Marco Simoncelli: il “giornalismo del dolore” ne offende la memoria

I cronisti “gettano il cuore oltre il giornalismo” e non rendono merito al generoso campione scomparso

La morte di Simoncelli consacra un nuovo filone della tv del dolore: il giornalismo affranto.

Il continuo elogio funebre del SuperSic fatto dai cronisti sportivi ha esaltato l’eroe di una generazione avida di purezza in una società sempre più marcia.

Ben venga.

I reporter dovrebbero però raccontare i fatti e analizzarli, non pompare i sentimenti rubando il lavoro agli interpreti della “tv dei casi umani”.

Nel caso Simoncelli, i cronisti sportivi hanno gettato il cuore oltre il giornalismo sconfinando nella tv afflitta della Venier o della Cuccarini, che azzera la lettura critica della notizia.

La tv che “organizza i funerali”, come la definisce il critico Giorgio Simonelli, dilata la logica del discorso tombale, obbligata com’è a percorrere fino in fondo il tunnel della commemorazione apologetica.

Che lo facciano Domenica in e La vita in diretta è un conto.

Ma il giornalismo celebrativo dello staff di Italia 1 o di Rai Sport è un doppione di “tv desolata” che confonde le idee.

Pastanella, inviato Mediaset sui luoghi dell’alluvione ligure, rimproverava tacitamente: “Se un motociclista è definito eroe, come dovremmo chiamare le persone che hanno perduto tutto o quelle che scavano nel fango?”

Marco era davvero un ragazzo straordinario.

Ma era anche un pilota accusato di “non essere mentalmente preparato a correre a quei livelli perchè provocava troppi incidenti”.

Non era una denuncia da poco: i colleghi lo incolpavano di mettere a rischio le loro vite.

Il povero Simoncelli ha poi purtroppo perso la sua nel tragico impatto di Sepang.

Rimane un cruccio.

I giornalisti avrebbero forse tributato un riconoscimento più alto alla memoria del generoso campione scomparso se avessero valutato serenamente questa accusa che solleva il tema vitale della sicurezza in uno sport preso a modello dai coetanei di Simoncelli che rischiano di morire sulla strada.

Scritto da Style24.it Unit
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