Imbarazzarsi spesso è tipico di persone buone e altruiste

Olga Luce

Olga Luce, nata a Napoli nel 1982, è diplomata al liceo classico. Scrive di cronaca, costume e spettacolo dal 2014. Il suo motto è: il gossip è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (quindi tanto vale farlo bene)! Ha collaborato con Donnaglamour, Notizie.it e DiLei. Oggi scrive per Donnemagazine.it

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Imbarazzarsi spesso pare che non sia più di moda negli ultimi anni.

Al contrario, quello che a tutti gli effetti era considerato una virtù delle donne di buona educazione fino a qualche decennio fa, è semplicemente passato di moda.

Nell’epoca della continua esposizione mediatica, della graduale perdita di pudore e dei selfie con sempre meno vestiti, uno studio americano ha deciso di spezzare una lancia in favore delle persone che arrossiscono. Dopo una serie di esperimenti e dopo la rilevazione sistematica di dati sulle reazioni degli individui, è emerso che le persone timide sono più fedeli ai propri sentimenti e più buone.

Una verità scientifica? La scoperta dell’acqua calda? Un contentino per gli imbarazzati cronici? Tutto quello che c’è da sapere su chi ha sempre gli occhi bassi e le guance rosse.

Chi arrossisce è altruista

Il Journal of Personality and Social Psychologist ha pubblicato uno studio secondo cui chi arrossisce non sempre ha qualcosa da nascondere. Al contrario coloro che arrossiscono stanno comunicando alle persone presenti che sono sul punto di compiere o hanno compiuto un’azione che non ripeteranno facilmente.

Questo meccanismo si attiva in una serie di circostanze completamente differenti tra di loro: aver fatto una domanda inopportuna, aver fatto una battuta fuori luogo, aver appena invitato fuori a cena una persona che ci interessa.

La reazione dell’arrossire indica che si tengono in considerazione i sentimenti altrui e si teme di aver ferito la sensibilità di un’altra persona oppure, al contrario, si teme di aver messo in pericolo la propria.

A dimostrazione di questo è stato portato uno studio compiuto su adolescenti dai comportamenti violenti: quando si è chiesto a quegli adolescenti di rendere conto delle proprie azioni, nessuno è arrossito provando vergogna, dal momento che praticamente nessuno si pentiva di aver arrecato danno al prossimo.

Arrossisci? Rispetti le regole

Diretta conseguenza dell’aver cura dei sentimenti e della sensibilità altrui è il rispetto delle regole che nella maggior parte dei casi connota le persone inclini ad arrossire.

Tutte le regole, da quelle sociali, a quelle legali a quelle morali, servono infatti a tutelare i singoli individui e a evitare proprio quelle situazioni di imbarazzo che fanno arrossire i più timidi.

A corollario di questo assioma c’è anche il fatto che chi arrossisce allo stesso tempo ha un carattere maggiormente orientato alla solidarietà ed è in grado di far nascere negli altri sentimenti di simpatia e comprensione.

Imbarazzarsi spesso: una difesa

A livello biologico il fatto di far affluire sangue alle guance si è sviluppato come un segnale di non aggressività: a livello istintivo quindi registriamo come innocui e soprattutto indifesi gli individui che manifestano questo segnale, quindi evitiamo di attaccarli in qualsiasi modo.

In qualche modo quindi la remissività manifestata da chi arrossisce è in tutto e per tutto un meccanismo di difesa che funziona da millenni. Sarà bene pensarci due volte quindi nel momento in cui da genitori ci si troverà di fronte a un bambino sensibile che arrossisce in continuazione e nasconde il viso tra le mani: crescendo diventerà una persona migliore di molte altre.