La famiglia formata da Giulia De Lellis e Tony Effe ha vissuto un giorno di forte significato personale celebrando il battesimo della loro prima figlia nella Capitale. La cerimonia si è svolta sabato 25 aprile 2026 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, scelta per la sua importanza storica e per il legame con la città d’origine di entrambi i genitori. La piccola, nata il 8 ottobre 2026, porta quattro nomi che sono stati condivisi da Tony sui social come un tributo semplice ma intenso: Priscilla Nella Lucilla Marie.
La giornata è stata raccontata attraverso immagini pubblicate online ma con una volontà precisa di discrezione: volti coperti e ospiti limitati a parenti e amici stretti. Nel post Instagram l’artista ha mostrato un carosello di fotografie accompagnato solo dai nomi della bambina, mentre Giulia ha commentato con parole di affetto: “Amori della mia vita immensi“. Questi dettagli rivelano un equilibrio tra desiderio di condividere un evento importante e la volontà di proteggere la privacy familiare.
La scelta del luogo e il carattere della cerimonia
La decisione di tornare a Roma non è stata casuale: la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è un luogo dalle connotazioni solenni, spesso scelto per funzioni ufficiali e celebrazioni private. Il rito è stato volutamente raccolto, con una lista di invitati ristretta e senza presenza di volti noti tra gli ospiti. Questo approccio sottolinea l’importanza data alla dimensione intima del sacramento e alla protezione della bambina dagli eccessi dell’esposizione mediatica: una linea coerente con la scelta di tenere il viso della piccola coperto nelle immagini divulgate.
Privacy e rappresentazione sui social
La coppia ha ribadito una posizione chiara sul tema della privacy: non mostrare il volto di Priscilla è un principio che Giulia aveva già spiegato ai follower, spiegando la necessità di preservare lo spazio privato della bambina. In un tempo in cui ogni istante familiare può diventare pubblico, questa scelta rappresenta un messaggio: proteggere l’infanzia anche quando si è figure pubbliche. Il gesto è esemplare di un nuovo equilibrio tra condividere e tutelare.
La festa dopo il rito: ambiente, look e dettagli
Dopo la funzione religiosa i festeggiamenti sono proseguiti in una location esclusiva nel centro di Roma, indicata da alcune fonti come il Lumen Cocktails & Cuisine all’interno del The St. Regis Rome, non lontano dalla chiesa. L’atmosfera è stata familiare ma curata nei particolari: tra gli elementi che hanno catturato l’attenzione degli ospiti la grande torta a tre piani, scenografica e colorata, protagonista di diversi scatti pubblicati. I genitori hanno scelto outfit coordinati che hanno suscitato commenti sui social: lui in tonalità panna, lei in trench sopra un mini abito bianco e sandali molto alti, immagini che hanno contribuito a raccontare il tono elegante ma informale della giornata.
Foto, collaboratori e nomi dietro gli scatti
Molte delle immagini condivise hanno riferimenti precisi: alcune foto sono state pubblicate da Tony Effe (il cui vero nome è Nicolò Rapisarda), con dettagli come la torta e l’allestimento che hanno reso tangibile la scenografia della festa. La scelta di mostrare elementi ma non il volto della bambina appare come un bilanciamento tra il desiderio di documentare e la tutela dell’intimità familiare.
La benedizione papale e il valore simbolico del sacramento
Tra i particolari che più hanno colpito chi ha seguito l’evento c’è la pergamena contenente la benedizione apostolica richiesta per la bambina: un atto formale che non è automatico ma che viene richiesto espressamente e che ha un forte valore simbolico per la famiglia. Sul documento si legge testualmente: “Sua Santità Leone XIV di cuore imparte la Benedizione Apostolica a Priscilla Nella Lucilla Marie Rapisarda in occasione del Santo Battesimo“. Questo elemento sottolinea la volontà dei genitori di imprimere al rito una dimensione spirituale significativa fin dai primi mesi di vita della figlia.
Negli scorsi mesi Giulia aveva raccontato in un’intervista con Diletta Leotta quanto la maternità avesse riorganizzato la quotidianità di coppia: ha ricordato gesti semplici ma emblematici, come la presenza attiva di Tony nei primi atti di cura, dal primo biberon al cambio del pannolino. Queste immagini private, unite al battesimo e alla pergamena papale, raccontano la trasformazione di una relazione verso una dimensione più matura e centrata sulla famiglia.



