Chi era Peggy Guggenheim: vita della collezionista d’arte

Tag: vip
Condividi

Peggy Guggenheim è stata una delle collezioniste d’arte più influenti del ‘900.

Con gallerie in tutta Europa e negli Stati Uniti ha reso nota l’arte contemporanea e le avanguardie.

Chi era Peggy Guggenheim

Peggy Guggenheim, il cui vero nome era Marguerite Guggenheim (New York, 26 agosto 1898 – Camposampiero, 23 dicembre 1979), è stata una collezionista d’arte e mecenate statunitense. Cresce in una famiglia importante, il nonno è stato infatti il proprietario del Guggenheim Museum di New York. Costruiscono la loro fortuna sull’estrazione di argento e rame che la giovane Peggy eredita ai soli 14 anni quando il padre muore nell’affondamento del Titanic.

In gioventù inizia a lavorare in una libreria di New York e frequenta circoli e salotti che la introducono nell’ambiente artistico delle avanguardie. Nel 1922 si sposa con Laurence Vail, un artista con cui mette al mondo due figli e con cui vive una bella vita mondana a contatto con grandi artisti quali Man Ray, Constantin Brancusi e Marcel Duchamp.

I viaggi in Europa e l’inaugurazione delle gallerie

Dopo il divorzio con il marito, Peggy inizia a viaggiare per l’Europa con i figli spostandosi tra Londra e Parigi. Durante un soggiorno a Saint-Tropez conosce John Holms, l’intellettuale inglese per cui perse la testa ma che muore pochi anni dopo. Nel 1938 durante un soggiorno a Londra inaugura la Guggenheim Jeune, la prima galleria tra le tante che apre in seguito.

Sostenendo le avanguardie appoggia artisti emergenti come Kandinsky o Yves Tanguy. Grazie all’intervento di Samuel Beckett e Marcel Duchamp estende la collezione londinese in un vero e proprio museo.

Il ritorno a New York e la Biennale di Venezia

Con l’arrivo dell’esercito tedesco a Parigi la Guggenheim lascia la città per tornare a New York dove inaugura la galleria “Art of This Century” nel 1942. Espone artisti allora sconosciuti quali Jackson Pollock che entra in contatto con l’avanguardia europea e specialmente con il Surrealismo. Nel periodo a casa si sposa con Max Ernst con cui si trasferisce per un periodo a Manhattan.

Terminato il conflitto mondiale torna a Venezia e qui espone la sua collezione alla XXIV edizione della Biennale d’arte. Nello stesso anno acquista Palazzo Venier dei Leoni su Canal Grande dove trasferisce la sua collezione in maniera permanente, ma per i problemi di acqua alta a cui è soggetta la città vengono spostate.