E diciamo qualcosa su ‘sto Rockpolitik (terza puntata)

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Stavolta cominciamo dai voti: un bel 5 a Rockpolitik ma un 8 a Crozza, vincitore della serata.

Lento-Rock: “Chi non cambia mai idea è lento” ha detto ieri Celentano. E’ verissmo, caro molleggiato, e se è così io, a proposito del tuo Lento/Rock, mi sento lentissimo.
Teocoli: passare da Benigni a Teocoli… vabbè. Fantastico il suo ingresso: entra e si ferma, il pubblico è in deliro e grida. Lui si mette petto in fuori per ricevere l’applauso degli spettatori ma si accorge che il deliro non è per lui.

I più stanno infatti gridando “Adriano … Adriano…”. Celentano capisce e interviene. Si rivolge a Teocoli e dice: “Ma tu sei Teo?”. Finamente parte un flebile applauso anche per lui. Questo è cabaret! L’esibizione che ne è seguita invece è pura noia con qualche attimo, attimino, divertente.
Crozza: Crozza “Guccini” è stato fantastico, Crozza “Crozza” ancor di più. Ma è stato anche bello vedere, durante il secondo spazio pubblicitario, il solito spot che annunciava Porta a Porta subito dopo Rockpolitik.

Chissà perché non c’era il baldanzoso Vespa a presentare l’imminente puntata? Perché è andato in onda un filmato con i volti degli ospiti ed una voce fuori campo?
Monologo: Non solo populista, anche del tutto inutile; ma almeno stavolta ho sorriso quando ho visto Adriano alle prese con la definizione di democrazia (la tragedia è che la parte divertente, quel mediante/mediamente, non sembrava studiata a tavolino)
Cornacchione: anche qui la mia idea non cambia… riuscisse a strapparmi un sorriso…

credo ci sia riuscito solo quando mi ha mostrato il David e la Pietà di Silvio.
Bertè: stendiamo un velo pietoso sul dialogo tra i due cantanti in scena. Che bello vedere che non riuscivano a comunicare. Ma ancor più bello è stato scoprire la contorta mente della Bertè, capace di perdersi alla quarta proposizione e proseguire senza nesso logico
Patti Smith: forse si è rotto il mio televisiore, ma a voi l’audio non sembrava pessimo durante l’esibizione? Io ho sentito solo l’orchestra.

Fantastico invece il pezzo in cui si toglie il traduttore: Celentano, con fatica, riesce a parlare per un minuto senza far errori, costruisce una domanda intelligente e lei cosa fa? Risponde tutt’altro perché non ha sentito; all’inizio della domanda si è infatti tolta, tutta orgogliona, il traduttore. E’ bello aver coraggio – hai detto sante parola Patti – è bello credere nella libertà – brava e populista quanto basta – ma ti assicuro che anche imparare ad ascoltare è un’arte difficile.