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19 Ottobre 2026

Esposizione di oltre 70 opere: la donna tra Hayez, Boldini e Carrà

Una selezione di oltre settanta dipinti svela la trasformazione della donna italiana, dal ruolo domestico alle prime conquiste professionali.

Esposizione di oltre 70 opere: la donna tra Hayez, Boldini e Carrà

Il Palazzo Sarcinelli di Conegliano si trasforma in un laboratorio di storia sociale grazie a una nuova mostra intitolata “Ritratti di donna – Tra Hayez, Boldini e Carrà”. L’esposizione, realizzata da ARTIKA in sinergia con il Museo Bagatti Valsecchi, nasce dall’esigenza di mettere a fuoco il ruolo della donna nella fase cruciale che va dalla metà dell’Ottocento fino agli anni Cinquanta del Novecento. In quegli anni, la penisola italiana viveva profonde trasformazioni politiche, economiche e culturali, che hanno influenzato la percezione dell’identità femminile. La curatela di Antonio D’Amico guida il visitatore in un percorso che va oltre la semplice rappresentazione estetica, invitandolo a riflettere sul concetto di emancipazione attraverso l’arte.

Palazzo Sarcinelli apre le sue porte a una retrospettiva sulla donna

Il contesto architettonico del palazzo, con le sue sale affrescate e i corridoi lucidi, offre uno sfondo ideale per ospitare una collezione così ricca di significato. L’allestimento è stato progettato per far dialogare le opere con lo spazio, creando percorsi tematici che accompagnano il pubblico dalla parte più tradizionale della rappresentazione femminile fino alle forme più innovative e provocatorie. La narrazione visiva è supportata da pannelli informativi che spiegano i mutamenti sociali alla base di ogni dipinto, sottolineando come l’immagine della donna sia passata da soggetto passivo a protagonista attiva nella società italiana.

Oltre 70 opere tracciano il percorso dal XIX al 1950

La collezione comprende più di settanta opere, selezionate tra dipinti, acquerelli e schizzi di artisti italiani ed europei. Il catalogo spazia da ritratti intimi di famiglie borghesi a composizioni più ampie che illustrano donne impegnate in attività pubbliche, culturali e lavorative. Gli utilizzi di colori, luci e composizioni riflettono l’evoluzione di una società in rapida trasformazione: dalle tonalità morbide del Romanticismo, passando per i tratti vivaci del Decoro, fino alle linee spigolose del Futurismo. Ogni opera è accompagnata da una breve descrizione che mette in luce il contesto storico in cui è stata realizzata, permettendo al visitatore di percepire la progressiva conquista dei diritti femminili.

Le voci di Hayez, Boldini, Carrà e altri maestri

Tra i protagonisti più noti spiccano Francesco HayezAmedeo Boldini e Giacomo Carrà ma la mostra ospita anche opere di un ventaglio più ampio di autori, tra cui Giuseppe De NittisGiovanni Fattori e Luigi Lo Cicero. Hayez, con la sua capacità di catturare la delicatezza emotiva, offre ritratti che riflettono la fragilità della condizione femminile del 1800. Boldini, invece, esalta la figura della donna moderna, ritratta con linee dinamiche e un’aura di libertà. Carrà, infine, rappresenta la rottura con le convenzioni, introducendo una visione più assertiva e ribelle. L’interazione tra questi diversi linguaggi artistici evidenzia come la figura femminile sia stata reinterpretata più volte, dando voce a una narrazione di crescita e autodeterminazione.

Il messaggio di emancipazione che la mostra vuole trasmettere

Secondo le parole del curatore, la mostra non si limita a narrare la storia estetica, ma vuole essere un vero e proprio manifesto di emancipazione. La donna presentata è consapevole della propria identità, capace di conciliare ruoli tradizionali – madre, moglie, casalinga – con nuove possibilità: l’accesso al lavoro, la presenza in ambienti politici e culturali, la conquista di posizioni di rilievo. Questo messaggio risuona con le battaglie femministe del Novecento, ma anche con le sfide contemporanee, offrendo al pubblico un parallelo tra il passato e le attuali richieste di parità. L’esposizione, così, diventa un punto di incontro tra arte e attivismo, invitando i visitatori a riflettere su quanto è stato conquistato e su ciò che resta da fare.

Dettagli pratici e sostegno istituzionale

La mostra è frutto di una stretta collaborazione tra ARTIKA, il Museo Bagatti Valsecchi e il Comune di Conegliano, che ha fornito supporto logistico e promozionale. L’allestimento resterà aperto al pubblico dal 21 ottobre 2026 al 5 aprile 2027, con ingressi a tariffa ridotta per studenti e senior. Sono previste visite guidate tematiche, laboratori per scuole e incontri con storici dell’arte, per approfondire il ruolo della donna nella storia culturale italiana. L’evento è inserito nel calendario culturale cittadino come punto di riferimento per chi vuole esplorare le intersezioni tra arte, diritti e società in un contesto storico ricco e stimolante.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.