voluto strumentalizzare il tutto” invece che “fare piccole modifiche“. Se qualcuno voleva riformare piccoli aspetti della legge su cui si discuteva, ha continuato, bisognava andare caso per caso e trovare un accordo.

Una volontà che lui stesso sospetta non esserci mai stata: “Col voto segreto si voleva creare l’incidente, l’incidente c’è stato e in quella prova di forza ha vinto la destra“.

Si è infine espresso anche sul comportamento di Forza Italia e Silvio Berlusconi che su queso tema si è un po’ appiattito” pur riconoscendo che “ha avuto un comprtamento razionale” per tutelare gli equilibri interni della sua coalizione.