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Erezione post mortem, è possibile?

Erezione post mortem, è possibile?

L'erezione post mortem è possibile ed è legata ad una morte sopraggiunta in modo veloce e violento.

L’erezione della morte, detto anche il lusso dell’angelo o erezione terminale, è una erezione post mortem, tecnicamente un priapismo, che si osserva nei cadaveri di uomini che hanno ricevuto l’esecuzione capitale per impiccagione, o in genere nelle morti violente per soffocamento o altre lesioni. Nonostante questo fenomeno abbia fondamenti scientifici neurologici, spesso nel corso della storia è stato erroneamente usato per curare casi di impotenza. Si è dando vita quindi ad un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso. Ripercorriamo alcuni casi celebri nella storia in cui la morte per asfissia fu tragicamente ricollegata ad alcune pratiche sessuali.

Fenomeno dell’erezione post mortem

Il fenomeno dell’erezione post mortem è attribuito alla pressione del cervelletto creato dal cappio. Le ferite al cervelletto o al midollo spinale sono spesso associate con il priapismo nei pazienti vivi.

La morte, sopraggiunta dopo essere stati appesi, che sia una esecuzione o un suicido, è stata osservata in relazione ai genitali del corpo sia degli uomini che delle donne. Nelle donne, le labbra e il clitoride rimangono irrorati di sangue e ci potrebbe essere una perdita di sangue dalla vagina, mentre negli uomini, si assiste ad uno stato più o meno completo dell’erezione del pene, talvolta con perdite di urina, muco o liquido prostatico presente (un caso su tre).

Altre cause di morte potrebbero determinare questi effetti, per esempio la morte per ferite da arma da fuoco al cervello, per danni ai vasi sanguigni e per morte violenta da avvelenamento. Un priapismo post mortem è un indicatore che la morte è avvenuta in modo veloce e violent0.

Sesso e strangolamento nella storia

Il legame tra sesso e strangolamento è stato parte del sapere comune fin dai tempi delle impiccagioni nella pubblica piazza.

Un impiccato su tre moriva con un’erezione. A volte il condannato moriva eiaculando e/o urinando, per questo motivo nel 1600 l’asfissia finì per essere prescritta agli uomini per curare l’impotenza. Alcuni casi di questa bizzarra consuetudine si ritrovano nelle letterature di tutto il mondo.

Nel Justine del Marchese De Sade, scritto nel 1971, il perverso Roland chiese alla sua schiava Thérèse di impiccarlo: “Quando il suo corpo sussultò sotto la forza della sua caduta, un ampio sorriso di eccitazione si aprì sul suo volto. Il suo pene si allungò con una quasi incredibile rigidità. Quindi un geyser di seme eruttò, puntando sopra la sua testa, quasi sul soffitto”. Per una coincidenza, nello stesso anno, il celebre compositore Franz Kotzwara morì in questo stesso modo.

Quella della giapponese Sada Abe è una “bella storia”: Sada è stata un’assassina giapponese, ricordata per aver strangolato il suo amante, al quale poi tagliò il pene e i testicoli.

Durante un incontro amoroso Sada soffocò Ishida con il suo obi durante un orgasmo, agevolata da quest’ultimo che confermava il suo piacere nel subire tale azione, uccidendolo nel sonno la mattina del 18 maggio 1936. Dopo aver passato alcune ore accanto al cadavere di Ishida, Abe pensò di recidere a quest’ultimo pene e testicoli, per poi avvolgerli nella copertina di una rivista tenendoli con sè e masturbandosi fino al giorno del suo arresto, avvenuto tre giorni dopo.

Sebbene la maggior parte dei casi di asfissia erotica venga alla luce per le morti accidentali, una prova evidente della diffusione di questa pratica era l’esistenza del Club degli Uomini Appesi nella Londra vittoriana, dove le prostitute promettevano asfissia senza alcuna paura della morte, ma purtroppo con ben poche garanzie.

Le morti per asfissia erotica

Tecnicamente l’espressione asfissia erotica indica un insieme di pratiche sessuali consistenti nell’impedire o limitare l’afflusso di ossigeno al cervello del soggetto sottoposto al fine di provocare euforia e di prolungare e/o intensificare le sensazioni relative all’orgasmo.

È generalmente considerata dalla comunità medica una pratica estremamente rischiosa e potenzialmente mortale, indipendentemente dall’esperienza dei soggetti coinvolti. L’American Psychiatric Association stima un tasso di mortalità di una persona su un milione all’anno (250 morti all’anno negli Stati Uniti), ma le stime delle forze dell’ordine sono fino a 4 volte maggiori.

Molte, nella storia, le personalità di rilievo nel mondo dello spettacolo decedute presumibilmente in questo modo. C’è da dire che comunque, in alcuni casi, le reali cause della morte sono ancora oggetto di dibattito. Tra i più celebri troviamo sicuramente i musicisti Kevin Gilbert e Michael Hutchence; e l’attore David Carradine, interprete di Kill Bill di Quentin Tarantino, trovato morto nella sua camera d’albergo in circostanze che lasciavano poco all’immaginazione.

Questa pratica è nettamente da sconsigliarsi soprattutto se non si è esperti e non si conoscono i rischi a cui andiamo incontro. Esistono esperti in questo tipo di pratiche sessuali che offrono consulenze a chi fosse un appassionato del genere. Lasciarsi andare a sperimentazioni in questo caso può essere davvero pericoloso. Meglio non improvvisare!

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