Paola Turci: “Dopo Sanremo ho avuto un down fisiologico”

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Paola Turci si racconta attraverso le pagine di Vanity Fair.

La cantante ed ex professoressa di Amici di Maria confessa di aver vissuto dei momenti molto difficili.

La crisi dopo Sanremo

La cantante e musicista italiana ha vissuto un periodo di profonda crisi psicologica dopo l’ultima partecipazione al Festival di Sanremo. Decide di raccontarsi al settimanale Vanity Fair dove spiega le motivazioni di questo crollo psicologico e per quale motivo ha deciso di ritornare sul palco dell’Ariston. La scelta, pensata e ripensata, avrebbe come scopo il ritrovare se stessa e rimettersi alla prova.

A Sanremo, la cantante classe 1980, parteciperà con un testo inedito dedicato a chi come lei ha da poco perso un genitore. Un modo per esorcizzare la paura e la tristezza e che, secondo lei, può aiutare chi si trova nella sua stessa situazione sentimentale. Racconta:”Le canzoni servono a trattenere un momento, a farci ritornare lì. Mio padre non è stato un supereroe, avevo un rapporto di simpatia ma non sono mai dipesa da lui.

Non ne ho mai parlato così tanto come da quanto se ne è andato” .

“Ho subito violenze”

La cantante non ha avuto una vita facile e la ragazza fragile di un tempo a volte ritorna a prendere possesso della donna matura che è ora.

Racconta le parole del padre prima di morire: ”Non avere paura di tremare mi diceva” e qualcosa negli ultimi tempi l’ha fatta vacillare per davvero. Dopo l’ultima partecipazione al festival di Sanremo, dove si è esibita duettando con Noemi sulle parole di Non smettere mai di cercarmi, la cantante ha subito un down psicologico. “I mesi seguiti all’ultimo Sanremo e disco non sono stati facili” ha ammesso l’ex professoressa di Amici.

Si confessa al settimanale e racconta: “È stato come la fine di una festa, svegliarsi la mattina dopo. Sei contenta, ma hai un gran cerchio alla testa, e domande aperte senza risposte. Ho avuto un down psicologico”. Ricorda poi un momento tragico della sua vita. Durante l’infanzia Paola Turci è stata vittima di violenze sessuali. Non lo ha mai negato ma anche in questo caso coglie l’occasione per mettere in guardia le donne e le ragazze che potrebbero trovarsi nella sua stessa situazione.

Pentita di come abbia affrontato a suo tempo la faccenda ha ancora qualcosa da dire riguardo il suo carnefice: “Quando è morto ho provato sollievo […] Se tornassi indietro denuncerei, andrei in un centro antiviolenza e mi farei ascoltare, difendere, proteggere”. Parole che vengono dette e ripetute molte volte e sottolineano l’importanza di rivolgersi ai centri d’aiuto che stanno nascendo sempre più numerosi in Italia.