Negli ultimi anni il mondo della cosmesi ha fatto passi avanti evidenti, ma restano punti ciechi che molti consumatori notano solo quando si trovano a cercare la propria tonalità. Aditya “Adi” Madiraju, creator noto su TikTok per i suoi commenti diretti e senza fronzoli, mette in luce proprio queste discrepanze: gamme di colori incomplete, descrizioni fuorvianti e l’uso improprio di termini come neutral. Qui non si tratta solo di estetica: è questione di accesso, rappresentazione e trasparenza. In questo pezzo esploriamo le osservazioni principali di Adi e trasformiamo i suoi appunti in consigli pratici per chi compra trucchi ogni giorno.
Perché molte gamme colore falliscono
Molti brand propongono numerose referenze ma, come sottolinea Adi, la quantità non sempre equivale a qualità: spesso mancano variazioni reali di undertone e profondità. L’undertone è quel sottofondo che determina se una base appare calda, fredda o neutra sulla pelle; se non è identificato correttamente, la corrispondenza fallisce. Inoltre, alcune aziende etichettano prodotti come neutri senza spiegare cosa intendono, lasciando il consumatore disorientato. Il risultato è una frustrazione diffusa: persone con carnagioni chiare o scure non trovano sfumature che rispettino il loro sottotono, e chi ha pelle mista resta escluso da un’offerta realmente inclusiva.
Cosa significa davvero “neutral”?
Il termine neutral viene spesso usato come garanzia di adattabilità, ma Adi evidenzia che nella pratica è ambiguo. Un prodotto può essere definito neutro semplicemente perché ha un bilanciamento percepito tra rosso e giallo, ma questo non garantisce che si armonizzi con tutte le pelli. I brand seri spiegano il concetto con esempi visivi e tabelle di undertone, mentre chi vuole solo ampliare il catalogo tende a sfruttare il termine per marketing. Imparare a leggere le descrizioni e cercare swatch reali è il primo passo per non cadere in queste imprecisioni.
Inclusività: oltre la gamma di tonalità
Per Adi la vera inclusività non si limita all’offerta di 40 o 50 shade: riguarda la coerenza nella produzione, la disponibilità effettiva e la rappresentazione nei materiali promozionali. Un brand può dichiararsi inclusivo ma fornire poche opzioni per certe profondità o non aggiornare le formule che ossidano su alcune pelli. Inoltre, è importante considerare aspetti come le texture e le finiture: una tinta opaca potrebbe funzionare diversamente su pelli molto secche o molto oleose. Per questo motivo, l’autore invita a valutare non solo il numero di nuance ma anche la qualità dei campioni, la trasparenza sulle formulazioni e il supporto per trovare la shade giusta.
Segnali che un brand è serio
Esistono indizi pratici per riconoscere un marchio che prende sul serio l’inclusività: presenza di swatch su diverse carnagioni, guide chiare sugli undertone, politiche di reso semplici e test condotti su una gamma ampia di pelle. Adi consiglia inoltre di osservare la comunicazione: campagne che mostrano solo poche tipologie di volto spesso mascherano lacune reali nel prodotto. I consumatori possono anche usare community online e recensioni per verificare come un prodotto si comporta nelle condizioni di vita reale, evitando così acquisti basati solo su trend virali o su promesse di marketing.
Come scegliere prodotti con occhi critici
Quando si tratta di decidere cosa comprare, Adi suggerisce un approccio pratico: cercare swatch in condizioni di luce naturale, leggere le note su oxidazione e provare prima campioni se possibile. Diffidare delle definizioni vaghe come “universale” o “adatto a tutti” può evitare delusioni. Un ultimo consiglio utile è seguire creator critici e informati che testano i prodotti su diverse carnagioni: le loro analisi spesso rivelano problemi non evidenti nelle schede prodotto. In definitiva, la scelta consapevole deriva dall’unione di informazioni tecniche, confronto con esempi reali e attenzione alle pratiche del brand.
Il dialogo aperto che Adi porta avanti su TikTok è un richiamo al settore: migliorare le gamme, spiegare termini tecnici e rispondere alle esigenze reali dei consumatori sono passi necessari per un mercato più equo. Per chi si trova ancora indeciso sulla propria shade, il messaggio è chiaro: informarsi, chiedere swatch e non accettare definizioni vaghe sono azioni concrete per ottenere prodotti che funzionino davvero sulla propria pelle.



