Chi era Giovanni Gentile: storia del filosofo italiano

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Sebbene sia stato un grande intellettuale italiano, è giusto specificare che Giovanni Gentile è stato un intellettuale fascista.

Scopriamo la sua storia, dalla formazione alle proposte culturali per il paese.

Chi era Giovanni Gentile

Giovanni Gentile, nato a Castelvetrano il 29 maggio 1875 è stato un filosofo e pedagogista italiano. Cresce nella numerosa famiglia composta da dieci figli, padre farmacista e madre figlia di notaio nel trapanese. Qui frequenta anche il ginnasio e una volta concluso si trasferisce a Pisa per frequentarela Scuola Normale Superiore

Si iscrive a lettere e filosofia e ha modo di studiare insieme a menti illustri del panorama italiano.

Conseguita la laurea con lode e il diritto di pubblicazione della tesi, Gentile viene assunto presso il Convitto Nazionale Mario Pagano con una cattedra in filosofia. Si dedica all’insegnamento per numerosi anni ottenendo la libera docenza prima in filosofia teoretica e successivamente in pedagogia. 

Passa poi dal liceo all’università diventando professore ordinario di storia della filosofia all’Università di Palermo, poi di filosofia teoretica all’Università di Pisa e infine di storia della filosofia all’Università di Roma.

Negli anni diventa sempre più noto il suo nome e così torna in quella che è stata la sua università nei panni di direttore e poi di vicepresidente all’Università Bocconi.

Giovanni Gentile e le politiche fasciste

Con l’avvento della prima guerra mondiale, Gentile, si schiera a favore dell’intervento dell’Italia. Partecipa inoltre a fianco di Luigi Einaudi e Gioacchino Volpe al dibattito politico e culturale di quegli anni.

Fonda anche il “Giornale critico della filosofia italiana”  e con l’avvento del fascismo, ottiene il ruolo di ministro della pubblica istruzione. 

In questi anni infatti si attua la cosiddetta “Riforma Gentile” che rimarrà in atto fino agli anni sessanta che introduce l’obbligo scolastico della qualifica di terza media. Iscrivendosi al PNF, il filosofo desidera fornire un programma ideologico e culturale di cui si occupa anche in quanto direttore dell’Enciclopedia Italiana dell’Istituto Treccani

Giovanni Gentile e la caduta del fascismo

Con la caduta di Mussolini, Gentile, non teme di perdere la sua posizione. Infatti con la nomina del primo governo Badoglio alcuni suoi collaboratori vengono rinominati, eppure a lui arriva un messaggio inatteso che lo costringe a dimettersi come direttore della Scuola Normale di Pisa. 

La sua adesione al fascismo comporta anche diverse minacce di morte che portano il governo a offrirgli la possibilità di una scorta armata che declina dicendo “Non sono così importante, ma poi se hanno delle accuse da muovermi sono sempre disponibile”.

Il 15 aprile 1944 viene ucciso a Firenze da un gruppo di antifascisti. 

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