LR Wonder Company, il CEO Lorenzo Riva si racconta: “Esaudisco i sogni delle donne”

Paola Barletta

Content Manager e SEO Specialist, classe 1991, nata a Napoli, è laureata in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda all'Università degli studi di Milano.

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Lorenzo Riva, milanese di origini, è a capo della LR Wonder Company un’azienda di cosmetici di lusso amata da tutte le donne d’Italia e non.

Durante l’intervista ci ha raccontato come è nata la sua passione per i cosmetici e il perché ha deciso di aprire un’azienda con una crescita a doppia cifra.

Chi è Lorenzo Riva?

Lorenzo Riva è un ragazzo che qualche anno fa ha messo in piedi una bella azienda di cosmetici così, inaspettatamente, che nel tempo è cresciuta e ha fatto sognare un bel po’ di donne.

Come ti sei avvicinato al mondo dei cosmetici?

Io sognavo idealmente la moda, anche se non ne conoscevo assolutamente nulla. Poi ho incontrato una persona che aveva un piccolissimo laboratorio di cosmetici fuori Milano e l’ho iniziato a frequentare per amicizia. Alla fine ho capito che forse la cosmetica vista e fatta in un certo modo era più moda della moda, nel senso che, a livello di creatività, mi tirava fuori molte più cose e soprattutto ogni prodotto aveva una storia da raccontare.

Ad esempio oggi alcuni prodotti sono ispirati alle star del cinema, ai prodotti americani, ma anche in generale ai bestseller che ci sono nel mondo: dal veleno d’ape alla placenta e al caviale.

La cosa bella è che di ogni prodotto si può raccontare una bella storia. Inoltre, a differenza della moda, dove ogni anno si devono buttare le collezioni dell’anno precedente, con i cosmetici il prodotto semmai ogni anno acquisisce sempre più valore in quanto le formule si possono modificare e migliorare e il prodotto non viene buttato via.

Nel tempo diventa anche un’icona: come ad esempio la crema abbronzante alla birra.

Come e dove è nata LR Wonder Company?

LR Wonder Company è nata a Milano nel 2012 da questo incontro che mi ha indirizzato verso questo settore.

Qual è il tuo modello di business?

Il mio modello di business, che è la cosa fondamentale per arrivare a certi numeri, è una cosa abbastanza unica perché si tratta di dare l’anima ad un prodotto.

“L’oggetto indossato da” ha fatto sempre molto scalpore: ad esempio un jeans, un leggings che vale pochi dollari se indossato da qualcuno di famoso ne può arrivare a valere molti di più. A volte, quando racconti una storia, dai valore aggiunto ad una cosa: questa diventa molto più interessante rispetto a quello che tu vedi, a quello che è, ad esempio un semplice jeans. Per vendere ci sono milioni di aziende che hanno prodotti su prodotti di vari tipo e qualità: c’è una concorrenza incredibile, quindi si fa fatica a dire “Ho una cosa buona anche io, prova la mia piuttosto che quella di un altro” e così si entra in battaglie complicate.

Cosa c’è dietro la tua azienda?

Nel mio caso ho un’azienda che non ha nessun competitor perché noi raccontiamo una storia totalmente differente rispetto agli altri. Abbiamo una ricerca che non è solo a livello formulativo, ma anche a livello di storia e di capire quali siano le tendenze nel mondo: cosa va in America, in Australia, in Cina ecc. e capire se questa cosa può funzionare anche in Europa e in Italia.

E poi soprattutto il concept dell’Hollywood made in Italy, che magari poi non è proprio Hollywood: per me Hollywood è dovunque ci sia una star, un bestseller. Made in Italy perché, ci tengo a dirlo, la produzione avviene tutta in Italia compreso il packaging.

Quali sono i prodotti best seller?

Sicuramente i prodotti al veleno d’ape e l’abbronzante alla birra. Poi bava di lumaca e caviale ma in realtà non c’è un prodotto che venda di meno.

Se dovessi scegliere tra le varie creme che ho prodotto sicuramente il veleno d’ape per l’inverno e in estate l’abbronzante alla birra.

L’abbronzante alla birra è un mito degli anni 70/80 che io ho trasformato in un prodotto. Nessuna azienda ci ha pensato mai in 40 anni e con tutta la ricerca che c’è nessuno ha pensato ad una cosa che era alquanto banale. C’era infatti una formulazione, fatta da un dermatologo degli anni ’80, che ho acquisito io: nessuno aveva interesse alla sua formula che era una delle migliori sul mercato.

Il veleno d’ape, invece, è un prodotto molto prezioso, è un po’ il botox naturale ed ha una efficacia elevata. In Europa siamo in due o tre a produrla.

L’ultima creazione è la crema al veleno di vipera. Com’è nata questa linea?

È un prodotto abbastanza storico e molto importante per la notte perché ha una efficacia diversa da quella del veleno d’ape. Abbiamo aggiunto la combinazione con la camomilla che è molto efficace e abbiamo creato questo trattamento da fare prima di andare a dormire: una maschera al veleno di vipera e al profumo di camomilla e miele.

C’è quindi un rilassamento e una profonda pulizia della pelle grazie a questo prodotto che la pulisce anche dallo smog.

Quali sono i benefici delle tue creme?

All’estero ci chiamano ‘la scatola dei bestseller’ perché abbiamo prodotti per tutti i desideri delle donne: anti-age, purificanti come la black mask, creme rigeneranti con la placenta e creme energizzanti. Io faccio una ricerca per trovare le migliori formulazioni di questi prodotti e riusciamo velocemente ad applicarle e replicarle.

Le creme sono Cruelty free mentre vegane solo alcune. I conservanti sono il più naturali possibili, ma non se ne può fare a meno altrimenti le creme scadrebbero subito e in questo caso andrebbero, se applicate sulla pelle, anche a danneggiarla in alcuni casi.

Qual è il tuo mantra?

Io vivo per questa azienda e probabilmente il mio mantra è al suo interno. La vivo come se fosse una mia figlia, è una mia creazione.

Mi piacerebbe nel tempo, se la azienda dovesse prendere piede in maniera più forte, aiutare anche le donne in difficoltà. Ho visto in vita mia che tutte le donne alle quali ho chiesto un consiglio o ho affidato un compito lo hanno sempre fatto meglio rispetto agli uomini. Quindi mi sono sempre detto: sarebbe quasi meglio affidarsi totalmente alle donne.

La tua azienda, sin dall’anno della fondazione, ha visto una crescita a doppia cifra. Quali sono gli obiettivi per il 2020?

Bisognerebbe, scaramanticamente, non dire niente e sperare ancora in una crescita a doppia cifra.