La spinosa questione di James Bond nel dopo Obama

di Ferruccio Gattuso

Nell'assordante belato pro-Obama del giorno dopo, si annoverano alcuni esponenti illustri. Ad esempio, Daniel Craig, ultimo protagonista della saga bondistica in Casinò Royale Quantum Of Solace: il nuovo agente 007 si è congratulato per la vittoria elettorale di Barack Obama e ha detto che, a questo punto, James Bond potrà un giorno diventare nero.

Mesi fa, sempre Craig aveva messo in chiaro che lui, comunque, un Bond gay non l'avrebbe mai fatto. Ora, appare chiaro a tutti come uno degli sport più idioti dell'universo Bond sia proprio quello di appiccicare alla spia più famosa della storia un'etichetta “politicamente corretta” a seconda del momento.

I cretini assortiti pretendono, a turno, un Bond donna, un Bond gay, ora un Bond nero. Domani, chissà, un Bond trans.

L'auspicio, ovviamente, è quello di lasciare il caro vecchio James in pace, e soprattutto lasciarlo quello che è: maschio, eterosessuale, e anche un po' maschilista. Sempre stato così, questa è la sua storia, punto e basta. 

Sean Connery, il primo 007, interpretò alla meglio queste caratteristiche e, guarda caso, risulta ancora oggi, per il pubblico femminile, il miglior Bond di sempre, quello con più sex appeal e fascino.

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Scritto da Style24.it Unit
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