K-beauty vs J-beauty: Differenze e Guida alla Scelta dei Prodotti Ideali

Sofia Rossi

Otto anni in laboratorio tra provette e microscopi in centri di ricerca farmaceutica d'eccellenza. Poi ha capito che la vera sfida era un'altra: far arrivare la scienza a chi ne ha bisogno. Durante la pandemia ha tradotto paper scientifici in articoli che tua nonna poteva capire - senza perdere un grammo di accuratezza. Quando leggi un suo pezzo sulla salute, sai che dietro c'è chi ha davvero indossato il camice.

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Negli ultimi anni, la cosmetica asiatica ha guadagnato una notorietà straordinaria, con la Corea del Sud che ha dato vita a tendenze iconiche come la pelle a specchio e le maschere in tessuto.

Parallelamente, il Giappone propone la sua visione unica della bellezza, nota come J-beauty. Sebbene entrambe le filosofie puntino a una pelle sana e luminosa, i loro approcci sono distintivi e meritano un approfondimento.

K-beauty: un approccio multilayer

Il K-beauty si fonda su tre principi cardine: l’idratazione, la protezione della barriera cutanea e il raggiungimento di risultati a lungo termine. Secondo Kristyn Smith, fondatrice di Practise NYC, la bellezza coreana non cerca risultati immediati, ma si concentra su un approccio graduale che utilizza prodotti delicati e una stratificazione di idratanti.

L’obiettivo è supportare il turnover cellulare quotidiano senza compromettere la salute della pelle.

Il rituale della bellezza coreana

Le routine K-beauty possono sembrare complesse, ma sono progettate per adattarsi a diversi tipi di pelle. Danielle Gamble, un’estetista di New York, evidenzia che il K-beauty non si limita a soluzioni rapide, ma incoraggia una serie di passaggi che includono detersione, tonificazione e idratazione profonda. L’uso di ingredienti attivi a bassa concentrazione e sostanze lenitive è fondamentale.

J-beauty: l’arte della conservazione

Al contrario, il J-beauty si concentra sulla conservazione della pelle, puntando a mantenerne la salute nel tempo. Si distingue per la sua semplicità; le routine giapponesi tendono a essere meno elaborate e si avvalgono di formulazioni leggere e delicate. Gamble sottolinea che l’approccio giapponese è orientato a preservare la pelle, piuttosto che stimolare cambiamenti rapidi.

Strategie di cura della pelle giapponesi

Nel J-beauty, i rituali quotidiani sono meno numerosi, ma non meno efficaci.

La priorità è fornire al derma i nutrienti necessari senza sovraccaricarlo. Questo approccio si rivela particolarmente vantaggioso per chi ha una pelle sensibile o reattiva. Le tecniche di esfoliazione, ad esempio, vengono utilizzate con cautela, a differenza delle routine K-beauty che possono includere esfolianti più attivi.

Quale approccio scegliere?

Molti appassionati di bellezza si trovano di fronte alla scelta tra K-beauty e J-beauty. Tuttavia, è importante considerare che non è necessario schierarsi rigidamente con una sola filosofia.

Secondo Smith, il segreto sta nell’essere aperti e nel prendere ispirazione da entrambi i mondi. Saper combinare tecniche e prodotti di entrambe le tradizioni può portare a risultati ottimali.

La personalizzazione della propria routine di bellezza è ciò che fa la vera differenza. Che si preferisca l’approccio stratificato del K-beauty o la semplicità del J-beauty, la chiave è comprendere le esigenze specifiche della pelle. Conoscere e applicare i principi di entrambe le filosofie permette di costruire una routine di cura della pelle che risponda efficacemente alle necessità individuali.