Esercizi di Kegel: cosa sono, a cosa servono e quali sono i benefici

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Con l’avanzare del tempo, la maggior parte delle donne tende a perdere elasticità e tonicità in diversi punti del corpo, dalla zona addominale all’altezza del pavimento pelvico.

Nel primo caso, può aiutare la ginnastica ipopressiva e nel secondo caso gli esercizi di Kegel: vediamo qui di seguito che cosa sono e a cosa servono.

Esercizi di Kegel: cosa sono?

Gli esercizi di Kegel sono una forma di contrazioni semplici e volontarie utili e necessarie a rinforzare e tonificare la muscolatura del pavimento pelvico e della zona perineale. Con l’avanzare dell’età e del tempo, dopo la gravidanza e la menopausa, le pareti del pavimento pelvico tendono a perdere di elasticità e tonicità, diventando sempre più deboli.

Ma anche altri fattori possono incidere, come l’obesità, la stitichezza, una vita troppo sedentaria. 

Però un pavimento pelvico poco tonico può portare a gravi danni e diverse conseguenze come l’incontinenza urinaria, ma anche problematiche più intime come l’incapacità di raggiungere l’orgasmo e altri disturbi della sfera sessuale. 

Esercizi di Kegel: a cosa servono?

Per cercare di risolvere il problema o per lo meno migliorarlo, si può iniziare ad eseguire una serie di esercizi specifici, appunto gli esercizi di Kegel. Come abbiamo già detto, questa tipologia di esercizi mira a tonificare e ridare nuova elasticità alla muscolatura del pavimento pelvico. Ma non solo: i benefici sono molteplici. Apporta infatti beneficio a tutto l’apparato urinario e riproduttivo, ma non ci dobbiamo dimenticare delle migliorie che apporta alla sfera sessuale, prevenendo e trattando diversi disturbi.

Nello specifico, gli esercizi di Kegel servono per:

  • incontinenza urinaria
  • prolasso uterino
  • pre-parto
  • post parto
  • incapacità di raggiungere l’orgasmo
  • disfunzione erettile
  • eiaculazione precoce
  • iperplasia prostatica benigna. 

Per ottenere benefici protratti nel tempo, è importante eseguire questi esercizi tutti i giorni, cercando di dedicarci almeno cinque minuti. Attenzione però a non commettere l’errore opposto, ovvero quello di sforzare troppo la muscolatura.