Mahmood: “Sono fidanzato ma non ho mai detto di essere gay”

Olga Luce

Olga Luce, nata a Napoli nel 1982, è diplomata al liceo classico. Scrive di cronaca, costume e spettacolo dal 2014. Il suo motto è: il gossip è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (quindi tanto vale farlo bene)! Ha collaborato con Donnaglamour, Notizie.it e DiLei. Oggi scrive per Donnemagazine.it

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Mahmood è al centro di un enorme interesse mediatico fin dal momento in cui, dopo aver vinto Sanremo Giovani con il suo brano Gioventù Bruciata (che tra l’altro dà il nome al primo album del rapper), è salito sul primo gradino del podio della competizione tra i big della musica italiana.

Naturalmente, dopo aver analizzato al microscopio la sua vita privata e la nazionalità dei suoi genitori, il gossip si è interessato della sua vita amorosa, di cui il vincitore di Sanremo non ha alcuna intenzione di parlare. Oltre che figlio di immigrato Mahmood è anche gay? La sua risposta è lo specchio della sensibilità delle nuove generazioni.

Mahmood è gay?

Ha aperto la prima serata del Festival di Sanremo esibendosi con il codice numero 01 e ha deciso di indossare per l’occasione una camicia con i colori del pride sotto un completo scuro.

Ha aspramente criticato Marco Carta, il quale ha scelto di fare coming out nella maniera più plateale possibile, “confidandosi” con milioni di telespettatori in una trasmissione di Barbara D’Urso e si è sempre rifiutato di dare qualsiasi indicazione in merito alla propria vita sentimentale: questo è tutto quello che sappiamo in merito all’orientamento sessuale di Alessandro Mahmoud.

Naturalmente, a causa degli indizi che il cantante ha più o meno volontariamente disseminato sui media, moltissimi si sono convinti del fatto che il rapper sia gay, tanto che il tam tam mediatico sui social è stato fittissimo fin dalle prime ore dopo la sua vittoria.

La risposta di Mahmood

In merito alla “notizia” che ormai molti danno per certa, Alessandro ha reagito con una stretta di spalle, spiegando chiaramente i motivi per cui non farà mai chiarezza sul proprio orientamento sessuale dalle colonne de Il Corriere della Sera.

Io non ho mai detto di essere gay. La mia è una generazione che non rileva differenze se hai la pelle di un certo colore o se ami qualcuno di un sesso o di un altro. Io sono fidanzato, ma troverei poco educata la domanda “hai un fidanzato o una fidanzata”. Specificare significa già creare una distinzione.

Non ancora soddisfatto, il rapper ha voluto continuare il discorso anche durante un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

Non mi pongo il problema. L’idea stessa del comingo out è un passo indietro, perché presuppone il bisogno di distinguere tra etero e omosessuali. E’ come per l’integrazione: queste cose, per la mia generazione, esistono già. Se vado a letto con un uomo o con una donna non frega niente a nessuno.

Una vera rivoluzione generazionale

E’ chiaro quindi che Mahmood sia portatore non soltanto di una nuova idea di integrazione, ma anche di una nuova idea di libertà che, stando a quanto ha spiegato lui stesso, non deve essere creata perché nelle nuove generazioni esiste già: si tratta soltanto di diffonderla e di portarla alla luce con estrema naturalezza.

E’ proprio il non voler essere classificato nell’uno o nell’altro gruppo a muovere quindi le scelte di Alessandro Mahmoud, il quale continuerà a chiedere alla stampa di interessarsi alla sua musica (tra l’altro a Maggio parteciperà all’Eurovision Song Contest, e allora la stampa specializzata avrà davvero qualcosa di cui parlare) e non a chi dorme nel suo stesso letto.