Chi è Manal al Sharif: vita e curiosità sull’attivista saudita

Manal al Sharif: un nome, una missione di vita, ovvero quella di battersi e lottare per i diritti delle donne.

Occhi fieri, carattere forte e deciso: questa è Manal al Sharif, l’attivista saudita che da sempre si batte e lotta per raggiungere l’uguaglianza civile per le donne. Tra le tante donne di successo di cui vale la pena parlare, lei è un chiaro esempio di come si possa ancora fare la differenza anche in Paesi difficili dove alla donna non è riconosciuto alcun diritto.

Ecco chi è.

Chi è Manal al Sharif: vita e impegno sociale

Classe 1979, Manal al Sharif nasce a La Mecca il 25 aprile; sulla sua vita non si sa molto. Si laurea alla King Abdulaziz University in informatica con una certificazione Cisco Career e fino al 2012 lavora come consulente per la sicurezza informatica per Saudi Aramco.

Ma a partire dal 2011 inizia a battersi per i diritti delle donne dell’Arabia Saudita, riscuotendo molto successo e ottenendo molto seguito, a livello mondiale, anche dalla stampa.

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La prima campagna a cui prende parte riguarda la possibilità per le donne di poter guidare senza problemi. In altre parole, di prendere la patente, cosa appunto non permessa alle donne saudite.

La campagna #Saudiwomendrive

Agisce nel concreto avviando la campagna Facebook “Insegnami a guidare per proteggermi” e pubblica un video di lei che guida su You Tube, il quale in breve tempo fa il giro del mondo. Per questo motivo, viene arrestata una prima volta dalla polizia religiosa ma rilasciata dopo poco.

In seguito, viene arrestata di nuovo e tenuta in isolamento per otto giorni.

Uscita dal carcere, viene obbligata a non poter guidare, a non poter parlare con la stampa e a non commettere altre “illegalità”. Ma non solo: perde il lavoro, viene minacciata più volte e viene costretta alla fine a lasciare il Paese, lasciando così un suo figlio con l’ex marito.

Ma questo non la fa perdere d’animo che invece porta avanti la sua missione e riesce nel suo intento: nel 2017 finalmente, la monarchia saudita concede il diritto alle donne di guidare.

La campagna Faraj

Altra campagna che avvia sempre nel 2011 riguarda la possibilità di liberare delle detenute saudite, filippine e indonesiane, rinchiuse perché devono una piccola somma di denaro ma non si possono permettere di saldare il debito.

Insomma, Manal al Sharif è un chiaro esempio di come si possa ancora fare la differenza; la stampa l’ha definita un potente mezzo mediatico, perché in tutte le sue battaglie si è distinta per coraggio e capacità di coinvolgere e attirare l’attenzione delle persone.

Scritto da Marta Vitulano
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