Noemi Letizia, papi Silvio e l’indifferenza degli italiani: poca etica o poca informazione?

Ciò che più sbalordisce gli italiani critici e, soprattutto, gli osservatori stranieri è il monolitico consenso che accompagna Silvio Berlusconi anche nei momenti più difficili, anche nel vortice degli scandali e delle polemiche.

Della sentenza Mills abbiamo già detto: semplicemente molti italiani non si fidano più della magistratura e della sua imparzialità politica.

Ma prendiamo il caso Noemi Letizia: il premier viene accusato, dalla moglie e dalle rivelazioni abbastanza dettagliate di un giornale, di frequentare minorenni e di intrattenere con loro dei rapporti ambigui e poco chiari. Insomma emergono forti e motivati sospetti sulla moralità della vita privata del presidente del Consiglio, ma in termini di consenso politico nulla sembra cambiare. E infatti i sondaggi confermano che, a meno di clamorose sorprese, Berlusconi si avvia a trionfare anche alle prossime elezioni europee.

Perché dunque questa indifferenza dell'opinione pubblica? Da sinistra la maggior parte delle analisi che leggo evidenziano come il premier incarni l'animo più profondo degli italiani, che in lui e nella sua cultura aziendalista e politico-televisiva si identificano: la democrazia viene concepita come dominio dell'uomo forte acclamato dal popolo, la società appare come una semplice sommatoria di interessi e la legge del più forte e del più ricco assurge a valore indiscusso e dominante.

Da destra invece, semplicemente, si fa notare che gli italiani sono molto soddisfatti dall'azione del governo e solo sulla base di questa si sentono di giudicare il premier, ignorando il gossip.

Queste due interpretazioni contengono di sicuro una certa dose di verità, ma non mi convincono del tutto. Voglio dire: davvero tutti gli elettori di Berlusconi, dal padre di famiglia borghese un po' bacchettone, alla pia donna sempre in chiesa o alla signora sofisticata che storce il naso di fronte alle gonne troppo corte delle ragazzine, sono indifferenti ai sospetti che il caso Noemi ha sollevato? O semplicemente conoscono poco e male la vicenda?

Lo domando perché sarebbe bene non dimenticarsi che viviamo in un paese dove, per fare giusto qualche esempio, lo sfogo della signora Lario contro le veline in politica è stato riportato in questo modo: «La moglie del premier definisce ciarpame l'eventualità di candidature femminili alle prossime elezioni europee» (Tg5 del 30 aprile); dove il capo del governo può parlare indisturbato per due ore sul primo canale della Rai autoassolvendosi da ogni accusa (Porta a porta del 5 maggio); dove gli ultimi sviluppi della vicenda che riguarda Noemi Letizia vengono occultati (Tg1 del 24 maggio) o taciuti e riferiti solo quando si possono contrapporre a degli elementi che dovrebbero smentirli (Tg5 di ieri, che riferiva delle rivelazioni di Repubblica con un giorno di ritardo e solo per poterle confutare con le dichiarazioni del padre di Noemi al Mattino).

La faccio breve: mettiamoci dalla parte di quegli italiani che, tra uno show dei record e un'inchiesta di Striscia la notizia su un finto dentista, si sintonizzano su un telegiornale per essere informati. Cosa riescono a capire, in fin dei conti, di tutta questa vicenda? Che Berlusconi è finito nell'occhio del ciclone per aver partecipato alla festa di compleanno della figlia di un tipo che conosce. Andiamo, forse anche noi, al posto loro e privi di internet e della stampa indipendente, continueremmo a fregarcene e a non porci domande ed esigere risposte.
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Scritto da Style24.it Unit
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