La Talpa e la questione Mario Adinolfi (dopo Luxuria all’Isola dei Famosi)

Chissà, magari passano gli anni e uno si ricrede. Oppure passano gli anni e uno si ammorbidisce. Oppure passano gli anni e ci si accorge veramente che tutto il mondo è paese. Oppure passano gli anni e non si ha poi così voglia di pensare solo alla morale, ma piuttosto si convive con il quotidiano e con ciò che ha da offrirti.

Lo so, anni fa, forse mesi, la questione Mario Adinolfi a La Talpa mi avrebbe fatto rivoltare le budella sotto forma di improperi qui sul blog. Oggi invece, sarà per lo stordimento post vacanze o per i ritmi alterati dalle ormai passate scofanate di pesce, mi sento di dire un bel chissenefrega; tanto ormai una cosa l'abbiamo capita tutti: quando in ballo c'è la voglia di apparire si tenta in tutti i modi di raggiungere l'obiettivo senza pensare troppo alle modalità con cui si presenta il successivo risultato.

Cioè, mi spiego: un Mario Adinolfi in tv in qualità di eletto per il partito democratico o un Adinolfi in tv in qualità di concorrente a La Talpa, o un Adinolfi da Andrea Pezzi, nell'immaginario collettivo, alla fine, fa molta differenza? Cioè, provo a rispiegare: un Mastella ministro della Giustizia o un Mastella presentatore televisivo, o un Mastella sull'Isola dei Famosi, o una Mastella ospite del Bagaglino, alla fine, non rimane un semplice Clemente Mastella con un titolo diverso da affiancare al nome? E il risultato prodotto, cosa ancor più importante, non è lo stesso in tutti questi casi: un bel gruzzoletto e tanta santa visibilità. E lungi da me voler affiancare un perspicace Adinolfi ad un Mastella.

E così, lo ammetto, che Mario Adinolfi nei prossimi anni venga ricordato come il blogger/politico che credeva nella democrazia dal basso oppure come il cicciottello de La Talpa che si mangiava i vermi non fa alcuna differenza. Per Pierino sarà solo uno di quelli che sono in tv. Un arrivato. Punto. E in qualità di arrivato potrebbe anche riuscire a ricrearsi, ancora una volta, una nuova immagine. L'importante è farlo finchè si è sotto i riflettori.

Non ho dubbi, la sua scelta sarà difficoltosa: credo veramente che stia passando giorni di fuoco in bilico tra credibilità e possibilità di dare una svolta alla sua vita. Ma lui ha già scelto, inconsciamente è già un uomo da reality. Tutto ciò che posso dirgli è che dovrà essere bravo a superare il conflitto interiore nel momento in cui il reality sarà finito e si troverà a combattere con la sua nuova vita: sarà un "prodotto" del peggior reality televisivo ma al tempo stesso ragazzo intelligente e preparato che tenterà di far fruttare la sua smania di intellettualismo. Un binomio micidiale. In bocca al lupo

Tanto per essere chiari, ecco cosa ha scritto Mario sul suo blog e su Europa.

CHE DITE, VADO AL REALITY?
di Mario Adinolfi per Europa

Cari lettori, ferie concluse? Andato tutto bene? Divertiti? Sì, grazie, divertito anche io. Adesso che siete freschi e riposati, aiutatemi a prendere una decisione. È una decisione importante, ne va del rapporto con voi che mi leggete tutti i giorni, di quel poco di stima che magari mi regalate.
Insomma, facciamola breve: mi hanno proposto di partecipare a un reality show che partirà in autunno su Mediaset.

Vado o non vado? Ditemelo, alla maniera che conoscete: email, commenti sul blog, lettere a Europa. Gli autori di questo reality hanno puntato gli occhi su di me, ragazzone oversize con il gusto per la polemica e per il gioco, capace forse di qualche pensierino fuori schema. Premessa d’obbligo: li ringrazio per la loro attenzione e per la professionalità con cui mi hanno condotto all’interno di un mondo che non conoscevo, lasciandomi una sensazione di riposante leggerezza. Io alla proposta ho reagito istintivamente chiudendomi a riccio, dicendo un bel no rotondo alla fine della prima fase della trattativa, finendo invece ammorbidito da un loro corteggiamento serrato.

Questione di soldi? Sì, l’offerta economica è buona: niente di trascendentale, non cambia la vita, ma è buona. Ora ci sarebbe da andare a firmare il contratto, tornano tutti dalle vacanze e mica si può star lì a cincischiare, a ottobre bisogna andare in Sud Africa e a Mediaset vogliono chiudere tutte le carte e partire con la fase di pre-produzione. E prima di andare negli uffici della casa madre del “nemico” vorrei sapere che ne pensate voi, perché io un’idea me la sono fatta, ma ho questo gusto maledetto per il confronto con tutti e allora torno alla domanda: voi, cari (e)lettori democratici, andreste mai a un reality show prodotto da Mediaset? Io sono orientato verso il sì perché mi sono rotto le scatole di pensare che il nostro dialogo con i cittadini si limiti al dibattito attorno all’arguzia dei calembour di Michele Serra, a quanto sarà fico il nuovo programma di Serena Dandini, a quando Nanni Moretti finirà di scrivere il prossimo film. Io sono orientato verso il sì perché mi spunta il gusto di fare qualcosa che la stragrande maggioranza del popolo di centrosinistra considererà un tradimento, mentre secondo me “traditore” è spesso l’epiteto con cui i pavidi etichettano il semplice desiderio di esplorazione di un territorio nuovo. Io sarei orientato per il sì perché le sfide mi tentano sempre, quelle controverse e che espongono al rischio oggettivo di irritare i benpensanti, ancora di più.

Io sarei orientato per il sì perché mi pagano bene ma, vi giuro, non è il principale dei motivi.
Vorrei conoscere l’opinione dei lettori e non siate banali, che io provo a non esserlo mai e in questo tempo in cui dobbiamo inventarci un modo nuovo per esistere da Democratici nella società, la puzza sotto al naso proprio non possiamo permettercela. Ma forse sbaglio e se mi spiegate bene il perché vi assicuro che mi metterò lì a pensare alle vostre parole. Voi, intanto, riflettete un po’ anche sulle mie, magari non avete molto di meglio da fare.

Scritto da Style24.it Unit
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