La lezione di Sanremo 2009: anche dalle brutte canzoni può nascere qualcosa di buono

Tra le note (è proprio il caso di dirlo) positive del festival mi sembra che un ruolo non marginale debba essere riservato alle canzoni: in fondo, per chi l'avesse scordato, questa dovrebbe essere una kermesse canora e non un varietà televisivo.

Non voglio fare una valutazione artistica – non sono in grado e mi interessa poco – ma il fatto che molti cantanti abbiano deciso di affrontare temi diversi da quello stra-abusato dell'amore romantico, con i soliti amori che nascono, che muoiono, che fioriscono, che invecchiano, che cambiano, che piangono, che ridono, che si lasciano e si riprendono, mi sembra una novità da salutare con soddisfazione.

Nel palco del festival di quest'anno c'è chi ha cantato  il tema dell'accoglienza (Pupo, Belli e Youssou N'Dour), chi le difficoltà del rapporto tra genitori e figli (Fausto Leali), chi l'omosessualità (Povia), chi la triste condizione del nostro paese (Afterhours, Gemelli Diversi, Marco Masini) e c'è pure chi si è concesso qualche allegra divagazione musicale senza pensieri (Tricarico, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista).

Poi, bisogna dirlo, certi brani sono senza dubbio mediocri: la canzone di Pupo e company è didascalica come una lezioncina sull'integrazione fatta alle elementari, quella di Leali è talmente banale da risultare imbarazzante e l'esplicita omofobia del pezzo di Povia è addirittura repellente. Mentre chi ha cantato contro l'Italia, tra alti e bassi, mi sembra abbia colto nel segno: per fortuna anche musicalmente c'è qualcosa di buono.

Ma insisto, al di là del valore artistico delle canzoni, è positivo che molti artisti abbiano sentito il bisogno di proporre al pubblico storie e tematiche un poco più complesse delle solite favolette sull'amore che hanno sempre costituito il mainstream di Sanremo.

Prendiamo il brano peggiore di questa edizione, quello di Povia, che racconta la storiella ridicola di un ragazzo che è diventato gay per colpa di una madre possessiva e di un padre assente (si spiegasse davvero così l'omosessualità sarebbero gay il 90 per cento dei maschi italiani) e che infine si redime e guarisce grazie all'amore di una donna. Musica modesta, parole deprimenti: eppure la crociata di Povia contro l'omosessualità ha indotto il pubblico nazional-popolare del festival a riflettere sulla condizione dei gay, ha scatenato infiniti confronti e discussioni e, soprattutto, ha dato modo a Roberto Benigni di mettere in scena una bellissima difesa dell'amore libero e senza pregiudizi, con il meraviglioso suggello della lettera di Oscar Wilde. Se vi pare poco…

Scritto da Style24.it Unit
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Sanremo 2009, seconda serata: il pagellone dei cantanti e le riflessioni su una serata a rischio

Sanremo 2009 vince anche su Web

Leggi anche
  • Cornelia Jakobs chi èChi è Cornelia Jakobs: la cantante svedese dell’Eurovision 2022

    Tutto quello che sappiamo su Cornelia Jakobs, la cantante svedese che parteciperà all’Eurovision Song Contest 2022 con il suo brano Hold Me Closer.

  • mara carfagna chi èChi è Mara Carfagna: vita privata e curiosità sulla ministra

    Laureata in Giurisprudenza, sesto posto a Miss Italia, alle spalle una legge contro lo stalking: la carriera della Ministra per il Sud Mara Carfagna.

  • Recensione nuovo film "Animali Fantastici - I segreti di Silente"Recensione del nuovo film “Animali Fantastici – I segreti di Silente”

    “Animali Fantastici – I segreti di Silente”, nuovo film intenso e sempre sul filo del rasoio, concentra l’attenzione sui tragici intrecci di Albus Silente.

  • freaks outFreaks Out: trama e cast del film

    Freaks Out è un film del 2021 dai grandiosi effetti speciali e con un grande cast, la cui trama ha tocchi di fantasy e dramma.

Contents.media