Chi è Michaela DePrince: curiosità e vita privata della ballerina

Evelyn Novello

Nata a Milano nel 1995 e laureata in Comunicazione pubblica e d'impresa. Nel 2016 mi sono avvicinata al mondo del giornalismo e da quel momento non più smesso di scrivere.

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Ballerina sierraleonese naturalizzata statunitense, solista del Het Nationale Ballet e la più giovane ballerina nella storia della compagnia Dance Theatre of Harlem.

Michaela DePrince, nonostante alcune discriminazioni che ha dovuto subire, è una ballerina di danza classica ormai famosa a livello internazionale.

Chi è Michaela DePrince

Nata come Mabinty Bangura il 6 gennaio 1995, è cresciuta in un orfanotrofio in Sierra Leone durante la Guerra civile che ha devastato il suo Paese. Si dice che suo padre fosse morto sul Fronte Unito Rivoluzionario quando aveva lei aveva solo tre anni e che sua madre fosse deceduta di stenti poco dopo.

A causa dei bombardamenti il suo orfanotrofio fu distrutto e lei scappò in un campo profughi. Oltre a ciò, la sua infanzia non fu delle più facili anche a causa della sua malattia: la vitiligine. Fu spesso malnutrita, maltrattata e derisa come figlia del diavolo per colpa della depigmentazione della sua pelle.

La sua vita cambiò drasticamente nel 1999, quando, all’età di quattro anni, lei e un’altra ragazza, furono adottate da Elaine e Charles DePrince, una coppia ebrea di Cherry Hill in New Jersey, e si trasferirono negli Stati Uniti.

La carriera di ballerina

Michaela si è formata in balletto classico alla Rock School for Dance Education a Filadelfia, in Pennsylvania e nel frattempo, ha frequentato la Keystone National High School, dove ha conseguito il diploma di scuola superiore. Formata come ballerina classica, ha ricevuto una borsa di studio per la Jacqueline Kennedy Onassis School of Ballet dell’American Ballet Theatre dopo essersi esibita al Youth America Grand Prix.

La sua carriera nel mondo della danza non è sempre stata in salita.

Molti i casi di discriminazione razziale che ha dovuto subire: a otto anni, le è stato detto che non poteva esibirsi come Marie ne “Lo schiaccianoci” perché “l’America non è pronta per una ballerina nera”, e un anno dopo, un insegnante ha detto alla madre che non valeva la pena investire denaro per le ballerine nere. Michaela però sognava di fare la ballerina e ha sempre preso Lauren Anderson, una delle prime ballerine americane nere, come suo modello di riferimento.

Così, come altre atlete di colore del calibro di Simone Biles, è riuscita a superare i pregiudizi e si è costruita una carriera famosa a livello internazionale.

Michaela è stata una dei protagonisti del film documentario del 2011 First Position, che segue sei giovani ballerini che competono per un posto in una compagnia o scuola di danza d’élite, e si è esibita nello show televisivo Dancing with the Stars.

Sempre nel 2011 la sua fama si è estesa a livello europeo grazie ad Abdallah and the Gazelle of Basra con De Dutch Don’t Dance Division, una compagnia di danza dell’Aia. Un anno dopo è ritornata per ballare La fata confetto ne “Lo schiaccianoci” al Lucent Dance Theatre.

Nel 2012 si è diplomata alla Jacqueline Kennedy Onassis School grazie alla borsa di studio ricevuta ed è entrata al Dance Theatre of Harlem come membro più giovane della compagnia.

Il suo debutto professionale è stato nel ruolo di Gulnare nella première de Le Corsaire il 19 luglio 2012. Nel luglio dell’anno successivo è entrata a far parte della junior company dell’Het Nationale Ballet con sede a Amsterdam. Nell’agosto 2014 è entrata a far parte del Dutch National Ballet come éleve ed era l’unica ballerina di origine africana. Nel 2015 è stata promossa al rango di Coryphée e nel 2016 è stata promossa al rango di grand sujet, per poi diventare solista poco dopo.

Nello stesso anno si è esibita nella sequenza Hope del concept album Lemonade di Beyoncé.

Michaela ha raccontato la sua storia nel libro autobiografico Taking Flight (Ora so volare) e nel 2015 Metro-Goldwyn-Mayer ne ha acquisito i diritti cinematografici. Nel 2018 è stato annunciato che Madonna dirigerà Taking Flight “Abbiamo un’opportunità unica per puntare i riflettori sulla Sierra Leone e fare in modo che Michaela dia voce a tutti i bambini rimasti orfani che sono cresciuti in quel luogo.

Sono onorata di portare la sua storia al cinema”. È una delle prime dichiarazioni di Madonna sul suo progetto di dirigere il film tratto dalla storia della ballerina.