Gaslighting: cos’è e come uscirne

Arianna Giago

La mia passione è la comunicazione, la considero un'arte. Ho avuto esperienze come articolista web e come collaboratrice presso un giornale su carta stampata della mia zona, mestiere che mi ha insegnato molto, più di quanto possano fare i libri, e mi ha fatto capire che quella del giornalismo è più di una professione, ma una vera e propria vocazione. Raccontare le storie degli altri, per gli altri. Raccontare il mondo attraverso i nostri occhi, è un compito davvero importante.

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Il gaslighting è una forma di manipolazione psicologica molto subdola che ha l’obiettivo di far dubitare la vittima di sé stessa.

Il termine deriva dall’opera teatrale del 1938 “Gaslight”, di cui successivamente è stata riproposta la versione cinematografica, in cui si racconta la storia di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando gli elementi dell’ambiente in cui vivono per poi agire come se niente fosse in realtà cambiato, portando così la moglie a dubitare sempre di più di se stessa. Ma in che modo allora, il gaslighting, può insinuarsi in una relazione? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Cos’è il gaslighting

Questa tecnica si riconosce dalle affermazioni tipiche del manipolatore come “sei pazza”, seguite da forme di negazione come “non è vero, non è mai successo”. Come dicevamo, il gaslighting fa parte di tutte quelle azioni manipolatorie messe in atto da una persona ai danni di un’altra, che solitamente purtroppo, è proprio quella che dice di amare.

La tecnica è davvero subdola è può portare la vittima designata davvero sull’orlo della pazzia.

Ma chi sono le vittime di questa tecnica manipolatoria? Chi sono invece i carnefici? Impariamo a conoscerne le caratteristiche per intervenire in tempo in caso dovessimo trovarci davanti ad una situazione analoga, o peggio, in caso fossimo noi stesse le vittime in questione.

Chi sono le vittime e chi i carnefici

Le vittime del gaslighting sono tutte quelle persone considerate emotivamente fragili perché facilmente manipolabli. Queste persone quindi a causa del loro manipolatore, entrano nel circolo vizioso di una relazione tossica che a lungo andare le porta ad avere sempre meno autostima e a dipendere sempre di più dal loro “aguzzino”.

Il manipolatore invece è caratterizzato da una personalità narcisista, si tratta quindi di tutte quelle persone che sentono il costante bisogno di assumere una posizione dominante nei confronti dell’altro e traggono piacere nel sentirsi superiori.

Risulta molto difficile riconoscerli ad un occhio esterno alla coppia, perché hanno l’abilità di risultare piacevoli e al tempo stesso, in qualche modo temuti dalla vittima che, con il tempo, si ritrova sempre più isolata per volere del manipolatore che, a sua volta, le fa credere di averlo voluto lei stessa.

Come uscirne

Uscire da una relazione tossica caratterizzata dal gaslighting fortunatamente, si può, basta avere tanta forza di volontà e un pizzico d’astuzia una volta che abbiamo intercettato tutti i segnali per capire che c’è qualcosa che non va.

Gli esperti consigliano di iniziare a scrivere un diario da tenere costantemente aggiornato per evitare di cedere alle manipolazioni del narcisista. Arrivati a questo punto della relazione però, potrebbe già essere tardi ed è quindi fondamentale chiedere un aiuto esterno, uno psicologo e magari anche una persona amica che possano aiutarci a trovare il modo di agire e uscira dalla relazione tossica.

Non si tratta di un percorso facile, anzi, ad essere facile probabilmente sarà il modo in cui si rischierà di cadere ancora una volta vittime del manipolatore. Ci vorrà tanta pazienza, soprattutto da parte di chi deciderà di aiutare la persona manipolata.