E la chiamano estate: sulla tv di stato va in onda il pensiero unico della Chiesa

Quante cose si possono scoprire facendo zapping! Come questo programmino, dal titolo improbabile: E la chiamano estate, che va in onda il lunedì in seconda serata su Rai uno.

Dal sito della Rai apprendo che si tratta di una sorta di La vita in diretta formato estivo, forse con un po' di gossip in meno e qualche velleità di giornalismo d'inchiesta in più.

Se non ho capito male ogni episodio affronta un unico tema, ad ogni modo quello che di sicuro è unico è il pensiero: non mi sorprenderei se gli autori fossero stati scelti uno a uno dalla Curia romana.

Nella puntata che mi è capitato di vedere si parla del miracolo della vita, che originali eh? Primo servizio: si racconta la storia di una famiglia, segnata da evidenti problemi di marginalità sociale e abbandono scolastico, dove viene celebrata la gravidanza di una ragazzina di diciassette anni, già figlia di una madre giovanissima rimasta incinta alla stessa età.

Tutti felici e contenti, almeno così ce li presenta il giornalista, perché la nascita è sempre un dono del Signore no? Imparate giovani: bruciate i preservativi e scoprite la bellezza della maternità e della paternità adolescenziali. Alleluia.

Secondo servizio, questo un cult dell'integralismo cattolico. Una mamma, subito ribattezzata "mamma tigre" per la sua grinta, scopre di essere incinta di un bambino down e, senza il minimo tentennamento, porta a termine la gravidanza.

Il sottinteso è chiaro: tutte le altre, quelle che hanno deciso in altro modo, sono delle vigliacche e hanno il cuore duro come la pietra. Alleluia.

Il terzo servizio ci propone la storia di una mamma con problemi di obesità, presentata come un'eroina, che partorisce nonostante, in questo modo, metta in pericolo la propria vita. Ma davvero è eroico rischiare di rendere la propria figlia orfana e il proprio marito vedovo per l'ossessione della maternità? Mah. Comunque, alleluia.

Il quarto servizio non l'ho visto. Ho spento e sono scappato via. Mi sembrava di essere a catechismo e temevo che da un momento all'altro qualcuno dalla tv mi intimasse di recitare a memoria l'Atto di dolore. Amen.

0 Post correlati Vieni via con me e i suoi 9 milioni di spettatori, quel presepe delle sinistra che ha scritto le migliori pagine della tv Vittorio Feltri e il metodo Boffo, dal Fatto quotidiano a Mentana l’assoluzione è generale La tv ai tempi della crisi del suo padrone Silvio I Sexgate di Silvio I: in tv si parla solo di codice penale, ma l’etica dove l’abbiamo messa?

Scritto da Style24.it Unit
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Leggi anche
Contents.media