In ricordo del ricordo di Michael Jackson

Sono in vacanza, faccio girare qualche post vecchio. Ci rileggiamo presto.

Non me ne voglia Kay Rush, amica e persona che stimo, ma qui è d'obbligo parlare degli speciali di ieri sera dedicati al funerale di Michael Jackson in diretta dallo Staples Center di Los Angeles.

Parto dallo speciale Studio Aperto, poi mi sposto sullo speciale SkyTg24. Anzi, prima parto dalla cerimonia slegata da qualsiasi riferimento alla nostra italietta e poi mi sposto su Italia Uno.

Qui Staples Center. Il trionfo dell'americanata, il trionfo del kitsch, con quella bara tutta d'oro parcheggiata sotto al palco. Una bara vuota, immagino, visto che nel corso del memorial non ho visto spostamenti della struttura: Jacko si è sicuramente rivoltato nella tomba.

L'America è riuscita a trasformare un emarginato in un simbolo dei diritti umani, è riuscita a riabilitare un artista che per anni, dopo le accuse di pedofilia, aveva messo dietro una lavagna con la faccia al muro. Grandi parole, grandi proclami, grandi sermoni, grandi complimenti ad un eterno Peter Pan che gli amerigani – fans a parte – avevano gettato con la Maschera di ferro sull'Isola che non c'è. E i familiari? Sì, quelli che hanno contribuito alla sua disfatta senza tendere la mano? Bè, tutti lì a lacrimare.

Sì, adesso. Non nel momento in cui sarebbe stato più opportuno.

Passiamo a Studio Aperto. Già l'inizio non è dei migliori. Giorgio Mulè che compare alla sinistra del teleschermo accompagnato da un cartonato di Michael Jackson sulla destra è da brividi. Mi aspettavo potesse raggiungere Jacko con un passo lunatico da un momento all'altro. A discolpa del Re di Studio Aperto c'è il fatto che gli organizzatori non hanno fornito una scaletta del memorial: ragione per cui si andava assolutamente a braccio, senza sapere chi fossero i personaggi sul palco (tranne i più noti). Da non sottovalutare invece la scaletta messa in campo da Studio Aperto: tre ore di pubblicità intervallate, ogni tanto, dalla diretta dallo Staples Center. E non dimentichiamoci, mi raccomando, degli inviati: un collegamento ballerino da Los Angeles, uno da una piazza Duomo di Milano completamente vuota nonostante il maxischermo allestito da Italia Uno. E poi c'è stata la bucata clamorosa:gli spettatori di Italia Uno si sono persi l'esibizione di Mariah Carey. Perchè? Bè, ovvio, c'era la pubblicità. Mariah Carey è comparsa sugli schermi, registrata, alla fine dello speciale."Ve la riproponiamo, non l'avete vista perchè eravamo in pubblicità", ha detto Mulè.

Passiamo a Skytg24? Certo. Qui di memorial non c'era proprio nulla. Anna Pettinelli anonima. E vabbè, ci siamo abituati. Il problema è che l'altro invitato era Paolo Zaccagnini, che Michael Jackson non lo ha mai sopportato. Sia ben chiaro, non mi piacciono le dirette dei funerali in stile terremoto dell'Abruzzo, Dio ce ne scampi, ma tre ore di "tiro a Michael Jackson" con allegri ghigni non è proprio ciò che si apsettavano i fans. 

Brava Italia. Jacko si è rivoltato nella tomba guardando il memorial allo Staples, ma si è capottato rovinosamente non appena ha sintonizzato il televisore sulla tv italiana.

Scritto da Style24.it Unit
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