Manicomio TV

Siamo all’entrata di quella che sembra una Casa di Cura, denominata sibillinamente “Istituto Tele-psichiatrico per Acefali e Lungodegenti Isterici Aggravati“. La telecamera indugia sull’insegna ancora per qualche secondo, per poi spostarsi su un sorridente Paolo Siciliano (vestito da perfetto medico, col camice bianco e lo stetoscopio) in attesa vicino allo sportello Accettazioni.

Benvenuti, benvenuti – esordisce il curatore di Teledicoio, raggiante – stavo proprio preparandomi ad effettuare il consueto giro di visite.

Paolo sfoglia per qualche secondo una cartella medica, per poi esclamare (con un sorriso a trentadue denti stampato sul volto): “Ok, perfetto, ora dovrebbero essere tutti nella Sala TV. Venite, vi spiegher• ogni cosa durante il giro. Sar… una esperienza MOLTO interessante, credetemi.

Detto ci•, Paolo si incammina per una lunga sala d’ingresso, facendo segno di seguirlo.

Percorsi vari silenziosi corridoi, tirati a lucido e brillanti quasi come specchi, il blogger (dopo essersi soffermato a dialogare con alcuni serissimi dottori ed alcune procaci infermiere) si ferma davanti ad una grande porta provvista di maniglioni antipanico e chiusa con un lucchetto. Una targa a caratteri neri su sfondo bianco annuncia: “Teledegenti Virulenti“. Paolo tira fuori una chiave dalla tasca del camicione bianco e fa scattare la serratura; dopodichŠ afferra entrambi i maniglioni, fa un lungo sospiro e si rivolge alla telecamera: “Ok, siete pronti, amici? Restate calmi e tutto andr… bene…

” ma un fugace sorriso tradisce quella che avrebbe dovuto essere una frase mortalmente seria.

Un rapido gesto, le porte si aprono…ed Š il Caos.

Una trentina di scalmanatissimi bambocci (et… media 5 anni) urlano, sbraitano, si pestano, saltano, si tuffano dagli scaffali degli armadi, corrono in tondo e fanno tutte quelle cose che di solito fanno i bimbi, tipo scaccolarsi e smoccolare ovunque. La cosa che balza subito all’occhio, per•, Š che i bambini indossano vestiti che ricalcano in ogni piccolo particolare quelli dei pi— famosi personaggi televisivi italiani. Gridando per farsi sentire al di sopra delle urla dei marmocchi deviati, Paolo esclama (facendo l’occhiolino): “Questi sono i miei piccoli tesori. Sono carini, vero? Venite, venite a vedere con chi ho a che fare quotidianamente…

Ma il curatore di Teledicoio non riesce a fare neanche un passo: con una smorfia, infatti, Paolo alza gli occhi al cielo e chiede scusa un secondo, abbassandosi per acchiappare qualcosa fuori dall’inquadratura. Quando torna su, il blogger trattiene per la collottola un mini-bamboccio vestito da Vittorio Sgarbi, che scalcia e si dibatte urlando “Vergogna! Capra! Culattone raccomandato!” e cercando di colpirlo. Paolo lo tiene sollevato per qualche secondo, girandolo prima a favore di telecamera e poi voltandolo verso di s‚ con espressione divertita. “Basta, ok?“, intima al fungoide occhialuto e ciuffomunito, lanciando improvvisamente il nanetto fuori dall’inquadratura.

Par confucio! Par confucio!” urla a squarciagola un bimbo con una rossa barba posticcia, sovrappeso e con le bretelle cremisi, subito affrontato a muso duro da un riccioletto con un maglioncino con logo (Anni zero-cinque) spalleggiato da un bimbetto segaligno dall’aria saccente e con un giornalino del Ratto Quotidiano (un Topolino rosso) tra le mani. Mentre le versioni in miniatura di Barbara D’Urso e Federica Panicucci si contendono un Big Jim col tatuaggio di Canale 5, tirandolo una per la testa e l’altra per i piedi, Paolo si inginocchia vicino a “Ferrara”, “Santoro” e “Travaglio”, spiegando loro che si dice par condicio, e non par confucio. “Waaaaah, waaaaaah, noooo noi vojamo confucio, sei cattivo, vojamo Zio Silvio, ecco!” Š la risposta dei tre gnomi, che si fiondano subito dopo sotto un tavolo sciorinando tutta una serie di tremende ritorsioni come il riso nelle mutande e la colla nelle scarpe.

All’improvviso da sotto una scatola sbuca fuori una bimbetta con una parrucca bionda ed una foto del DJ Francesco appuntata al petto, farneticando banalit… a iosa. Paolo Š per• lesto a tirare fuori da sotto il camice un GROSSO martello di gomma: tremenda mazzata in capa e la piccola Marcuzzi batte frignando in ritirata. Il blogger mostra alla telecamera il martellazzo, su cui c’Š scritto ‘Nomination‘. “Ci prova tutti i giorni, ormai Š routine” dichiara sorridente il gestore del blog.

Faccia corrucciata in una espressione omicida, un piccolo Bruno Vespa intanto rincorre a bordo di una Jeep Peg Perego una spavaldissima versione pigmea di Pippo Baudo che, rallentato nella corsa dagli svariati telegatti che si porta dietro, si lancia in terribili quanto irripetibili invettive (nonch‚ sputi) ogni volta che viene tamponato dal mini-Bruno. Ma la corsa del baby Baudo ha vita breve, in quanto un Bonolis in scala 1:3 (finora impegnato a colorare un libricino dal titolo “Il Senso dell’Infanzia“) gli fa lo sgambetto a tradimento, facendolo schiantare a terra in una pioggia di premi televisivi.

Una piccola Rita Dalla Chiesa, con un cane di pezza sottobraccio, cerca di metter pace minacciando di chiamare i giudici, ma si scatena una rissa di proporzioni epiche quando qualcuno colpisce per sbaglio una tipetta vestita come una piccola SuperSimo, indaffarata con un’Isola-giocattolo. Chiamando a raccolta i suoi amichetti, ovvero un bulletto con occhiali da sole indossante una T-shirt nera con scritto “Coroncina’s” e una brunetta in minigonna dal curioso accento sudamericano, la mini-Ventura si butta nella mischia, subito seguita da tutto un gruppo di marmocchietti pieni di lividi e con buffe bandane in testa (Bimbi della Libert…, Lega Asilo Nord, Mocciosi Democratici, Unione Bambocci di Centro ), rimasti fino ad ora in disparte a darsele tra di loro nei modi pi— incredibili.

Botte da orbi per qualche minuto, poi un piagnisteo unico fino a quando non arrivano alcuni infermieri con la merenda. Tutti iniziano ad abboffarsi, tranne una gnominide dal marcato accento teutonico che si avvicina a Paolo iniziando a far battute a cui ride solo lei. “Che vrompiballe che sei, Michelina, bastva!” urla una biondina dalla pronuncia blesa circondata da un gruppo di bebŠ (tutti con una magliettina azzurra con scritto “Amichetti“). Volano subito altre accuse, subito seguite da brioches e tazze di ovomaltina. La baraonda continua, mentre Paolo si rivolge alla telecamera sorridendo ed aprendo le braccia come a dire: “Guardate con chi mi tocca lavorare…

Scritto da Style24.it Unit
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