Perché guardiamo il Grande fratello? Proviamo a spiegarlo con la sociologia

L'essenza e il fascino del Grande fratello stanno nella diretta no stop dalla casa visibile su Mediaset premium e su Sky, non certo nello show condotto dalla Marcuzzi ogni lunedì su Canale 5, che assomiglia sempre di più ad una via di mezzo tra Carramba che sorpresa e Verissimo.

Non è un mistero che molte persone in questi anni si siano fatte l'abbonamento al satellite (e ultimamente al digitale terrestre) solo per potere avere libero accesso alle immagini riprese dalle telecamere della casa più spiata d'Italia. In alcuni casi il coinvolgimento è così elevato che le persone adattano la loro routine a quella dei concorrenti del Gf: si alzano e vanno a letto insieme a Cristina e company, pranzano quando i protagonisti del reality si mettono a tavola e così via.

Comunque, a parte questi eccessi, molti si domandano: che cosa ci trova la gente nel guardare persone comuni che fanno cose comuni? Dove sta l'interesse nell'osservare uno o una come noi che si veste, si lava i denti, prepara il pranzo, chiacchiera del più e del meno, ha un piccolo diverbio con un altro coinquilino per le pulizie della casa o la tavoletta del wc?

Provo a rispondere, proponendo una specie di teoria sociologica che, ovviamente, ha la sola funzione di offrire uno spunto di riflessione e non pretende certo di essere perfetta ed esaustiva.

Prima di tutto distinguiamo il pubblico tra giovani e adulti. Nel caso dei primi occorre fare una premessa.

Un aspetto fondamentale della nostra autostima riguarda il giudizio che gli altri hanno di noi, il modo con cui ci guardano e ci valutano. Infatti il motivo principale del nostro conformismo, del fatto che ci adattiamo ai gusti e ai valori della maggioranza, è il desiderio di essere socialmente apprezzati o quantomeno di essere considerati "normali".

Ecco perché ci interessa così tanto il comportamento degli altri: per capire cosa fa la maggioranza e poterla imitare, allontanando il rischio di essere criticati e giudicati come strani o diversi.

A molti adolescenti (e non solo) il Grande fratello dà l'illusione di poter studiare dei giovani in tutti i comportamenti della vita quotidiana, anche in quelli più privati e in genere meno osservabili, dall'approccio con l'altro sesso alle confidenze tra amici.

Insomma, tanti ragazzi sono attratti dalla diretta del Gf perché cercano dei modelli di comportamento socialmente vincenti, che possono imitare per essere valutati positivamente dai loro amici e coetanei.

Per quanto riguarda le persone più avanti con l'età invece la passione per il capostipite dei reality show si può spiegare in altri modi: probabilmente qua gioca un ruolo decisivo la curiosità nei confronti dell'universo giovanile. Attraverso il Gf si ha l'illusione di entrare nel mondo segreto dei ragazzi, quello che magari figli e nipoti nascondono con tanta attenzione.

Ovviamente si tratta, in entrambi i casi, di illusioni: i personaggi del Grande fratello non sono persone normali che agiscono in un contesto normale, ma concorrenti di un gioco televisivo che sono perfettamente consapevoli di essere ripresi 24 ore su 24 dalle telecamere e di essere osservati da milioni di persone.

Qua non è tanto da discutere se recitino o meno, quanto ribadire che ogni loro comportamento e parola saranno ponderati in base al fatto di risultare visibili allo sterminato pubblico televisivo. In parole povere: niente di più lontano dalla normalità.

Scritto da Style24.it Unit
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