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5 Giugno 2026

Madame a Le Iene, monologo: “Autostima è comprendersi, accettarsi”

Madame a Le Iene: il monologo sull'autostima commuove i telespettatori.

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Conduttrice dell’ultima puntata de Le Iene, Madame ha portato in scena un bellissimo monologo sull’autostima. La cantante ha lanciato un messaggio molto importante, che è stato apprezzato sia dai fan che dai ‘semplici’ telespettatori. 

Madame a Le Iene: il monologo

Madame è stata conduttrice de Le Iene e ha presentato un monologo sull’autostima. La cantante ha affiancato Nicola Savino e quando ha avuto il centro dello studio tutto per sé, ha portato in scena un discorso profondo, scritto completamente da lei. Ha esordito: 

“Questa sera voglio parlarvi di una cosa che, fino a qualche mese fa, non avevo. L’autostima. Autostima è amare se stessi. Comprendersi, accettarsi. Perdonarsi. Dobbiamo imparare ad amare tutto di noi. Anche le parti peggiori. Quelle che ci fanno soffrire e vorremmo cambiare. Ma se proviamo a cambiarle odiando ciò che siamo, facciamo un casino. ‘Sbreghiamo tutto’. L’assenza di autostima è una brutta bestia. Se non ce l’hai, senti di non valere nulla”. 

Madame a Le Iene, monologo: parole importanti

Madame ha proseguito il monologo a Le Iene parlando della sua autostima, di come è riuscita a raggiungerla, senza nascondere l’ansia provata in questo periodo. Ha dichiarato:

“La verità è che sono stata di mer*a per anni. Pure a Sanremo, e con il disco d’esordio in uscita. Stavo male. Sempre. Prendevo ansiolitici come fossero acqua. Lo stomaco chiuso. Non mangiavo. Non dormivo. Era un circolo vizioso. Dicevo: ‘Ma ca**o! Perché devo stare sempre così?’ A un certo punto è andata pure peggio. All’improvviso nella mia vita tutto era vuoto. Senza un senso. Mia madre. La mia casa. Il mio cane. La musica”. 

Madame ha parlato del suo buio e di quella famosa luce in fondo al tunnel che è riuscita a vedere. 

Madame a Le Iene, monologo: l’autostima

La giovane artista ha concluso: 

“Poi mi sono detta: basta. Non puoi andare avanti così. Ho iniziato a lavorare ogni giorno per trovare un senso. Ho guardato in faccia l’ansia che mi aveva sempre accompagnata. (…) Mi sono detta: ‘Prima o poi soffrirai, ma non devi avere paura. Perché se soffrirai, ti curerai. E se non lo farai, morirai. E sai cosa c’è? Che tutti, prima o poi, muoiono’. Non possiamo rovinarci la vita perché abbiamo paura di soffrire. O di morire. È una grandissima ca*ata. Per me capirlo è stata una liberazione. Ho imparato a non essere schiava della fretta, a godermi i silenzi, il buio. Ho imparato a respirare. Ad accettare le cose che accadono senza che io possa controllarle. Ad accettare me. Se mi aveste conosciuto un anno fa, avreste detto: min***a, questa è grave. Adesso mi sono messa a posto. Ho trovato un senso nell’amore. E ho stima di me perché so comprendermi, accettarmi e amarmi. Insomma, sto bene. E anche se non ho trovato la cura per lo star male, ho curato la paura di star male”.

Autore

Fabrizia Volponi

Fabrizia Volponi nata ad Ascoli Piceno nel 1985. Laureata in <em>"Scienze Storiche"</em> e in <em>"Scienze Religiose"</em>, sono da sempre appassionata di lettura e di scrittura. Divoro libri e li recensisco sul mio Blog Libri: medicina per il cuore e per la mente. Lasciatemi in una libreria, possibilmente piccolina e vintage, e sono la donna più contenta del mondo.