Il ritratto di Fulco Ruffo di Calabria combina radici antiche e un gusto contemporaneo per la cultura. Nato il 29 luglio 1954, è riconosciuto come capo della Casa Ruffo di Calabria e si distingue per l’impegno nella promozione dell’arte e del patrimonio familiare. Pur essendo spesso definito come un “principe”, egli predilige un approccio riservato e lontano dai riflettori, dedicando gran parte delle sue energie a mostre e iniziative culturali.
Questo articolo ripercorre le tappe principali della sua vita: origini e formazione, relazioni personali e i progetti legati all’arte. Verranno inoltre illustrati i legami familiari di rilievo e alcune curiosità che fanno luce su come un’eredità nobiliare venga gestita oggi, tra memoria storica e scelte personali.
Origini, titoli e formazione
Appartenente a una delle casate più antiche del Regno di Napoli, Fulco Ruffo di Calabria mantiene forte il legame con la tradizione nobiliare della sua famiglia. Il suo albero genealogico include figure religiose e militari di rilievo, tra cui il nonno Fulco VIII Ruffo di Calabria, nato nel 1884 e scomparso nel 1946, celebre asso dell’aviazione e decorato con la medaglia d’oro al valor militare. Come primogenito maschio di Fabrizio Ruffo di Calabria e Maria Elisabetta Vaciago, Fulco ha ricevuto il ruolo di capo famiglia, un incarico che implica la tutela dei titoli storici come Principi di Scilla, Duchi di Guardia Lombarda e Conti di Sinopoli, testimonianze di una presenza documentata sin dal XIII secolo.
Albero familiare e legami pubblici
La famiglia Ruffo di Calabria è collegata a personaggi noti in Europa, tra cui la zia Paola Ruffo di Calabria, diventata Regina dei Belgi sposando Alberto II. Fulco ha diversi fratelli, tra cui Augusto, Imara, Umberto e Alessandro, e ha perso il padre Fabrizio nel 2005. La formazione personale di Fulco comprende periodi trascorsi tra Torino, Roma e collegi esclusivi, oltre a esperienze lavorative all’estero, come la permanenza in Sudafrica con attività legate all’azienda di famiglia. Questo mix di educazione italiana e soggiorni internazionali ha contribuito a costruire un profilo versatile, capace di muoversi nel mondo dell’arte e delle relazioni istituzionali.
Vita privata e rapporti affettivi
La vita sentimentale di Fulco ha avuto più fasi: un primo matrimonio negli anni Novanta con la modella Melba Vicens Bello che si concluse con il divorzio, e un’unione civile celebrata nel giugno 2026 al Campidoglio con la giornalista e scrittrice Concita Borrelli. La coppia non ha avuto figli, quindi la linea diretta di discendenza si interrompe con lui. I due hanno convissuto a lungo nella zona di Villa Borghese a Roma, scegliendo una quotidianità che coniuga cura della casa, amore per gli animali e partecipazione ad eventi culturali piuttosto che la vita mondana.
Un incontro e un aneddoto
Il loro rapporto, iniziato attorno al 2012-2013, è raccontato con affetto dalla stessa Concita, che ricorda il primo appuntamento: un invito a pranzo sull’Appia Antica che si trasformò in una serata finita a mezzanotte. Da quel momento la relazione è cresciuta fino al matrimonio civile del 2026. Insieme hanno pubblicato un libro nel 2016, Ricordo quasi tutto per Mondadori, un memoir in cui ricostruiscono memorie familiari e personali, mettendo in luce il rapporto tra storia privata e patrimonio culturale.
Carriera culturale e curiositÃ
Da sempre attivo nel mondo delle esposizioni, Fulco ha organizzato mostre e manifestazioni con particolare attenzione all’arte figurativa. Tra le iniziative più note vi è la mostra Cani in posa, che ha messo insieme opere antiche e moderne dedicate ai cani, segno della sua passione per gli animali. Ha inoltre sostenuto proposte volte a valorizzare la memoria familiare, come il suggerimento di intitolare l’aeroporto di Lamezia Terme al nonno Fulco, celebrando così l’eredità storica della famiglia in Calabria.
Immagine pubblica e attenzioni mediatiche
La presenza sui social di Fulco è volutamente contenuta: pochi post e una comunicazione riservata riflettono la scelta di condurre una vita elegante e discreta. Dal canto suo, Concita Borrelli, nata il 13 maggio 1966 ad Avellino, è figura nota nel giornalismo e nello spettacolo televisivo, con esperienze in RAI come autrice e conduttrice, libri come Interno 11 (2019) e la conduzione di La mia metà su Rai2 nel 2026. La loro quotidianità alterna impegni pubblici e momenti privati, mantenendo il focus su arte, affetti e tutela del patrimonio familiare, pur affrontando talvolta anche la visibilità critica dei media.


