Festival di Venezia 2019, Leone D’Oro: i favoriti alla vittoria

Olga Luce

Olga Luce, nata a Napoli nel 1982, è diplomata al liceo classico. Scrive di cronaca, costume e spettacolo dal 2014. Il suo motto è: il gossip è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (quindi tanto vale farlo bene)! Ha collaborato con Donnaglamour, Notizie.it e DiLei. Oggi scrive per Donnemagazine.it

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Il Festival di Venezia 2019 si avvia alla conclusione e si comincia quindi a fare pronostici sull’assegnazione del Leone d’Oro, il premio più ambito della storica rassegna cinematografica.

Tra i registi favoriti Václav Marhoul, Shannon Murphy e Todd Philips, espressioni di tre tipi di cinema completamente differenti l’uno dall’altro: come si esprimerà la giuria di Venezia 76?

La favorita del Festival di Venezia

Il Leone d’Oro è il premio più abito del Festival di Venezia e viene conferito al regista della pellicola che i giurati del Festival hanno valutato come la più innovativa e la più rappresentativa del futuro della cinematografia internazionale.

Quest’anno sono state presentate in laguna opere molto valide ma completamente diverse tra loro, emblemi di correnti cinematografiche assolutamente divergenti, che si allontanano dal gusto del pubblico o che cavalcano (almeno all’apparenza) l’onda del successo facile.

La presidente di giuria Lucrecia Martel ha manifestato più volte la propria volontà di dare tutto il sostegno possibile alle quote rosa della regia internazionale e, secondo molti, sarebbe più disposta a consegnare il Leone d’Oro di quest’anno nelle mani di una donna piuttosto che in quelle di un uomo.

La regista australiana Shannon Murphy, che si presenta a Venezia quest’anno con un’opera prima, sarebbe quindi la favorita della presidente: il suo Babytheet ha comunque ricevuto critiche entusiastiche dal pubblico e dalla critica spietata degli esperti. Il film è la storia di un’amore adolescenziale tra una ragazzina affetta da un male incurabile e un teppistello che spaccia droga per la strada. Il sentimento che sboccia tra i due riuscirà a curare le idiosincrasie che stavano avvelenando la famiglia di lei in un crescendo di delicatezza, ritmo compositivo e commozione.

Il Joker che nessuno si aspettava

Nessuno avrebbe mai immaginato che un film prodotto dalla Warner Bros e incentrato completamente sulla storia di un personaggio dei fumetti avrebbe mai avuto la dignità necessaria a concorrere alla più antica mostra cinematografica del mondo, ma l’opera di Todd Philips riesce in quest’impresa titanica e si piazza addirittura tra i film favoriti.

Se la giuria decidesse di premiare il regista di Joker il Festival di Venezia darebbe l’impressione di voler colmare in qualche modo la distanza sempre maggiore tra il gusto del pubblico e quello del cinema autoriale acclamato dalla critica e dagli addetti ai lavori.

Il Leone d’Oro a Joker rappresenterebbe una svolta epocale per il Festival.

Il film denuncia di Václav Marhoul

Václav Marhoul è un regista polacco che ha presentato alla settantaseiesima mostra del cinema di Venezia il film Painted Bird. Il film racconta la vita di un bambino vissuto negli anni del secondo conflitto mondiale e delle terribili violenze psicologiche e fisiche di cui è stato protagonista.

Secondo i giornalisti che stanno seguendo da vicino l’evolversi di questa edizione del Festival di Venezia, se a vincere fosse il film polacco della durata di tre ore, girato per sconvolgere piuttosto che per celebrare e per intrattenere, il Festival segnerebbe una separazione totale e probabilmente irreversibile rispetto al cinema che le persone reali guardano davvero.