Media Education: la babele dei linguaggi della “screen generation”

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La moltiplicazione dei linguaggi mediatici impone la nascita di una nuova Educazione alla Comunicazione di Massa, adatta ai ragazzi della "screen generation" che usano i media in maniera sempre più convergente e cross-mediale.

E' questo il tema centrale della terza edizione di Medi@tando, convention nazionale sulla media education, dedicata da oggi a sabato al Palazzo Europeo dei Congressi di Bellaria Igea Marina, in provincia di Rimini, al tema "Ripensare l'educazione ai media".

Nei miei ultimi post ho citato tante volte questo evento, che mi sembra centrale per un blog che si occupa di questi temi con taglio giornalistico.

Per dare più risalto alle esperienze educative rivolte ai grandi come ai giovani, segnalo che ho creato l'apposita categoria "Media Education", visibile nella barra di navigazione laterale destra.

Vi inserirò da domani tutti i post in cui da gennaio ad oggi mi sono occupato di questo genere di laboratori.

La convention in corso a Bellaria offrirà relazioni, seminari e laboratori per "proporre un nuovo paradigma per l'educazione ai media".

"Le ultime generazioni -spiega la presentazione- si stanno impossessando rapidamente dei nuovi mezzi, stanno elaborando nuovi codici, e occorre pertanto osservare attentamente, mettersi in ascolto, predisporsi a cogliere questa espressività frutto di percorsi autonomi e autodidatti, difficilmente intercettata dalla media education finora proposta".

Domani la manifestazione ospita la seconda edizione del Premio Alberto Manzi, che assegna riconoscimenti agli autori di opere italiane che si sono distinte nel campo della comunicazione educativa e didattica.

"Tra gli ospiti di Mediatando -scrive un lancio dell'agenzia 9 Colonne- figurano Geneviève Jacquinot-Delaunay, esperta europea di educazione ai mass media e professore emerito all'Università di Parigi, associazioni che hanno fatto la storia dell'educazione ai media in Italia- dal Med al Cias– alle nuove reti che stanno nascendo, come quella promossa dalle Province di Rimini e Roma".

"Saranno in particolare analizzate ricerche e progetti che arrivano da Olanda, Finlandia, Francia, Belgio e Germania ed esperienze di media education con ragazzi stranieri, con studenti border-line o con alunni disabili quali ‘portatrici di un nuovo paradigma fondamentale ad impostare il lavoro'".

"Quando alcuni codici espressivi e comunicativi mancano (ad esempio, per difficoltà dell'uso della lingua, dovuta a tante ragioni), altri codici infatti diventano fondamentali (ad esempio, l'immagine, la musica, il segno grafico)".

Vai al sito della convention nazionale sulla Media Education Guarda nel portale della Rai i risultati della ricerca condotta da Mediappro sull'uso dei Media degli adolescenti della screen generationVai al portale dell'associazione italiana per l'educazione ai media, MED