Il 13 maggio 2026 Kate Middleton è arrivata in Italia per una visita focalizzata sull’educazione della prima infanzia. La principessa del Galles si è spostata con un volo speciale a Parma e ha poi raggiunto Reggio Emilia, dove è stata accolta dalle autorità locali e ha ricevuto una copia del celebre vessillo noto come Il Primo Tricolore nella Sala del Tricolore. Questa trasferta rappresenta il primo viaggio all’estero dopo il lungo periodo di cura che la principessa ha affrontato, e avviene in qualità di madrina del Royal Foundation Centre for Early Childhood, progetto che guida il suo lavoro sui primissimi anni di vita.
La scelta di Reggio Emilia non è casuale: la città è riconosciuta a livello internazionale per il suo approccio pedagogico. La visita, pur avendo momenti pubblici molto controllati, privilegia il contatto diretto con scuole, insegnanti e ricercatori del Centro Internazionale Loris Malaguzzi. Non essendo una missione ufficiale del governo britannico, il viaggio è stato organizzato prevalentemente in forma istituzionale e professionale, con l’intento di confrontare esperienze e possibili sviluppi per la campagna della principessa, denominata Shaping Us.
Perché Reggio Emilia: un modello nato dal territorio
Il Reggio Emilia Approach nasce nel dopoguerra come risposta collettiva ai bisogni educativi delle comunità locali. Le prime scuole, promosse da un gruppo di madri dell’Unione Donne Italiane, riflettono una storia di ricostruzione e creatività: dalla vendita di beni lasciati dai soldati in fuga prese forma un progetto educativo che ha segnato una rottura con pratiche tradizionali. Il pedagogista Loris Malaguzzi ha contribuito a definire una visione in cui il bambino è visto come protagonista dotato di cento linguaggi, una metafora che sottolinea la molteplicità dei modi in cui i piccoli esprimono pensiero e affettività. Nel tempo questo patrimonio è diventato un sistema riconosciuto a livello internazionale.
I pilastri dell’approccio
Oggi il modello si fonda su elementi distintivi: le istituzioni scolastiche e i nidi che praticano quotidianamente la metodologia; la società Reggio Children, che diffonde formazione, mostre e consulenza in oltre 145 Paesi; e la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, nata con l’obiettivo di promuovere ricerca e scambio internazionale. L’approccio valorizza la partecipazione delle famiglie, l’ambiente come terzo educatore e l’uso dell’atelier e dell’arte come strumenti per dare voce alla creatività infantile.
Il filo che unisce il lavoro di Kate e il modello reggiano
Da quando è entrata in campo pubblico, Kate Middleton ha concentrato gran parte della sua attenzione sulle prime fasi dello sviluppo. Con iniziative come The 5 Big Questions del 2026 e l’appoggio a risorse come Tiny Happy People della BBC, la principessa ha messo al centro l’idea che i primi anni plasmano il benessere futuro. Nel 2026 ha poi istituito il Royal Foundation Centre for Early Childhood, concepito per sostenere competenze sociali ed emotive fin dai primi anni; nel 2026 ha lanciato la campagna Shaping Us per diffondere consapevolezza pubblica su questi temi. Molti aspetti del suo lavoro trovano quindi una naturale affinità con il Reggio Emilia Approach, soprattutto nella convinzione che i bambini siano attori attivi nel loro percorso di crescita.
Collaborazioni e sviluppo del progetto
Negli ultimi anni il centro della principessa ha avviato partnership e progetti pilota, tra cui iniziative con organizzazioni volte a coinvolgere famiglie e comunità. La visita a Reggio Emilia è pensata anche come un’opportunità per esplorare forme di collaborazione su formazione degli insegnanti, uso dell’arte in aula e scambio internazionale. Per Kate, l’incontro con l’esperienza reggiana rappresenta un momento di verifica concreta delle pratiche che sostiene da tempo e un possibile trampolino per integrare metodologie nel proprio programma.
La giornata ufficiale: riconoscimenti, visite e valore simbolico
Il programma della giornata ha previsto l’arrivo all’aeroporto di Parma, una cerimonia nella Sala del Tricolore e visite al Centro Internazionale Loris Malaguzzi e ad alcune scuole dell’infanzia comunali. Il sindaco Marco Massari ha sottolineato come la presenza della principessa valorizzi un percorso educativo che la città ha costruito nel tempo, definendola una testimonianza che unisce pratica e simbolo. A Reggio Emilia si celebrano inoltre ricorrenze importanti per il sistema educativo locale, fattore che rende la tappa particolarmente significativa per un confronto internazionale.
La principessa ha viaggiato senza il consorte, e la visita è stata organizzata con ampie misure di sicurezza e momenti riservati di lavoro. Più che un tour di rappresentanza, questa trasferta ha l’obiettivo dichiarato di approfondire strumenti e idee utili a migliorare la qualità educativa dei primissimi anni: un tema che Kate ha definito come «il lavoro della sua vita» e che, alla luce dell’incontro con Reggio Emilia, potrebbe arricchirsi di nuovi orizzonti e collaborazioni internazionali.



