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Francesca Brambilla, nota al pubblico per la sua partecipazione al programma televisivo Avanti un altro, ha recentemente deciso di condividere un capitolo difficile della sua vita.
A 33 anni, la modella, deejay e influencer con oltre un milione di follower, ha affrontato una relazione segnata da controllo e violenza psicologica. La sua storia è una testimonianza di coraggio e resilienza.
La storia di Francesca, durata circa tre anni, è stata caratterizzata da gelosia ossessiva, umiliazioni e pressioni costanti. Sin dall’inizio, l’uomo con cui ha condiviso la sua vita ha tentato di isolarla, minando la sua autostima e la sua identità.
Questo meccanismo di svalutazione ha avuto effetti devastanti, portando Francesca a vivere in un clima di ansia e paura.
Ricordando i momenti più difficili, Francesca ha raccontato che la violenza psicologica si è manifestata immediatamente, anche durante la sua prima gravidanza. La situazione è degenerata con notti di tensione, sparizioni improvvise del compagno e richieste di totale sottomissione. Queste esperienze l’hanno costretta a cercare supporto psicologico negli ultimi mesi, per affrontare il carico emotivo e le conseguenze di una vita segnata dalla paura.
Il culmine di questa tormentosa relazione è avvenuto il 6 gennaio, quando il compagno di Francesca ha sottratto il passaporto della loro figlia più piccola, insinuando che stesse progettando una fuga. Questa azione ha scatenato una notte di minacce e tentativi di forzare l’ingresso della casa, con la figlia maggiore presente e spaventata. In quel momento, Francesca ha deciso di contattare i carabinieri, segnando un punto di svolta decisivo nella sua vita.
Grazie all’intervento delle forze dell’ordine, è stato possibile allontanare l’uomo dalla loro abitazione. Il giorno successivo, Francesca ha formalizzato la denuncia, attivando il codice rosso, la procedura prevista per i casi di violenza domestica. Sebbene le sia stata offerta una sistemazione protetta, ha scelto di rimanere nella sua casa per garantire stabilità alle sue due bambine, Amaya e Guadalupe.
Oggi, Francesca Brambilla si concentra sul futuro e sulla protezione delle sue figlie.
Attraverso il suo legale, l’avvocata Raffaella Pini, intende garantire la sicurezza e il benessere delle sue bambine anche in sede civile. La sua esperienza, sebbene dolorosa, è diventata un messaggio di speranza e forza per molte donne che si trovano in situazioni simili.
Francesca ha espresso il desiderio di trasformare il suo passato in un messaggio pubblico, incoraggiando altre vittime di violenza a denunciare e a chiedere aiuto. Ha infine ricordato che non sono sole e che esistono risorse per supportarle, come il numero 1522, dedicato a chi vive situazioni di violenza o stalking.