Salta al contenuto
18 Luglio 2026

Perché le tonalità trucco non sono davvero neutre secondo Adi

Il creator di TikTok Adi spiega perché "neutral" non è neutro e come riconoscere prodotti veramente inclusivi

Perché le tonalità trucco non sono davvero neutre secondo Adi

Negli ultimi anni il mondo della cosmesi ha fatto passi avanti evidenti, ma restano punti ciechi che molti consumatori notano solo quando si trovano a cercare la propria tonalità. Aditya “Adi” Madiraju, creator noto su TikTok per i suoi commenti diretti e senza fronzoli, mette in luce proprio queste discrepanze: gamme di colori incomplete, descrizioni fuorvianti e l’uso improprio di termini come neutral. Qui non si tratta solo di estetica: è questione di accesso, rappresentazione e trasparenza. In questo pezzo esploriamo le osservazioni principali di Adi e trasformiamo i suoi appunti in consigli pratici per chi compra trucchi ogni giorno.

Perché molte gamme colore falliscono

Molti brand propongono numerose referenze ma, come sottolinea Adi, la quantità non sempre equivale a qualità: spesso mancano variazioni reali di undertone e profondità. L’undertone è quel sottofondo che determina se una base appare calda, fredda o neutra sulla pelle; se non è identificato correttamente, la corrispondenza fallisce. Inoltre, alcune aziende etichettano prodotti come neutri senza spiegare cosa intendono, lasciando il consumatore disorientato. Il risultato è una frustrazione diffusa: persone con carnagioni chiare o scure non trovano sfumature che rispettino il loro sottotono, e chi ha pelle mista resta escluso da un’offerta realmente inclusiva.

Cosa significa davvero “neutral”?

Il termine neutral viene spesso usato come garanzia di adattabilità, ma Adi evidenzia che nella pratica è ambiguo. Un prodotto può essere definito neutro semplicemente perché ha un bilanciamento percepito tra rosso e giallo, ma questo non garantisce che si armonizzi con tutte le pelli. I brand seri spiegano il concetto con esempi visivi e tabelle di undertone, mentre chi vuole solo ampliare il catalogo tende a sfruttare il termine per marketing. Imparare a leggere le descrizioni e cercare swatch reali è il primo passo per non cadere in queste imprecisioni.

Inclusività: oltre la gamma di tonalità

Per Adi la vera inclusività non si limita all’offerta di 40 o 50 shade: riguarda la coerenza nella produzione, la disponibilità effettiva e la rappresentazione nei materiali promozionali. Un brand può dichiararsi inclusivo ma fornire poche opzioni per certe profondità o non aggiornare le formule che ossidano su alcune pelli. Inoltre, è importante considerare aspetti come le texture e le finiture: una tinta opaca potrebbe funzionare diversamente su pelli molto secche o molto oleose. Per questo motivo, l’autore invita a valutare non solo il numero di nuance ma anche la qualità dei campioni, la trasparenza sulle formulazioni e il supporto per trovare la shade giusta.

Segnali che un brand è serio

Esistono indizi pratici per riconoscere un marchio che prende sul serio l’inclusività: presenza di swatch su diverse carnagioni, guide chiare sugli undertone, politiche di reso semplici e test condotti su una gamma ampia di pelle. Adi consiglia inoltre di osservare la comunicazione: campagne che mostrano solo poche tipologie di volto spesso mascherano lacune reali nel prodotto. I consumatori possono anche usare community online e recensioni per verificare come un prodotto si comporta nelle condizioni di vita reale, evitando così acquisti basati solo su trend virali o su promesse di marketing.

Come scegliere prodotti con occhi critici

Quando si tratta di decidere cosa comprare, Adi suggerisce un approccio pratico: cercare swatch in condizioni di luce naturale, leggere le note su oxidazione e provare prima campioni se possibile. Diffidare delle definizioni vaghe come “universale” o “adatto a tutti” può evitare delusioni. Un ultimo consiglio utile è seguire creator critici e informati che testano i prodotti su diverse carnagioni: le loro analisi spesso rivelano problemi non evidenti nelle schede prodotto. In definitiva, la scelta consapevole deriva dall’unione di informazioni tecniche, confronto con esempi reali e attenzione alle pratiche del brand.

Il dialogo aperto che Adi porta avanti su TikTok è un richiamo al settore: migliorare le gamme, spiegare termini tecnici e rispondere alle esigenze reali dei consumatori sono passi necessari per un mercato più equo. Per chi si trova ancora indeciso sulla propria shade, il messaggio è chiaro: informarsi, chiedere swatch e non accettare definizioni vaghe sono azioni concrete per ottenere prodotti che funzionino davvero sulla propria pelle.

Autore

Anna Innocenti

Anna Innocenti ha recuperato per un dossier le registrazioni del consiglio comunale di Verona dopo una notte in archivio; è collabora a coperture breaking con analisi storiche e propone rubriche tematiche. Laureata al polo veronese, partecipa a tavole rotonde locali sulla memoria urbana.